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L’approvazione del Bilancio di previsione 2026-2028, arrivata al termine di una seduta di 12 ore, è stata anticipata da un lungo dibattito aperto da Giovanni Silingardi (M5s), che ha definito il documento una scelta “coraggiosa”, richiamando l’importanza dell’analisi dei bisogni che emergono dalla comunità sul piano socioeconomico, della visione di sviluppo della città e della comunità che si intende rappresentare e delle azioni concrete da introdurre per dare risposta a tali obiettivi. In questo quadro, ha richiamato la fragilità e coesione sociale, la sicurezza urbana e la questione abitativa sottolineando come il bilancio intervenga in maniera significativa su questi temi, ponendo al centro la dignità delle persone e la qualità dei servizi. Richiamando la definizione di “bilancio di resistenza” utilizzata dal sindaco, il consigliere ha concluso parlando di una “coraggiosa resistenza”, che conferma Modena come città “di tutti e per tutti”.
Per Avs, Martino Abrate ha sottolineato l’insufficienza delle risorse previste per i Comuni nella manovra finanziaria nazionale, rimarcando in particolare “l’assenza di finanziamenti su ambiti strategici come le politiche abitative, la mobilità e il trasporto pubblico, nonché la sicurezza urbana”. In questo contesto, ha definito il bilancio “costruito per difendere quanto realizzato a Modena e per consentire il mantenimento degli elevati livelli di qualità della vita raggiunti dalla città”. Il consigliere ha condiviso la scelta di rafforzare la transizione digitale dell’ente e di investire in ambiti quali scuola, cultura, sicurezza, sport e ambiente. Abrate ha concluso auspicando che sindaco e Giunta esprimano dissenso rispetto alla legge di bilancio nazionale, chiedendo un rilancio degli investimenti sui Comuni. Laura Ferrari ha evidenziato che il Dup mostra come, “nonostante margini stretti”, il Comune intervenga su fenomeni che pongono domande e chiedono “non risposte emergenziali ma strutturali”. Sul fronte giovani, “Modena attrae ma fatica a generare nuove famiglie; lavoro e stabilità, accesso alla casa e fragilità femminile sono nodi cruciali”. Ferrari ha sottolineato, quindi, che “le politiche su casa, servizi e welfare devono essere orientate allo sviluppo”. Ha ribadito l’appoggio a una manovra finanziaria “responsabile che difende i servizi senza aumentare i costi”.
Per il Partito Democratico, Diego Lenzini ha osservato come si tratti di un documento che “avrebbe bisogno di maggiori risorse, a fronte di una finanziaria nazionale che produce tagli con effetti sulle famiglie e sugli enti locali”. Secondo il capogruppo, l’obiettivo è mantenere i servizi finora garantiti ai modenesi, evitando arretramenti. In questo senso, ha indicato come scelta politica rilevante l’anticipazione dell’approvazione del bilancio entro l’anno, per consentire all’ente di essere subito operativo e di utilizzare le variazioni di bilancio come strumento di intervento rispetto ai provvedimenti nazionali. Lenzini ha poi approfondito il tema della giustizia sociale, sottolineando l’impegno dell’Amministrazione nel mantenere e rafforzare servizi che rispondano ai bisogni delle persone più fragili. Aprendo il suo intervento, Lucia Connola ha definito il bilancio “di continuità, resilienza e coesione sociale”, sottolineando come il quadro economico nazionale abbia ridotto gli spazi di manovra degli enti locali. La consigliera ha rivendicato un bilancio di responsabilità che “non rinuncia agli obiettivi di mandato e non aumenta la pressione fiscale”, tutelando famiglie e imprese. Centrale la qualità della spesa, con investimenti su welfare, casa, domiciliarità, nidi, Cra e sicurezza urbana, oltre alla valorizzazione di cultura, patrimonio e personale comunale. Anche Francesco Antonio Fidanza ha definito il bilancio “un documento fondamentale in un momento di grande incertezza per gli enti locali”, evidenziando la necessità di blindare le priorità senza rinunciare a una visione strategica. Il consigliere ha richiamato, in particolare, l’impegno sulla sicurezza, con investimenti in videosorveglianza e Polizia locale, chiarendo che “le telecamere sono uno strumento di deterrenza, non solo di repressione”. Temi di rilievo anche la modernizzazione digitale, la protezione civile e la scelta di non contrarre nuovo debito. Fabia Giordano ha espresso convinzione per “un bilancio ben costruito”, soffermandosi in particolare sul ruolo dello sport come leva educativa e sociale. Illustrando un emendamento dedicato, ha sottolineato che “la pratica sportiva è un fatto sociale che produce benessere, salute e crescita”, soprattutto per minori e famiglie. La consigliera ha ribadito l’importanza di sostenere l’accesso all’attività motoria nella fascia 6-18 anni e lungo tutto l’arco della vita, evidenziando il valore del terzo settore. Vincenza Carriero ha sottolineato che non servono slogan, ma un’analisi concreta del bilancio, tenendo conto del contesto locale e nazionale. Ha quindi evidenziato come risolva le impellenze di oggi “e prepari le necessità di domani, con scelte orientate a programmare il futuro”. Per la consigliera, gli interventi previsti puntano a investimenti e azioni lungimiranti, superando l’immediatezza, puntando a “consolidare e rigenerare ciò che Modena è e deve continuare a essere”. Luca Barbari ha evidenziato che la manovra finanziaria punta a stare “dalla parte della cura, della coesione sociale e della prevenzione”. Il consigliere si è quindi soffermato anche sul sostegno a famiglie e genitorialità, citando l’emendamento sulla baby box e le misure sociali a sostegno delle fragilità. Per Barbari “il bilancio consolida un metodo di lavoro condiviso tra istituzioni, mondo del lavoro e associazionismo, rafforzando il capitale sociale che è storica ricchezza di Modena”. Anna De Lillo si è soffermata sul tema scuola: “Nonostante i tagli del Governo che comprimono il diritto allo studio e le professionalità educative, Modena garantisce tutti i servizi scolastici ed educativi, riconoscendo la scuola come presidio di benessere e uguaglianza”, citando anche l’emendamento che rafforza i presidi educativi dentro e fuori le scuole. Poi, si è concentrata sull’importanza dei nidi, che promuovono autonomia, equità e lavoro femminile: “Per questo è necessario aumentarne i posti, nonostante il Governo non investa”. Giulia Ugolini è intervenuta sul tema degli anziani, “che il bilancio tutela”, soffermandosi sull’importanza del servizio di assistenza domiciliare che “svolge un ruolo fondamentale di affiancamento alle famiglie”. L’analisi dei bisogni, a suo parere, conferma la necessità di un’evoluzione dei servizi nella quale “il domicilio diventi luogo cruciale”. Ugolini, richiamando l’emendamento sul supporto all’assistenza domiciliare, ha espresso l’esigenza, tra le altre cose, di sviluppare residenze intermedie, in grado di offrire alternative adeguate ai diversi bisogni assistenziali. Francesca Cavazzuti è intervenuta sul sostegno a natalità e famiglie, precisando che gli interventi devono favorire equilibrio vita-lavoro, maternità e congedi parentali: “Le nostre politiche comunali sono esemplari, ma non possono prescindere da sicurezza economica e lavoro”. La consigliera si è poi focalizzata anche sull’emendamento che riguarda il disagio giovanile, “che predispone strumenti per prevenire aggressività e devianza”, ricordando che con maggiori investimenti si punta a rafforzare azioni dentro e fuori le scuole. Gianluca Fanti ha rimarcato “l’assenza di supporto del Governo ai Comuni: le autonomie locali non sono solo costo, ma motore di coesione e sviluppo, soprattutto per enti a contatto diretto con i cittadini”. Per il consigliere, “questo bilancio rappresenta un atto di sopravvivenza di fronte a risorse decrescenti da parte dello Stato”. Sul tema casa, Fanti ha ricordato “numeri drammatici” legati alla povertà abitativa ricordando l’attivazione dello sportello comunale “Abitare Modena”. Federica Di Padova ha posto particolare attenzione al tema della cultura, ricordando che “il bilancio continua a investire in questo settore, a fronte dei tagli nazionali, perché rappresenta coesione sociale, sicurezza e qualità della vita”. La consigliera ha evidenziato anche il ruolo della cultura diffusa e dell’associazionismo, con particolare attenzione ai quartieri, e ha richiamato l’importanza dei grandi eventi, come Jazz Open, intesi “non solo come momenti a sé stanti ma come parte di una strategia più ampia”. Alberto Bignardi ha descritto il bilancio come “espressione della visione della città, non un semplice elenco di numeri, ma una mappa delle priorità”. Richiamando il valore degli emendamenti presentati dalla maggioranza, Bignardi ha evidenziato come “il bilancio traduca in pratica una politica utile e concreta, volta a sostenere famiglie e genitori, promuovere verde e mobilità sostenibile, senza proclami e scorciatoie”. Stefano Manicardi ha descritto il bilancio come uno strumento pensato per garantire la continuità dei servizi che i modenesi si aspettano e meritano, spesso a rischio per la riduzione dei trasferimenti statali. Ha sottolineato l’importanza di coniugare sicurezza e giustizia sociale, ribadendo il valore di destinare risorse comunali a progetti che lo Stato definanzia, garantendo inclusione e coesione sociale. Ha ricordato che il bilancio investe, tra le altre cose, in manutenzione della città, delle frazioni e del centro storico, mantenendo alto il livello di vita dei cittadini. Fabio Poggi ha evidenziato come il bilancio tuteli i servizi esistenti, con la scelta strategica di approvarlo entro il 31 dicembre, un segnale di operatività immediata e di “resistenza” alle difficoltà imposte dai tagli statali. Ha definito questa resistenza un’azione concreta nel presente, finalizzata a preservare i fondamentali della città, e gli emendamenti “piccoli semi per aprire prospettive future”. Il consigliere ha concluso spiegando che “il vero percorso di trasformazione avverrà attraverso lo strumento delle variazioni durante l’anno”, rendendo possibile il passaggio “da un bilancio di resistenza a un bilancio di prospettiva”.
Grazia Baracchi (Spazio democratico) ha definito il bilancio “un atto di responsabilità in un contesto normativo e finanziario molto difficile”, individuando tre pilastri: coesione sociale, stabilità tributaria e completamento degli investimenti Pnrr. Al centro il rafforzamento di Cra, nidi e politiche per la casa, con l’impegno a “non lasciare indietro nessuno”. Attenzione anche alla sostenibilità futura delle opere Pnrr e alle infrastrutture sociali, dallo sport al sistema educativo 0-6.
Paolo Ballestrazzi (PRI-Azione Sl) ha precisato che il calo demografico non può essere attribuito esclusivamente alle politiche locali, e che “il Consiglio deve dotare l’Amministrazione di strumenti che favoriscano la massima coesione possibile”. Il consigliere ha anche parlato della disaffezione al voto, soprattutto tra i giovani, rilevando “che circa il 30 per cento propende per un regime autoritario”. In questo contesto, secondo il consigliere, “la responsabilità del Governo nazionale è grave, perché il Paese risulta “sgovernato” da tre anni”. Infine, Ballestrazzi ha concluso che “Modena, città storicamente prospera, non mostra più questa ricchezza, come confermano i dati”, e che l’obiettivo dell’Amministrazione è “offrire ai cittadini un punto fermo di sicurezza declinato su quattro livelli: sicurezza ambientale, sanitaria, del lavoro e dei diritti della persona”.
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Ultimo aggiornamento: 23-12-2025, 13:12