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L’Archivio Storico del Comune di Modena presenta un importante intervento di catalogazione, digitalizzazione e valorizzazione di un nucleo documentario di straordinario valore storico dedicato a Maria Beatrice d’Este, regina d’Inghilterra in esilio, nota come Mary of Modena. Le carte, recentemente acquisite grazie a un finanziamento della Regione Emilia-Romagna, sono oggi descritte, restaurate, digitalizzate e rese liberamente consultabili online attraverso piattaforme ad accesso libero, ampliando in modo significativo le possibilità di studio, ricerca e fruizione pubblica.

La raccolta di documenti è stata presentata questa mattina nella sede dell’Archivio Storico comunale, al primo piano del Palazzo dei Musei, alla presenza dell’assessore alla Cultura del Comune di Modena Andrea Bortolamasi, del dirigente Area Biblioteche e archivi della Regione Emilia-Romagna Claudio Leombroni, e della direttrice Biblioteche e Archivio Storico di Modena Debora Dameri.

“Questi documenti”, ha spiegato l’assessore Bortolamasi, “vanno ad arricchire in modo significativo il patrimonio del nostro Archivio Comunale, grazie alla proficua collaborazione con la Regione. Prosegue così l’impegno dell’Amministrazione nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio archivistico cittadino. L’Archivio storico si conferma un presidio culturale fondamentale per la comunità, sul quale continueremo a investire con convinzione”.

Come previsto dalla convenzione sottoscritta con la Regione, nel corso del 2025 l’Amministrazione comunale si è fatta carico degli oneri per la catalogazione scientifica, la digitalizzazione e la valorizzazione della documentazione. Il processo di catalogazione, affidato a Open Group, società che gestisce i servizi bibliotecari per il Comune di Modena, è stato svolto da Silvia Perucchetti, musicologa e bibliotecaria esperta nella descrizione di manoscritti, libri antichi e fondi speciali. Le relazioni e le lettere sono ora descritte su Manus, il database dell’Istituto centrale per il catalogo unico dedicato ai manoscritti, mentre la stampa con il ritratto inciso di Giacomo II Stuart è catalogata in Indice ed è consultabile tramite l’Opac del Servizio Bibliotecario Nazionale.

Per il delicato intervento di stabilizzazione conservativa e digitalizzazione, l’Archivio Storico si è avvalso dell’esperienza di Mida Digit srl del Gruppo Panini, che opera con attrezzature all’avanguardia progettate per la riproduzione ad alta risoluzione di materiali rari e fragili. Gli interventi conservativi, curati dalla restauratrice Gaia Petrella, sono stati finalizzati a garantire la messa in sicurezza dei documenti e la loro idoneità alla riproduzione digitale, nel pieno rispetto dell’integrità storica dei materiali. La campagna di acquisizione digitale è stata realizzata con uno scanner sviluppato dal Gruppo Panini, in grado di assicurare standard elevatissimi sia sul piano qualitativo sia su quello conservativo.

Completato il processo di indicizzazione e descrizione dei contenuti digitali, le risorse digitali sono state pubblicate sulla piattaforma open access Lodovico Media Library, sviluppata dal Centro di Ricerca Interdipartimentale sulle Digital Humanities dell’Università di Modena e Reggio Emilia (DHMoRe). Le digitalizzazioni sono collegate direttamente alle descrizioni catalografiche su Manus e SBN, consentendo un accesso incrociato e immediato tra immagini e dati descrittivi.

Al centro del fondo si colloca il racconto autografo di Francesco Riva, pittore bolognese della bottega del Guercino e guardarobiere personale di Maria Beatrice d’Este, nonché ideatore ed esecutore materiale della fuga della regina e del neonato Principe di Galles durante la “Gloriosa Rivoluzione”. Scritto nell’agosto del 1689 e indirizzato ai familiari “a futura memoria”, il manoscritto descrive con intensità narrativa le riunioni segrete, l’organizzazione e la partenza notturna attraverso il giardino privato del palazzo reale, la traversata del Tamigi, il viaggio verso Dover e l’approdo sulle coste francesi. Una testimonianza diretta finora nota solo attraverso copie conservate in altri archivi.

La collezione comprende inoltre due lettere autografe della regina Maria Beatrice, un lasciapassare firmato da Luigi XIV con sigillo a secco, che consentì a Francesco Riva e ai suoi figli di rientrare in Italia nel 1703, e una ricca corrispondenza che documenta la continuità del rapporto tra la famiglia Riva e la corte Stuart fino alla metà del XVIII secolo. Completano il nucleo uno schema genealogico della famiglia Riva, una miniatura a olio su rame con un ritratto femminile riconducibile, da indagine comparativa, alla regina e un ritratto inciso di Giacomo II Stuart.

L’acquisizione, finanziata interamente dalla Regione con un contributo di 25.000 euro, ha consentito non solo di arricchire il patrimonio dell’Archivio Storico comunale, ma anche di salvaguardare l’integrità di un insieme documentario unico, preservandolo da possibili dispersioni future e garantendone la piena fruizione da parte di studiosi, ricercatori e cittadini.

La forza evocativa di queste carte ha già trovato una prima restituzione pubblica anche in ambito educativo e creativo. Domenica scorsa 14 dicembre l’Archivio Storico ha proposto lo spettacolo di burattini “La fuga di Mary of Modena”, a cura di Simona Gollini, nell’ambito della rassegna “L’Archivio sono Io”. Un’esperienza che conferma il ruolo dell’Archivio come luogo vivo di narrazione, conoscenza e partecipazione, con l’ipotesi di una nuova replica nel 2026 in occasione di “Quante storie nella Storia. La Settimana della didattica in archivio" promossa dalla Regione Emilia-Romagna.

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Ultimo aggiornamento: 17-12-2025, 12:12