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Più risorse e più investimenti per rafforzare la coesione sociale ed essere pronti ad affrontare le sfide del futuro e della competitività. È questo l’obiettivo principale della manovra fiscale che sta alla base del Bilancio previsionale 2025-2027 del Comune di Modena, presentato dal sindaco Massimo Mezzetti nella seduta del Consiglio comunale di lunedì 3 febbraio.

Una manovra da 8 milioni di euro – derivanti da interventi su Irpef, Imu, tassa di soggiorno e oneri da scavo – a cui si aggiungono ulteriori 10 milioni che il Comune avrà a disposizione ricorrendo al cosiddetto “debito buono” a favore degli investimenti, anche beneficiando della virtuosità con cui è stata condotta fino ad ora la finanza comunale: Tanto che Modena è, tra i 32 comuni più popolosi d’Italia, il meno indebitato: 72 euro pro-capite, contro una media di 1697 euro.

Le risorse derivanti dalla manovra fiscale permetteranno all’Amministrazione comunale di aumentare i fondi per le manutenzioni ordinarie (+1.2 mln di euro) - in primo luogo quelle per la cura del verde - e quelli dedicati ai servizi sociali (+1.7 mln), con particolare riferimento all’aumento dei posti nei centri residenziali per anziani e disabili (+1 mln di euro), all’avvio del nuovo Piano Casa (+480 mila euro) e al contrasto del disagio giovanile (+200 mila euro). 

Previsti maggiori investimenti (+1,7 mln di euro) anche nei servizi educativi, destinati ad incrementare le risorse a favore del sostegno agli alunni disabili (1 mln), alla Fondazione Cresciamo (+300 mila euro) e alla realizzazione del nuovo nido Magenta (+390 mila euro), che farà salire a 1.664 i posti disponibili nella rete cittadina pubblica e convenzionata dei servizi educativi 0/3 anni 

Quasi 500mila euro aggiuntivi saranno destinati, invece, al sostegno dell’offerta culturale; all’associazionismo e a una programmazione diffusa nella città e nelle periferie ne andranno 300 mila in più. Mentre 191 mila euro serviranno a garantire servizi culturali e museali efficienti. Ulteriori 195 mila euro di maggiori risorse saranno destinate alla realizzazione di progetti qualificanti e, nello specifico, per l’installazione di sistemi di sicurezza dei privati (+150 mila euro) e per le politiche per la pace e intercultura del Comune di Modena (+45 mila euro). Poco più di 2 milioni, invece, serviranno per gli adeguamenti contrattuali del personale e per garantire il turnover.  

Infine, 850 mila euro di maggiori risorse saranno destinate al pagamento degli oneri sui nuovi mutui che il Comune contrarrà per sbloccare 10 milioni di risorse da investire sullo sviluppo della città. Una scommessa su quel “debito buono” che permette di finanziare spese produttive e sostenibili, reso possibile dal fatto che quello di Modena è uno dei comuni meno indebitati d’Italia. Su ogni modenese, neonati inclusi, “gravano” infatti solo 72 euro di debito, contro i 1.697 euro medi delle altre realtà simili. I dieci milioni serviranno, come ha spiegato in aula il sindaco, a “finanziare il completamento delle opere PNRR, consentendo al Comune una programmazione più serena e liberando quote di avanzo che durante l'anno si andranno naturalmente a determinare per la manutenzione straordinaria e migliorare quindi la cura e il decoro della città”.

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Ultimo aggiornamento: 27-03-2025, 11:03