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A tracciare il quadro generale di come si sta sviluppando il Piano Casa per Modena è la vicesindaca, assessora a Sanità e servizi connessi, Politiche abitative e Piano Casa, Francesca Maletti. Mentre sul versante della prevenzione – per evitare lo scivolamento nella povertà abitativa e intervenire prima che i provvedimenti di sfratto diventino esecutivi, l’amministrazione si muove per rafforzare e dare nuovo vigore agli accordi con il Tribunale, l'Ordine degli avvocati, le associazioni inquilini e della proprietà edilizia e per implementare i percorsi a sostegno della locazione (fondo affitti e fondo per la morosità incolpevole), la gestione del patrimonio abitativo passa attraverso nuovi strumenti e metodi di lavoro.
Nel breve orizzonte, c’è innanzitutto, lo Sportello “Abitare Modena”, il nuovo servizio d’informazione, orientamento e accompagnamento all’abitare affidato dal Comune (in queste ore gli uffici tecnici stanno vagliando la proposta di aggiudicazione) che entrerà in funzione nelle prossime settimane e agirà in rete con servizi, enti e associazioni attive sul tema casa. L’appalto prevede una durata di 24 mesi con facoltà di rinnovo per altri 24. Abitare Modena intende riorganizzare i servizi per l’Abitare del Comune per offrire un servizio di accoglienza e consulenza sul tema casa a tutto tondo integrando, inoltre, le attività con la partecipazione di altri servizi dell’amministrazione e di enti e organizzazioni del territorio che si occupano di abitare, come associazioni degli inquilini, organizzazioni della proprietà edilizia, Ordine degli avvocati, Centro adattamento domestico, organizzazioni studentesche e altre realtà che operano nel settore, con cui potranno essere definite specifiche collaborazioni. Sarà uno sportello aperto al pubblico con operatori dedicati, rivolto a tutti i cittadini residenti e non che abbiano bisogno d’informazione, orientamento e accompagnamento sui temi abitativi. Funzionerà sia come punto di ascolto, analisi e indirizzo dei bisogni abitativi sia per la raccolta delle domande alle misure dell’abitare (Ers e Erp, Agenzia Casa, Fondo affitto, Fondo morosità incolpevole, rinegoziazione dei canoni). Lo sportello verificherà le condizioni di accesso alle misure dei cittadini che vi si rivolgono e li orienterà verso il servizio specifico e a eventuali altre opportunità del territorio agendo in stretta collaborazione con l’Ufficio Servizi per la Casa.
Al tempo stesso, il settore Politiche abitative lavora al rinnovo di Agenzia Casa con una nuova gestione e un nuovo regolamento in fase di definizione, anche con il contributo di sindacati degli inquilini e associazioni della proprietà, per potenziare l’Agenzia che agisce con un ruolo di intermediazione, quale soggetto autorevole e credibile, tra domanda e offerta di alloggi attraverso un processo di condivisione e trasparenza in cui pubblico e privato collaborano. Agenzia Casa gestisce attualmente oltre 500 appartamenti, ma le domande in lista d’attesa per un alloggio sono oltre un migliaio.
Sono invece 95.635 gli alloggi in città, di cui si presume oltre 6.000 non utilizzati a fronte di una popolazione complessiva di oltre 184mila persone, mentre sono 84.785 le famiglie composte mediamente da 2,1 componente.
L’obiettivo è ampliare (di 1.000 unità nel prossimo biennio anche attraverso strumenti di cambio di utilizzo temporaneo) il numero degli alloggi disponibili alla locazione rinsaldando il rapporto di fiducia, anche attraverso il coinvolgimento di diversi attori del territorio, con chi decide di affittare con Agenzia Casa e coinvolgendo anche i grandi fondi che in città possiedono patrimonio immobiliare inutilizzato. È quanto si sta sperimentando con un palazzo in via Repubblica di Montefiorino di proprietà di un fondo immobiliare che ha ristrutturato gli alloggi a proprie spese per affidarne la locazione ad Agenzia Casa nell’ambito del programma regionale Patto per la Casa. Attraverso un avviso pubblico, i 65 alloggi risistemati sono stati assegnati in locazione a canoni calmierati a nuclei e singoli che non avevano i requisiti per accedere all’Erp, l’Edilizia residenziale pubblica, ma nemmeno riuscivano a trovare casa sul libero mercato.
Per ampliare il patrimonio gestito da Agenzia Casa gli uffici tecnici dell’amministrazione comunale stanno studiando anche il percorso che consenta di destinare alla locazione immobili del terziario attraverso un cambio di utilizzo temporaneo. Stimiamo, infatti – afferma Maletti - che, dei 3.800 locali adibiti a ufficio che ci sono in città, oltre la metà siano sfitti”. L’uso temporaneo con finalità pubblica si configura nella cornice normativa tracciata dal Pug del Comune di Modena (su cui il decreto Salva Casa non avrà effetti) e dalla legge regionale; l’amministrazione comunale definirà quindi le regole e la procedura che porterà a un avviso pubblico rivolto ai proprietari di queste tipologie di immobili. Il proprietario dovrà sostenere i costi di ristrutturazione e, previa verifica dell’esistenza dei requisiti di sicurezza e igienico-sanitari, Agenzia Casa si farà garante della locazione a canoni calmierati.
Sempre nell’ambito della gestione, ma in questo caso del patrimonio di Edilizia residenziale pubblica (Erp) a cui si accede tramite graduatoria definita in base a specifici requisiti non solo economici, vengono periodicamente definiti con Acer, piani di manutenzione straordinaria del patrimonio a partire dalle risorse dei canoni e, in base a risorse messe a disposizione dalla Regione, anche piani straordinari di recupero per alloggi non utilizzati per necessità di ristrutturazioni importanti (per valori oltre i 25mila euro).
A Modena gli alloggi di Edilizia residenziale pubblica sono complessivamente 2.675; le domande in lista d’attesa circa 1200 a fronte di una novantina di nuovi ingressi all’anno.
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Ultimo aggiornamento: 17-04-2025, 13:04