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Il voto sulla delibera incentrata sull’acquisizione sanante di un’area per la realizzazione della strada e del ciclopedonale tra via Nobili e via Saltini, illustrata dal sindaco Massimo Mezzetti, è stato anticipato da un dibattito aperto da Fratelli d’Italia, con Elisa Rossini che ha parlato di “lamentele dei proprietari del terreno rimaste inascoltate per anni”. Riferendosi poi all’articolo 42 bis per l'acquisizione sanante, Rossini ha affermato che “non è applicabile in quanto c’è una responsabilità del Comune e degli uffici per un errore risalente nel tempo a cui non si è voluto rimediare”. Infine, intervenendo sul termine dei tre giorni, previsto dalla legge, dato ai proprietari per presentare osservazioni rispetto all’avvio del procedimento di esproprio, la consigliera ha parlato di “scardinamento di tutti i principi di democrazia e di coinvolgimento dei cittadini, considerato che è dal 2021 che i proprietari ci dicono che il Comune sta sbagliando”. Per Paolo Barani “c’era tutto il tempo per rettificare il progetto, tutelarsi ed evitare danni ai cittadini: chi paga adesso le loro spese tecniche per difendersi dall’atto di imperio del Comune? Peraltro – ha proseguito Barani – c’è in corso un contenzioso di cui non sappiamo ancora gli esiti, ma che potrebbe concludersi con importanti risarcimenti”.

Per Andrea Mazzi (Modena in ascolto) “vero è che le mappe catastali non hanno una precisione esatta, ma qui siamo di fronte a qualcosa di molto ampio ed evidente”. Per il consigliere, “occorre capire come si sia potuti arrivare a un errore di questo tipo e ragionare affinché non si ripeta più: l’Amministrazione faccia le dovute verifiche e prenda adeguate misure”.

Secondo Giovanni Bertoldi (Lega Modena) “ciò che è avvenuto è un fatto grave: nessuno può occupare un’area privata senza autorizzazione e il Comune non può pensare di cavarsela sborsando qualche euro per risolvere la questione”. Per il consigliere, inoltre, “occorre approfondire chi sia stato a non fermare i lavori visti i dubbi sull’intervento”, sostenendo, infine, che “troppo spesso, ormai, il Comune di Modena viene condannato dai tribunali: evidentemente c’è qualcosa che non va negli uffici”.

Per il Pd, Fabio Poggi, riferendosi all’intervento di Rossini, ha parlato di “valutazioni tecniche e non politiche, che fanno intendere che chi ha dato parere favorevole a questa delibera lo ha fatto in modo improprio”. Per il consigliere, tuttavia, “se la procedura sia corretta o sbagliata è competenza dei dirigenti, di cui personalmente mi fido. Per cui, l’unica cosa che possiamo fare è prendere atto del loro operato”. Alberto Bignardi ha definito il Comune un “organo complesso, chiamato a dare spesso risposte complesse su più fronti: pertanto non si può andare addosso agli uffici e ai tecnici”. Il consigliere ha quindi sottolineato che “la commissione è stata parte di un percorso politico e democratico e adesso la delibera arriva qui, in Consiglio, in cui siamo noi a decidere come muoverci”. Gianluca Fanti ha parlato di “delibera pienamente legittima, che fa leva sulla legge relativa all’esproprio di pubblica utilità”. Il consigliere si è quindi soffermato sull’importanza dell’infrastruttura che “consente a un intero quartiere di accedere a livello ciclabile e carrabile alla parte sud della città e al Polo Leonardo. Un’opera – ha concluso Fanti –  accolta positivamente dai cittadini”. Per Diego Lenzini “il centrodestra attacca frontalmente le strutture del Comune, peraltro da sempre particolarmente attente a queste tematiche, ma non fa intendere la propria posizione politica: vogliamo o no procedere con l’esproprio? Questo chiede la delibera e non valutazioni tecniche”. Il capogruppo ha poi puntualizzato che “se l’indennizzo riconosciuto è basso occorre che sia il Governo a intervenire, modificando le norme che ne determinano il valore”.

Per Giovanni Silingardi (M5s) “il 42 bis è lo strumento che qualunque amministrazione, di qualunque colore politico, utilizzerebbe per un caso del genere, in quanto di mezzo c’è un’opera, come la ciclabile, che ha un interesse pubblico. Ci sono alternative? Per me no”. Il consigliere ha quindi definito il procedimento “assolutamente legittimo e inevitabile, anche per il percorso svolto”.

“È stato fatto un errore tecnico non facile da evitare – ha sottolineato Martino Abrate (Avs) – ma l’articolo 42 bis nasce per sanare proprio questa tipologia di errori della Pubblica amministrazione”. Per il consigliere, quindi, “non è giusto e possibile spostare l’opera né rispondere a una richiesta risarcitoria speculativa”.

Dopo essersi soffermato sul termine dei tre giorni previsti per le osservazioni (“non so se siano legalmente possibili: io mi sarei lamentato”), Paolo Ballestrazzi (Pri-Azione) ha affermato che “non si può sempre contestare, a ogni trattazione di delibera, che l’Amministrazione è venuta meno a qualcosa, perché questa Amministrazione è molto diversa da quella precedente. Piuttosto – ha aggiunto Ballestrazzi – perché la consigliera Rossini non ha sollevato queste questioni cinque anni fa? Questa è la vera questione politica”.

In chiusura di dibattito, il sindaco Massimo Mezzetti ha chiesto quale sarebbe la proposta alternativa per i consiglieri contrari: "Dovremmo pagare 500 mila euro? Dovremmo spostare l'opera con un costo di 120 mila euro? Oppure dovremmo fare quello che il Comune ha fatto, cioè offrire una somma congrua che però è stata rifiutata?".  Mezzetti ha quindi ricordato che "si sta parlando di un terreno agricolo di 10 metri per 2,5: l'avvocato dei proprietari, che chiede di metterci un impianto fotovoltaico, ha chiesto un risarcimento di 500 mila euro per 250 metri quadrati, una proposta lecita ma con caratteristiche speculative, che non dovrebbe trovare una sponda all’interno di un Consiglio comunale in cui tutti i consiglieri dovrebbero essere interessati a fare l’interesse pubblico e non l’interesse speculativo di un privato".

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Ultimo aggiornamento: 27-05-2025, 16:05