Contenuto
Si è concluso anche per quest’anno il ciclo di incontri previsti dal progetto "SmartKids 3.0", con una partecipazione crescente che ha visto non solo un numero sempre maggiore di genitori, ma anche un livello di interesse e coinvolgimento significativamente più alto. A sottolinearlo è la forte risposta da parte delle famiglie che hanno preso parte attiva agli appuntamenti, evidenziando un vivo desiderio di comprendere e affrontare le sfide educative legate all’uso dei dispositivi digitali nella prima infanzia.
In tre anni, tutti gli incontri educativi si sono svolti presso il "Memo – Sergio Neri" e hanno avuto come protagonisti i genitori dei bambini iscritti ai nidi e alle scuole dell’infanzia della città di Modena, insieme al neuropsichiatra professor Antonio Persico, che ha guidato gli interventi formativi.
"SmartKids" nasce come progetto di sostegno concreto ai genitori nel delicato compito di regolare l’esposizione a smartphone e tablet da parte dei bambini di età compresa fra 0 e 6 anni. È frutto della collaborazione tra Unimore (Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze), il settore Educazione e Istruzione del Comune di Modena e la Fondazione Cresciamo. L’accordo iniziale, deliberato dalla Giunta comunale alla fine del 2022, ha portato alla nascita di "SmartKids 2.0", successivamente rinnovato e attualmente denominato "SmartKids 3.0", con una convenzione estesa fino a febbraio 2027.
"Il crescente successo di questo progetto è la dimostrazione di quanto sia sentita, tra i genitori, la necessità di una corretta educazione digitale che permetta loro di affrontare con maggiore consapevolezza le sfide legate a nuove tecnologie che sono sempre più presenti nel nostro quotidiano - ha commentato l'assessora alle Politiche educative, Federica Venturelli - Offrire occasioni di formazione sull’uso corretto di smartphone e dispositivi digitali significa, infatti, rafforzare il ruolo educativo della famiglia, favorire una cittadinanza digitale responsabile e contribuire a prevenire fenomeni di isolamento, disinformazione e uso improprio della tecnologia"
L’obiettivo del progetto, infatti, è proprio quello di informare e sensibilizzare le famiglie circa le conseguenze negative dell’uso eccessivo dei dispositivi elettronici nello sviluppo cognitivo dei bambini, specialmente nella fascia di età 0-6 anni. Durante gli incontri, i genitori hanno potuto approfondire l’impatto di tali abitudini digitali, ma anche acquisire strategie pratiche di contenimento e gestione consapevole.
Dalla sua nascita il progetto ha coinvolto complessivamente 263 genitori, a beneficio di 289 bambini. Una partecipazione numericamente e qualitativamente significativa, che consente ora a Unimore di avviare un primo studio scientifico sui dati raccolti, con l’obiettivo di pubblicarne i risultati entro la fine del 2025. A conferma della rilevanza scientifica dell’iniziativa, una studentessa della facoltà di Medicina ha scelto proprio questo progetto come tema per la sua tesi di laurea.
Alla luce degli ottimi risultati ottenuti — sia in termini di coinvolgimento delle famiglie sia per il valore scientifico che i dati stanno assumendo — Unimore e l’Assessorato ai Servizi educativi del Comune di Modena stanno valutando l’ipotesi di un ampliamento del progetto a partire dal prossimo anno, con l’inclusione della fascia d’età 7-11 anni.
Il progetto "SmartKids" si conferma dunque un modello virtuoso di collaborazione tra ricerca, istituzioni e famiglie, al servizio della crescita sana e consapevole delle nuove generazioni.
A cura di
Questa pagina è gestita da
Ultimo aggiornamento: 13-06-2025, 11:06