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L'approvazione delle due delibere che consentono il riassetto complessivo della situazione dei Sinti e Rom a Modena presentate dalla vicesindaca e assessora a Salute e servizi connessi, prevenzione e sani stili di vita, Politiche abitative e Piano per la Casa Francesca Maletti, nella seduta di giovedì 24 luglio, è stata anticipata da un ampio dibattito.

Ad aprire la discussione Giovanni Silingardi per il Movimento 5 stelle che ha sottolineato l’importanza delle due delibere come strumento contro il disagio e la povertà estrema, evidenziando il tema dei diritti ma anche delle responsabilità, così come la necessità di programmare percorsi di convivenza, inclusione e maturazione culturale: “Giudichiamo positivamente le delibere che affrontano la situazione con una visione multifunzionale che dimostra la volontà dell’Amministrazione di affrontare il problema in modo serio e complesso”.

Per il Partito democratico Fabia Giordano ha parlato di un forte impegno contro le discriminazioni, ricordando le famiglie Sinti presenti in città da decenni: “Le delibere aprono un patto di corresponsabilità con queste comunità. Si punta a microaree sicure e a un’inclusione basata su regole condivise: pagamento utenze, cura degli animali, istruzione obbligatoria e corretto smaltimento dei rifiuti”. Federica Di Padova ha chiarito che le microaree familiari, sperimentate da tempo, sono strumenti legali contro l’abusivismo e rientrano in una strategia strutturale, non emergenziale: “La delibera è un dovere europeo, punta alla responsabilizzazione nel rispetto delle culture e introduce progettualità e inclusione, soprattutto attraverso la scuola, contrastando la dispersione scolastica”. Stefano Manicardi ha ribadito l’importanza di garantire diritti e doveri, richiamando l’opposizione a evitare messaggi che ledano la dignità delle persone: “Ci sono due modi per creare soluzioni migliorative per tutti quanti. Una è gestire i problemi, metterci la testa. L‘altra è lavarsene le mani, valutando positivamente il definanziamento del governo, l’ennesimo, che lascia sole le comunità locali nel gestire questi problemi”.

Paolo Ballestrazzi (Pri Azione), ricordando le persecuzioni delle minoranze avvenute in passato, ha evidenziato l’importanza di accogliere la differenza di chi vuole vivere in modo diverso, garantendogli allo stesso tempo diritti e doveri: “Dobbiamo aiutarli, anche se non ci piace come vivono”, le sue parole.

Laura Ferrari (Alleanza verdi-sinistra) ha sottolineato la soddisfazione per l’attenzione generale dell’Amministrazione al tema dell’abitare, in tutte le sue forme: “La dignità abitativa è la condizione essenziale per una reale integrazione. Si tratta di dignità e non di assistenzialismo. E’ giusto rivedere e aggiornare sia i diritti che i doveri”. Martino Abrate ha evidenziato l’importanza dell’integrazione di una minoranza con tradizioni culturali diverse, ricordando che le microaree sono raccomandate da indirizzi europei, nazionali e regionali. Ha aggiunto che “non è con il controllo sistematico che riusciremo ad avere un progetto di inclusione, ma con la collaborazione reciproca”.

Per Giovanni Bertoldi (Lega Modena) il problema è soprattutto culturale, con riferimenti a comportamenti considerati inaccettabili come l’accumulo di rifiuti, costi a carico dei cittadini e inquinamento. Bertoldi ha sottolineato “la necessità di imporre condizioni e controlli più severi, con particolare attenzione alla gestione dei minori e al rispetto delle regole”.

Per Fratelli d’Italia è intervenuto Luca Negrini evidenziando come spesso le microaree siano caratterizzate da illegalità interna coperta dalle comunità stanziali, che ha definito non più “nomadi” ma da integrare: “Le microaree dovrebbero essere solo una tappa che punti a una situazione abitativa regolare. Bisogna partire da una ricognizione di cosa accade per arrivare a una integrazione vera”. Elisa Rossini ha ricordato l’importanza di rispettare le minoranze ma con criteri chiari. Ha chiesto una quota di contribuzione definita, vista l'entità delle spese comunali, e una tempistica certa per l’uscita dalle microaree. Ha proposto che il mancato pagamento delle utenze comporti l’allontanamento, verifiche mensili anziché trimestrali e l’invio dell’elenco dei residenti a Questura e Prefettura. Ferdinando Pulitanò ha evidenziato le criticità nella gestione della comunità parlando di degrado, marginalità, illegalità, abbandono scolastico, allacci abusivi, uso improprio di minori e animali: “Riteniamo dunque necessario cercare soluzioni diverse. Esprimiamo un netto dissenso sulla delibera, sia nel merito che nell’impostazione complessiva”. Dario Franco ha ribadito che “l’accoglienza implica anche la volontà di essere accolti e che le comunità, ormai stanziali, devono dimostrare adesione alle regole. Le microaree, previste come sperimentali dalla legge regionale, dopo 10 anni devono restare soluzioni temporanee e non zone franche su rifiuti, scuola e sicurezza”.

Andrea Mazzi (Modena in ascolto) ha richiamato l’attenzione sul merito della questione, sottolineando la complessità della convivenza con le comunità Sinti e la necessità di un percorso di integrazione che richiede tempo e riconoscimento dell’emarginazione culturale: “Serve un vero cambio di passo, più monitoraggio e il superamento delle aree abusive, come quella di San Matteo”.

Katia Parisi (Modena civica) ha riconosciuto alcuni elementi positivi della delibera, come le regole formali e i requisiti di sicurezza e igiene, ma ne ha contestato l’impianto complessivo, accusandola di istituzionalizzare le microaree: “La nostra pozione è chiara: le microaree devono essere utilizzate in via temporanea”.

In replica la vicesindaca Francesca Maletti ha ribadito che bisogna valutare e tenere monitorati tutti i percorsi, sottolineando la necessità di coniugare legalità e opportunità: “Il nostro compito è applicare le regole e controllare che le norme vengano rispettate, ma anche dare le stesse opportunità e gli stessi diritti a tutte le persone che vivono sul territorio di Modena. Le microaree non devono essere zone franche, ma spazi monitorati dove valga la legalità per tutti”, la sua conclusione.

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Ultimo aggiornamento: 24-07-2025, 18:07