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Quanti anni hai? Quale sport fai? Prendi la corriera o il bus? Sono queste alcune delle domande che gli educatori della cooperativa Caleidos, specializzati in educativa di strada, potrebbero porre ai ragazzi e alle ragazze all’entrata e all’uscita da scuola nell’ambito del progetto di School tutoring, armati di merenda e tè caldo da offrire. Parte del piano di azioni messo a punto dall’assessorato alla Sicurezza urbana integrata e Coesione sociale in collaborazione con il comando della Polizia locale, il progetto prende il via insieme al nuovo anno scolastico. Al centro i giovani di età compresa tra i 14 e i 18 anni, con particolare attenzione agli studenti che frequentano gli istituti superiori individuati come critici, ma anche ai giovani che gravitano negli spazi limitrofi e che non frequentano regolarmente la scuola.

Il progetto è stato presentato oggi, lunedì 15 settembre, nei pressi dell’Istituto Barozzi in occasione dell’avvio dell’anno scolastico dall’assessora a Sicurezza urbana integrata, Polizia locale e Coesione sociale Alessandra Camporota, dal comandante della Polizia locale Alberto Sola e da Federica D’Elia, coordinatrice del progetto di educativa di prossimità.

“Il benessere degli studenti non si costruisce solo con la sorveglianza, ma anche con la relazione e l’ascolto delle difficoltà dei giovani. Per questo abbiamo deciso di integrare le competenze dell’educativa di strada nel piano sicurezza”, le parole dell’assessora Alessandra Camporota. “Il nostro obiettivo – spiega Federica D’Elia – è prevenire eventuali situazioni di disagio, sensibilizzare i ragazzi al rispetto della convivenza civile e indirizzarli a realtà virtuose del territorio per far scoprire loro eventuali opportunità che non conoscono”. La presenza presso i plessi scolastici e le loro adiacenze è pensata per “favorire la convivenza e la prevenzione delle problematiche correlate al disagio giovanile e all’adolescenza, con lo scopo di tutelare e migliorare la sensazione di sicurezza dei giovani nei momenti della giornata di maggior afflusso, in entrata e in uscita, con attività di osservazione, informazione, accompagnamento e monitoraggio”, continua Federica D’Elia.

L’attività preventiva ed educativa svolta sarà rendicontata ai servizi sociali del Comune di Modena, così da monitorare l’andamento delle situazioni sia a fini valutativi del progetto, che per orientare, con più efficacia, la scelta dei plessi da presidiare. Qualora le attività di educativa di prossimità - puramente preventive e volte alla promozione del rispetto delle regole, alla convivenza civile e la cura degli spazi pubblici – non risultino sufficienti, gli operatori dovranno attivare le istituzioni deputate, sia agli interventi in emergenza o urgenza, tipicamente tramite le forze dell’ordine e la Polizia locale, che segnalare ai servizi sociali eventuali situazioni complesse che necessitino di specifici approfondimenti.

A completare il progetto di School Tutoring anche presidi fissi della Polizia locale negli istituti ritenuti più critici dal punto di vista della viabilità e nella zona dell’autostazione, oltre a pattugliamenti mobili per prevenire situazioni conflittuali o di bullismo. A questo si aggiunge la preziosa collaborazione con i volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri e del Circolo Narxis per avere ulteriori ‘occhi’ attenti fuori dai plessi scolastici e in prossimità di parchi, stazioni e fermate dei mezzi pubblici. Durante l'anno scolastico sono inoltre previste campagne info-educative da parte della Polizia Locale e incontri informativi con gli studenti sui temi delle sicurezze e della legalità.

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Ultimo aggiornamento: 15-09-2025, 14:09