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L’interrogazione di Grazia Baracchi (Spazio democratico), avente per oggetto l'andamento demografico e la programmazione scolastica, a cui ha risposto l’assessora alle Politiche educative Federica Venturelli, è stata trasformata in interpellanza, generando un dibattito aperto dal Pd, con Fabia Giordano che ha evidenziato "come anche a Modena il calo demografico inizi ad avere numeri preoccupanti", alla luce della previsione nazionale di "oltre un milione di studenti tra i 6 e i 14 anni in meno entro il 2035”, offrendo in senso positivo l’occasione per superare le classi pollaio e differenziare la didattica, ma richiedendo al tempo stesso politiche di sostegno a maternità e adozioni. Federica Di Padova ha definito la denatalità un fenomeno che coinvolge tutta Europa: “Se pensiamo che il problema sia la legge 194, non abbiamo capito nulla di ciò che sta accadendo nel mondo”, ha spiegato, muovendo critiche alle misure del Governo ritenute insufficienti. La consigliera ha quindi invitato a superare modelli familiari rigidi e a rendere la genitorialità più accessibile. Luca Barbari ha voluto valorizzare il lavoro regionale intergruppo su una proposta di legge condivisa da più forze politiche: “È un modello a cui guardare, utile anche a livello comunale”, ha detto, ritenendo importante allinearsi a pratiche già sperimentate che permettono di affrontare la complessità della denatalità con approccio trasversale. Alberto Bignardi ha sollecitato una lettura scientifica del calo demografico, anche perché “la natalità non si impone alle donne, ma va capita nei suoi meccanismi globali”, facendo notare che la riduzione dei figli è legata a industrializzazione e transizione al terziario. Il consigliere ha rimarcato come per alcuni Paesi, Italia inclusa, la questione sia garantire pensioni e servizi, e gestire con intelligenza flussi migratori, lavoro e formazione. Infine, Stefano Manicardi ha ringraziato l’amministrazione per l’impegno, soprattutto nelle frazioni, dove “la scuola ha un valore essenziale per la residenzialità”, e inoltre criticato le politiche nazionali basate su bonus estemporanei e misure spot. A suo avviso servirebbero politiche economiche e sociali strutturali e non propagandistiche.
Per Avs, Martino Abrate ha fatto gli esempi di altri Paesi, come la Svezia e la Francia, dove i diritti delle donne all'interruzione di gravidanza sono pienamente riconosciuti e al contempo i tassi di natalità sono più alti che in Italia. Il consigliere ha espresso condivisione per la scelta di mantenere i plessi scolastici come presidi sociali e individuato nella riduzione degli alunni un’occasione per didattica più personalizzata.
Per Fratelli d'Italia, ricordando una mozione della passata legislatura sull'emergenza della denatalità rimasta inattuata, Elisa Rossini ha addebitato alla sinistra la tendenza a ideologizzare la tutela della maternità. Da quella parte politica "soluzioni per risolvere il problema del calo demografico non ne avremo”, ha affermato, valutando al contempo in termini positivi le misure del Governo e auspicando più collaborazione con gli enti locali. Luca Negrini ha ribadito il valore centrale della famiglia tradizionale: “A un bambino servono una mamma e un papà”. Il consigliere ha sostenuto che il Governo sta lavorando per favorire chi sceglie di costruire un futuro familiare, e invitato anche le autonomie locali a fare la loro parte. Per il capogruppo è necessaria una visione più ampia, che includa anche scelte abitative e sociali per rendere davvero possibile la crescita di nuove famiglie. Anche Dario Franco ha difeso le politiche dell’esecutivo: “Per la prima volta un Governo ha un piano nazionale per la famiglia con azioni concrete”, evidenziando come l’assegno unico sia molto diverso dalle vecchie detrazioni. Il consigliere ha inoltre ricordato di aver proposto i "parcheggi rosa" come misura di sostegno simbolico ma significativa alle famiglie.
Andrea Mazzi (Modena in Ascolto) ha anzitutto sottolineato la gravità del fenomeno della denatalità: “Modena si sta lentamente spegnendo”, chiedendo pertanto politiche comunali su casa, tariffe, conciliazione, valorizzazione di madri e padri, sostegno alle associazioni familiari, rimarcando che il problema è multifattoriale e va affrontato a più livelli, culturale ed economico, per garantire sostenibilità sociale ed educativa.
Anche Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha richiamato la gravità della questione demografica, apprezzando le misure nazionali e rimarcando che a livello locale "stiamo facendo pochissimo" e sottolineando la necessità di sostegni concreti alle famiglie, prendendo a modello i paesi del Nord Europa. Il consigliere ha quindi invitato a guardare ai numeri senza illusioni e auspicato che le scuole possano restare aperte capillarmente.
Maria Grazia Modena (Modena per Modena) ha a sua volta dichiarato che avrebbe voluto maggiore chiarezza sulla programmazione legata al calo demografico, invitando a non disperdere l’attenzione sul problema specifico.
In replica, Grazia Baracchi ha espresso apprezzamento per i dati forniti dall'assessora, soffermandosi in particolare sull’attivazione di una classe prima grazie all’organico potenziato. Pur riconoscendo che si tratta di una misura prevista dalla normativa, Baracchi ha ritenuto che il suo utilizzo, in questa modalità, rappresenti un “indebolimento del sistema scolastico”, dal momento che tali risorse dovrebbero servire a integrare la didattica e non a garantire l’attivazione delle classi. Baracchi ha quindi argomentato che “senza una revisione dei criteri nazionali che regolano, proporzionalmente, il rapporto tra numero di alunni e docenti, si rischia la progressiva perdita di sezioni”.
In replica, l’assessora Federica Venturelli ha richiamato la necessità di un intervento sulla normativa nazionale, ritenuta non più adeguata a cogliere i cambiamenti sociali e demografici in atto. Pur evidenziando i limiti delle competenze comunali, ha sottolineato l’impegno dell’Amministrazione nel garantire servizi educativi accessibili e di qualità fin dalla prima infanzia. Ha quindi ricordato l’ampliamento dei posti nido negli ultimi anni, rivendicando le scelte compiute dal Comune, tra cui il rafforzamento del tempo pieno e dei servizi integrativi, considerati strumenti concreti di conciliazione tra vita e lavoro. Ha infine ribadito la necessità di politiche nazionali di carattere strutturale, a partire dalla riforma dei congedi parentali, ritenendo non più sufficienti interventi una tantum come i bonus.
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Ultimo aggiornamento: 24-09-2025, 11:09