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Modena ancora una volta nel segno degli alberi e della loro capacità di raccontare la città: domenica 19 aprile il percorso di Alberi Festival Lab si conclude con una giornata che tiene insieme movimento, riflessione e partecipazione. Un festival nato attorno a un luogo preciso, la casa-studio di Cesare Leonardi in via Emilio Po, dove ancora oggi sono custoditi i disegni de “L’architettura degli alberi”, realizzati insieme a Franca Stagi ormai cinquant’anni fa, e che proprio da quella eredità continua a interrogare il presente.
La giornata conclusiva si apre alle 9 con una pedalata, in collaborazione con Fiab, che collega Reggio Emilia a Modena, trasformando lo spostamento in esperienza e racconto: un modo per attraversare il paesaggio con lentezza, restituendo alla mobilità sostenibile una dimensione culturale oltre che pratica.
Alle 14.30 dall’Archivio Leonardi parte un itinerario botanico – guidato da Rita Ronchetti - tra gli alberi del quartiere, alla scoperta di ciò che spesso resta invisibile nello sguardo quotidiano. Alla stessa ora l’artista Guido Scarabottolo conduce “La selva”, un laboratorio di illustrazione dedicato ai più piccoli. È proprio in questo dialogo tra generazioni che il festival conferma la propria vocazione a costruire un linguaggio condiviso, capace di avvicinare competenze specialistiche e partecipazione diffusa.
Due i tavoli di discussione che scandiscono la giornata. Dalle 10 alle 12, il confronto su “Progettare con gli alberi” riunisce architetti, progettisti e studiosi per affrontare un tema sempre più centrale nel dibattito contemporaneo: come integrare gli alberi nei processi di trasformazione urbana, riconoscendoli come elementi strutturali e non semplicemente ornamentali. Con Gianni Celestini, Cesare Mazzocchi, Carlo Masera, Annalisa Metta, Maria Livia Olivetti e Giulio Orsini. Nel pomeriggio, dalle 17 alle 19, il dialogo si sposta su un piano più aperto e sperimentale con “Le metamorfosi degli alberi”, un incontro che coinvolge artisti e autori visivi (Francesco Bocchini, Luca Boffi, Chiara Lecca, Guido Scarabottolo e Giacomo Cossio) per indagare il dinamismo, la trasformazione e la capacità degli alberi di generare immaginari. Qui la natura diventa fonte di ispirazione per pratiche artistiche e sperimentazioni che attraversano linguaggi e discipline, restituendo la complessità di un tema che è insieme scientifico, estetico e simbolico.
Alle 21 il festival si raccoglie attorno a un momento cinematografico che ne amplifica le suggestioni. La proiezione serale di “Taming the Garden” della regista georgiana Salomé Jashi introduce uno sguardo potente e inquieto sul rapporto tra uomo e natura, portando sullo schermo una riflessione che dialoga profondamente con i temi affrontati durante l’intero fine settimana. L’introduzione di Vittorio Iervese accompagna il pubblico dentro un racconto che, pur partendo da un contesto lontano, parla direttamente alle trasformazioni del paesaggio contemporaneo.
L’intero impianto del festival si sviluppa in un’area a prevalenza pedonale, accessibile e accogliente, con punti informativi e spazi ristoro che invitano a sostare e a vivere pienamente l’esperienza. L’invito a raggiungere il Villaggio Artigiano a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici non è soltanto una scelta organizzativa, ma parte integrante del messaggio che il festival intende trasmettere: un modo diverso di abitare la città, più attento, sostenibile e consapevole.
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Ultimo aggiornamento: 18-04-2026, 11:04