Salta al contenuto

Contenuto

Sabato 18 aprile il Villaggio Artigiano Modena Ovest ospita la giornata più densa e articolata di Alberi Festival Lab, il progetto promosso dal Comune di Modena insieme alla Fondazione Archivio Leonardi che, dal 17 al 19 aprile, invita cittadini, studiosi, artisti e progettisti a riflettere sul ruolo degli alberi nella città contemporanea.

La giornata del sabato si apre fin dal mattino con un intreccio serrato di attività che coinvolgono tutte le età, in linea con la vocazione inclusiva e partecipativa del festival. Mentre i più piccoli (6-10 anni) si avvicinano al mondo degli alberi attraverso un laboratorio che li guida nella costruzione di un “fogliario” (ore 10, con Giovanna Barbieri di UniMoRe), uno strumento creativo per riconoscere le specie del proprio quartiere, gli adulti e gli appassionati si muovono tra esperienze che uniscono sapere scientifico e pratiche artistiche. La fotografia diventa uno strumento per osservare e interpretare il paesaggio (ore 11, con Martina Caneve, a cura di Fondazione Ago), il disegno e l’animazione aprono nuove possibilità di racconto visivo (ore 16, con Marino Neri e Beatrice Pucci), mentre tecniche come l’antotipia – la stampa fotografica realizzata con pigmenti vegetali – riportano l’attenzione su un rapporto diretto e sensibile con la materia naturale (ore 14.30, con Paola Leonardi).

In parallelo, il cuore teorico della giornata prende forma in due tavoli di discussione pubblici, che rappresentano uno dei momenti più significativi dell’intero programma. Dalle 10 alle 12, “Saper vedere gli alberi”, ospitato negli spazi di Officina Botanica, mette a confronto esperti di discipline diverse per riflettere su come lo sguardo possa trasformare la percezione degli alberi da semplice elemento decorativo a presenza strutturale e narrativa della città. È un invito a cambiare prospettiva, a riconoscere negli alberi non solo una componente ecologica, ma un elemento culturale, storico e simbolico capace di incidere profondamente sulla qualità dello spazio urbano. Dialogano Giovanna Bosi, archeobotanica UniMoRe, Francesco Ferrini, docente di arboricoltura UniFi, Giovanni Morelli, agronomo e arboricoltore, Stefano Peruzovich, associazione nazionale Pubblici Giardini, e Rosella Ghedini per la Regione Emilia-Romagna. Modena Francesco Fantoni.

Questo dialogo si estende nel pomeriggio con un secondo momento di confronto che anima il dibattito attorno alla progettazione urbana e al rapporto tra natura e architettura. Dalle 17 alle 19, il panel “La città degli alberi” vede confrontarsi Giulio Focardi e Lorenza Victoria Salati (Bosco Post industriale di Mantova), Sabina Anna Lenoci (parco agricolo di Mestre) e Carlo Tedesco (parco Gargasole di Bari). Modera Francesco Samassa. Le voci che si alternano restituiscono la complessità di un tema che oggi appare sempre più centrale, mentre la città contemporanea è chiamata a ripensarsi alla luce delle sfide ambientali e climatiche. In questo contesto, gli alberi emergono come alleati indispensabili, ma anche come presenze da comprendere, rispettare e integrare in modo consapevole.

Accanto ai momenti di riflessione, il festival mantiene una forte dimensione esperienziale, che si esprime anche nella passeggiata botanica del pomeriggio, dalle 15 alle 17, per un attraversamento dell’Orto Botanico e del Parco Ducale che invita a guardare con occhi nuovi luoghi familiari.

I padiglioni restano aperti fino a mezzanotte, prolungando l’esperienza in una dimensione sospesa tra cultura e socialità. È in questo clima che alle 19.30, in via Leoni, prende forma la "cena degli alberi", un momento conviviale che unisce riflessione e incontro attorno al cibo, in una tavolata condivisa che diventa parte integrante del progetto culturale, in collaborazione con MammaRo (prenotazioni scrivendo a info@alberifestival.it).

Durante tutta la giornata, e per l’intero arco del festival, il pubblico può attraversare un ricco sistema di mostre e installazioni che dialogano tra fotografia, arte, design e ricerca. Officina Botanica si presenta come una vera e propria serra-giardino allestita all’interno di uno spazio industriale dismesso, popolata da piante portate da cittadini, associazioni e vivai attraverso un’open call che invita la comunità a contribuire direttamente alla costruzione del progetto. Ogni pianta racconta una storia, accompagnata dal nome della specie e del donatore, componendo un paesaggio collettivo che al termine del festival può essere restituito o lasciato in dono.

Le installazioni si muovono tra registri diversi, dalla fotografia monumentale degli alberi in contesto urbano alle riflessioni sulla natura trasformata in elemento decorativo, dalle sperimentazioni con l’intelligenza artificiale alle narrazioni sonore che danno voce agli alberi stessi. L’intero festival si sviluppa in un’area a prevalenza pedonale, attrezzata con servizi, spazi di ristoro e punti informativi, rendendo l’esperienza accessibile e accogliente.

A cura di

Questa pagina è gestita da

L’Ufficio Stampa gestisce i rapporti con i media e cura la comunicazione istituzionale dell'Ente.

Piazza Grande 16

41121 Modena

Ultimo aggiornamento: 17-04-2026, 12:04