Contenuto
Saranno le piante, con le loro tracce minime e preziose, a guidare il pubblico in un viaggio nel tempo lungo 3.500 anni. Domenica 19 aprile il parco archeologico della Terramara di Montale partecipa ad Alberi Festival Lab con “Le piante raccontano”, una giornata che coniugaa ricerca scientifica e divulgazione per restituire il paesaggio dell’età del bronzo attraverso pollini, semi e resti vegetali.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Laboratorio di Palinologia e Paleobotanica del dipartimento di Scienze della Vita di UniMoRe, s’inserisce nel programma del festival dedicato agli alberi come chiave per ripensare lo spazio contemporaneo. A Montale, questa prospettiva si traduce in un racconto che affonda le radici nella protostoria europea.
Il parco, che sorge accanto ai resti dell’antico abitato e propone ricostruzioni a grandezza naturale delle abitazioni, rappresenta da anni un luogo privilegiato di incontro tra ricerca e esperienza diretta. Dalla riapertura primaverile, il percorso si è ulteriormente arricchito grazie all’introduzione di tecnologie immersive che accompagnano la visita tra reale e virtuale, rendendo più immediata la comprensione dei contesti archeologici.
Protagoniste della giornata saranno le studiose che hanno condotto le analisi archeobotaniche sui reperti provenienti dagli scavi di Montale, diretti dal Museo Civico di Modena tra il 1996 e il 2021. Attraverso lo studio di pollini, semi, frutti e carboni è stato possibile ricostruire l’evoluzione del paesaggio padano nel corso dell’età del bronzo, evidenziando come l’azione umana abbia progressivamente trasformato l’ambiente.
Ne emerge una storia che risuona con sorprendente attualità: la deforestazione, lo sfruttamento intensivo delle risorse e l’impoverimento dei suoli, insieme a un aumento delle temperature, contribuirono nel tempo al declino del sistema delle terramare, dopo secoli di prosperità. Accanto a questa dimensione, il racconto si sofferma anche sugli aspetti della vita quotidiana, dall’alimentazione all’uso dei diversi legnami per la costruzione di abitazioni, strumenti e armi.
Lo stesso museo all’aperto riflette questa attenzione al paesaggio antico, con un lavoro progressivo di sostituzione delle specie vegetali che ha portato a reintrodurre essenze coerenti con l’ambiente originario, come querce, carpini, aceri e altre specie tipiche della pianura, ricostruendo così un contesto il più possibile fedele a quello di 3500 anni fa.
La giornata si completa con un laboratorio dedicato ai più piccoli (consigliata la fascia d’età dai 6 ai 13 anni), che potranno realizzare un erbario esplorando le piante che popolavano il territorio in epoca protostorica, trasformando la scoperta scientifica in esperienza diretta e creativa. Le visite al parco sono guidate con partenza ogni 45 minuti.
A cura di
Questa pagina è gestita da
Ultimo aggiornamento: 17-04-2026, 11:04