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L’approvazione del bilancio consuntivo 2025 è stata preceduta da un corposo dibattito aperto da Paolo Barani di Fratelli d’Italia, il quale ha esordito rilevando la distanza tra la solidità finanziaria del rendiconto e le condizioni reali del territorio, parlando di “una città in decadenza”, con servizi ridotti nonostante un avanzo libero su cui contare. Critico su strade e parchi, il consigliere ha evidenziato il peso del fondo rischi da contenzioso, legato a cause che il Comune rischia di perdere. Secondo Barani si tratta di “un sintomo di arroganza burocratica che si tramuta in spreco”, aggravato da un uso inefficiente dell’autotutela. Pur riconoscendo la correttezza formale del rendiconto, anche Dario Franco ha sottolineato la presenza di molte partite aperte, come Caffè Concerto, aMo e illuminazione pubblica. Ha parlato di “cronica incapacità sul tema riscossioni” e criticato l’aumento dell’Irpef; sul fronte rifiuti ha osservato che i cittadini pagano di più senza servizi adeguati. Infine, ha espresso disappunto per la qualità della rendicontazione, chiedendo un maggiore approfondimento. A sua volta, Daniela Dondi ha criticato la scarsa trasparenza sul Pnrr, definendo la relazione “molto stringata, riduttiva”, chiedendo chiarezza sul futuro: “cosa resterà di questo bilancio nella fase post fondi del Pnrr?”. La consigliera ha messo in guardia dal rischio di un bilancio “ingessato e privo di una visione strategica autonoma” e invitato il Comune a non usare i fondi come “paravento per nascondere ritardi”, concludendo con la richiesta di: “meno propaganda sui tagli e più trasparenza”. Dal canto suo, Ferdinando Pulitanò ha definito il rendiconto “lo specchio di una declinazione economica” priva di visione, parlando di “una città ingessata”, criticando l’assenza di strategia su sanità e sviluppo urbano, evidenziando lo stallo dell’unificazione tra Baggiovara e Policlinico e il rischio di duplicazioni dirigenziali. Sulle Casse di comunità ha osservato che si costruiscono “contenitori” senza tenere conto del calo dei medici, esprimendo dubbi anche sui progetti culturali e sulle ex Fonderie. Elisa Rossini ha contestato la narrazione sui tagli statali, definendo “non giustificata” la lamentela sui trasferimenti, individuando criticità nella gestione delle risorse e dei fondi difficilmente esigibili: “non abbiamo strumenti per procedure virtuose di recupero”. La consigliera ha inoltre osservato che, finita la spinta del Pnrr, “torniamo a essere fermi”, criticando anche i servizi educativi (progetto Modena 0-6), parlando di “malcelata esternalizzazione”. Infine anche Luca Negrini ha evidenziato criticità nella visione complessiva che esce dal rendiconto: “vediamo una città ingessata”. Il capogruppo ha riconosciuto passi avanti sulla sicurezza e sulla videosorveglianza, ma ha sottolineato problemi nei servizi 0-6 e nella manutenzione di parchi e aree gioco, chiedendo più attenzione a famiglie e anziani. Sul piano economico ha richiamato risorse non utilizzate e le difficoltà del centro storico, mentre sul tema casa ha accusato l’amministrazione di non raccontare la realtà, parlando di fondi “buttati al vento”. Giudizio negativo infine anche su piano rifiuti e rigenerazione urbana.

Andrea Mazzi (Modena in ascolto) ha espresso la sua “impressione negativa” non tanto sui numeri quanto sulla qualità del rendiconto, giudicato “troppo generico”, criticando un approccio del tipo “siamo stati bravi, fidatevi di noi”, senza dati concreti sull’impatto delle politiche. Il consigliere ha quindi chiesto maggiore chiarezza, soprattutto su temi come la sanità, e rendicontazioni basate su numeri oggettivi. Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha descritto Modena come “una città con poche idee che tira a campare sulle vestigia del passato”. Pur riconoscendo indicatori positivi, come debito sotto controllo e gettito fiscale, ha giudicato insufficienti gli investimenti e non pienamente sfruttato il Pnrr, definendo il bilancio “molto ideologico”, senza ricadute concrete. Critico sui tagli: “Togliere risorse a minori e famiglie è sbagliato”, specie in un contesto di calo delle nascite.

Per il Pd, Stefano Manicardi ha aperto con un ringraziamento agli uffici, sottolineando “lo sforzo di tutta la macchina comunale, affinché ogni centesimo sia reimpiegato”. Ha quindi difeso la solidità del bilancio, evidenziando un’amministrazione “autonoma per almeno l’85%” e capace di mantenere servizi e investimenti nonostante il calo dei trasferimenti statali. Il consigliere ha rivendicato gli oltre 100 milioni di investimenti e una gestione “credibile e affidabile”, capace di coniugare rigore e visione. A sua vota, Alberto Bignardi ha descritto il rendiconto come quello di “un Comune solido, in una fase tutt’altro che semplice”, segnata da inflazione e rincari energetici. Ha sottolineato l’autonomia dell’ente e la capacità di sostenere oltre 100 milioni di investimenti, respingendo l’idea che il bilancio dipenda dal Pnrr: “il Comune sta tranquillamente in piedi”. Partendo da questa solidità, il consigliere ha quindi invitato a “fare un passo in più”, valorizzando il lavoro di squadra e aprendo a nuove scelte redistributive. Fabio Poggi ha evidenziato “lo sforzo di trasparenza e chiarezza” nella presentazione del rendiconto, criticando l’uso “pretestuoso” di alcuni temi da parte della minoranza per alimentare polemiche. Per il consigliere, sarebbe utile un lavoro condiviso su nuovi strumenti di analisi, proponendo criteri di valutazione non solo tecnici ma anche di impatto, per migliorare la lettura politica del bilancio, concludendo: “siamo sulla buona strada, ma si può migliorare”. In sede di dichiarazione di voto, Diego Lenzini ha definito il confronto “poco politico”, criticando attacchi “mal sostenuti” al rendiconto. Ha difeso l’uso del Pnrr: “quale altro strumento dovevamo utilizzare?”, respingendo l’idea di spese senza copertura e ricordando che “a Modena anticipiamo i pagamenti”. Il capogruppo ha rivendicato una strategia chiara: “c’è una visione solida e di lungo periodo”, anche su cultura e sociale, con una scuola “tutta pubblica”, parlando infine di un bilancio gestito “in modo coraggioso ma solido”.

Grazia Baracchi (Spazio democratico) ha posto l’attenzione sul ruolo dei fondi europei nel sostenere politiche sociali e welfare, definite “un vanto per questa città”. Ha ricordato risultati concreti come l’abbattimento delle rette dei nidi e l’ampliamento dei posti, ma ha espresso preoccupazione per il futuro: “i prossimi sette anni potrebbero vedere ridotte le risorse sulla coesione sociale”. In un contesto di calo demografico e aumento dei bisogni, soprattutto tra gli anziani, ha quindi invitato a mantenere alta l’attenzione politica a livello europeo per non compromettere servizi essenziali. Giovanni Silingardi (M5s) ha riconosciuto sottolineando la solidità tecnica del bilancio, richiamando allo stesso tempo la necessità di una lettura politica: “a cosa servono le risorse, come le utilizziamo?”. Il consigliere ha evidenziato il ruolo anticiclico dell’ente e la centralità degli investimenti sulle fragilità, in un modello che “non delega tutto al mercato”. L’avanzo da 14 milioni, ha aggiunto, ha “una doppia lettura”: garanzia di stabilità ma anche stimolo a orientare meglio le politiche future, soprattutto per giovani e anziani. Martino Abrate (Avs) ha descritto un Comune con buona liquidità e “un bilancio solido”, evidenziando l’equilibrio tra entrate e spese e un avanzo libero, definito “elemento positivo”, ma ha invitato a rafforzare la progettualità futura. Pur riconoscendo l’attenzione a welfare e servizi, ha segnalato alcuni cali, ad esempio su infanzia e politiche giovanili. Il consigliere ha inoltre posto il tema del personale, con una riduzione dei dipendenti; infine ha collegato la solidità attuale alla necessità di “una visione del futuro” più strutturata.

Per Maria Grazia Modena (Modena per Modena), sul fronte unificazione degli ospedali, non sono stati fatti passi avanti: “anche nel 2025, solo parole. Di percorsi realizzati veramente, non ne ho visti”. Case della comunità? Quale futuro? Esistono solo carte, niente in pratica. Paolo Ballestrazzi (Pri-Azione-Sl) ha definito il dibattito “interessante”, pur tra tensioni, criticando chi “tuona contro la sinistra” e scarica responsabilità sul passato. Il consigliere ha richiamato il valore del bilancio come atto centrale e la necessità di un “senso comune” per la città. L’obiettivo, ha detto, è ricostruire il tessuto sociale, ricordando che “abbiamo i conti in ordine e non è poco”.

Nella sua replica, l’assessore Molinari ha difeso il lavoro svolto in commissione, ricordando che “il dettaglio si può avere solo leggendo tutta la documentazione”, e invitato a spostare l’attenzione dagli aspetti puntuali agli indirizzi politici. Dalla manutenzione urbana alla transizione digitale, fino alla riscossione, l’assessore ha parlato di “piccoli tasselli” che, se gestiti con continuità, “aiuteranno ad affrontare meglio il futuro”.

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Ultimo aggiornamento: 27-04-2026, 19:04