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Un’archeologia capace di parlare a tutti, ampliando accessibilità e coinvolgimento: è questa la direzione intrapresa dal Parco archeologico della Terramara di Montale con il progetto “Open Air & Open Use”, che introduce un nuovo modello di fruizione fondato sull’integrazione tra reale e digitale.
Nato oltre vent’anni fa già con una forte attenzione all’inclusività, il Parco rinnova oggi i propri spazi espositivi e didattici e la propria identità visiva, cogliendo l’opportunità offerta dal programma Next Generation Modena. Il progetto, finanziato dal PNRR e sostenuto anche dai fondi europei della Regione Emilia-Romagna, si inserisce nella strategia di abbattimento delle barriere fisiche e cognitive nei luoghi della cultura.
In un contesto in cui l’esperienza si costruisce nel dialogo tra area archeologica e ricostruzioni a grandezza naturale, la sfida è stata quella di coniugare materialità e dimensione virtuale. Le tecnologie digitali – video installazioni, audio immersivi, ricostruzioni tridimensionali e proiezioni olografiche – ampliano la dimensione cognitiva ed emotiva della visita, rendendo immediata la comprensione di processi e contesti complessi e lontani nel tempo.
Particolare attenzione è stata dedicata all’inclusione. Il percorso, progettato dalla ditta Santimone – Delumen srl, è accessibile a tutte le categorie di pubblico grazie a strumenti specifici: mappe tattili per persone non vedenti o ipovedenti, contenuti in lingua dei segni e testi scritti per persone sorde, ambienti immersivi capaci di facilitare la comprensione anche per chi non possiede conoscenze specialistiche. L’obiettivo è superare le barriere cognitive e favorire una relazione diretta e personale con il passato.
Fulcro dell’intervento è l’area degli scavi, dove proiezioni e ledwall restituiscono la storia della terramara dalla fondazione all’abbandono. L’immagine tridimensionale di una delle prime abitazioni prende forma esattamente nel luogo in cui fu costruita intorno al 1650 a.C.; l’incendio che distrusse un’altra casa rivive attraverso effetti visivi e sonori immersivi; il visitatore si avvicina progressivamente a volo di uccello al fossato e al terrapieno ed entra nell’abitato attraversando il ponte, ne percorre le strade affiancate dalle case e popolate dai suoi abitanti, ne avverte rumori e suoni.
Accanto a questo, il nuovo spazio “Oltre il villaggio: la necropoli” accompagna il pubblico nella ricostruzione della cerimonia funebre di un guerriero, raccontata dai lenti gesti della comunità che lo accompagna, per una ricostruzione frutto degli scavi della necropoli di Casinalbo e di ricerche pluridisciplinari.
Particolare attenzione viene dedicata alle scuole, soprattutto primarie, che fin dal 2004 hanno identificato nel Parco un punto di riferimento per la conoscenza della preistoria.
Con circa 200 mila presenze fra comune, provincia, regione e fuori regione, nell’arco di questi vent’anni hanno dimostrato di apprezzare un percorso che ha l’obiettivo di far sperimentare la ricerca che ha portato dagli scavi alle ricostruzioni.
La proposta educativa, che da questa primavera sarà arricchita dalle innovative video installazioni, è stata progettata per sensibilizzare i futuri adulti sull’importanza della ricerca, della conservazione e della salvaguardia dei beni culturali.
Grazie alla concessione e alla completa ristrutturazione di ambienti vicini al Parco da parte del Comune di Castelnuovo, le scuole potranno sviluppare l’esperienza nel nuovo spazio polifunzionale, “SpazioLab, con laboratori attrezzati a misura di bambino, accessibili a tutte le tipologie di disabilità, e dotati di strumenti multimediali per eventi dedicati anche a pubblici diversi, adolescenti e adulti.
Nel medesimo progetto, il Parco ha rinnovato la sua identità visiva all’insegna di una maggiore accessibilità affidando alla ditta Weberia la realizzazione di strumenti di comunicazione, dal nuovo sito web alla segnaletica in situ, con un accostamento fra intelligenza artigianale e intelligenza artificiale che fa emergere con forza la contemporaneità del passato. Sono presenti anche nuovi pannelli informativi multilingua lungo l’intero percorso di visita, con possibilità di approfondimenti sui diversi aspetti della ricerca archeologica.
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Ultimo aggiornamento: 02-04-2026, 13:04