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Promuovere iniziative pubbliche, culturali e istituzionali per ricordare il contributo delle donne modenesi alla ricostruzione democratica e alla nascita della Repubblica.

È la richiesta principale che il Consiglio comunale rivolge all’Amministrazione approvando, nella seduta di lunedì 13 aprile, la mozione presentata da Pd, Avs, M5s, Spazio democratico e Pri-Azione Sl e Modena civica. Il documento è stato approvato con il voto a favore dei gruppi proponenti presenti in aula (Pd, Avs e M5s) e di Lega Modena, e il voto contrario di Modena in ascolto e Fratelli d’Italia.

Prima dell’approvazione, la mozione è stata emendata dal Pd (con la stessa votazione), specificando nel testo anche il contributo del Partito socialista italiano (insieme a quello di Pci e Dc) nell’elaborazione di strumenti di propaganda specifici per le elettrici e le associazioni femminili, quali l’Udi (Unione donne italiane), il Cif (Centro italiano femminile) e le organizzazioni delle donne socialiste. Nell'emendamento si specifica anche che nella provincia di Modena furono elette 40 consigliere (2 Dc e 38 tra Pci, Psi e Psiup), "con una presenza significativa delle socialiste modenesi che contribuirono in modo determinante alla costruzione delle prime politiche locali di welfare, istruzione, diritti delle lavoratrici e prime proposizioni dei diritti civili".

Illustrando il documento, Federica Di Padova (Pd) ha evidenziato come il 1946 rappresenti uno snodo decisivo per la storia democratica del Paese e di Modena, segnato per la prima volta dalla partecipazione attiva delle donne al voto e alla vita istituzionale. In città, come nel resto d’Italia, il protagonismo femminile si afferma già durante la Resistenza e prosegue nella fase della ricostruzione, contribuendo in modo determinante alla nascita delle istituzioni repubblicane.

La mozione richiama in particolare il ruolo delle prime elette modenesi – provenienti in gran parte da esperienze di impegno civile, associativo e partigiano – che portarono nelle istituzioni competenze, sensibilità e attenzione ai temi della cura, del lavoro e dei diritti, contribuendo alla costruzione di un welfare inclusivo e solidale.

Alla luce dell’ottantesimo anniversario del primo voto delle donne, il documento invita quindi a rafforzare le azioni di valorizzazione della memoria storica e del contributo femminile alla vita democratica locale, anche attraverso il coinvolgimento attivo della comunità.

In particolare, il documento chiede di promuovere iniziative e percorsi di approfondimento storico e civico, coinvolgendo scuole, università, istituti culturali e associazioni del territorio; valorizzare le figure delle prime amministratrici e delle protagoniste della Resistenza e dell’associazionismo femminile; favorire la partecipazione delle giovani generazioni, anche attraverso il Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze; e sviluppare progetti di memoria diffusa, come spazi dedicati, percorsi toponomastici e strumenti digitali in collaborazione con biblioteche e archivio storico comunale. Tra le richieste anche la possibilità di dedicare un luogo pubblico alle Madri Costituenti (Maria Federici, Lina Merlin, Nilde Iotti, Teresa Noce, Angela Gotelli) e di costruire un archivio o una galleria digitale delle donne modenesi, in continuità con esperienze già avviate a livello regionale, con l’obiettivo di consolidare nel tempo la conoscenza e il riconoscimento del ruolo delle donne nella storia democratica della città.

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Ultimo aggiornamento: 15-04-2026, 12:04