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Alberi Festival Lab si configura fin da subito come un progetto corale. Le istituzioni culturali della città arricchiscono il festival con idee e una rete articolata di iniziative, che si estende nella città oltre i tre giorni al Villaggio Artigiano, per moltiplicare i punti di vista sul rapporto tra alberi, arte, storia e comunità.

Fondazione Ago partecipa con tre proposte che legano insieme contemporaneità e memoria. Al festival saranno presenti alcune sculture della serie “Shadow” dell’artista Alessandro Lupi al quale è dedicata la prossima mostra della Palazzina dei Giardini ducali. L’artista sarà al festival per dialogare con il pubblico e raccontare come le sue installazioni “giochino” con la luce e le ombre, con le illusioni ottiche, con le forme geometriche degli alberi.

Al festival interverrà anche la fotografa Marina Caneve, con il suo progetto “On the Ground Among the Animals” (A terra tra gli animali) che esplora, con foto e video, le ambiguità insite nel ruolo di dominio che l’uomo esercita sulla natura e le tensioni che emergono dalla sua relazione con gli altri animali. Il progetto, sostenuto dalla Direzione generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council del 2023, ha dato vita a una mostra di Fondazione Ago allestita nel 2024 a Modena in seguito alla quale diverse opere sono entrate nelle collezioni di Ago e fanno parte del patrimonio del Comune.

Infine, la collaborazione tra Fondazione Ago e Alberi Festival, ha prodotto una piccola esposizione di fotografie storiche di parchi e alberi di Modena provenienti dagli archivi che fanno parte delle collezioni di Fondazione Ago che verrà allestita nel padiglione Officina Botanica del Festival.

A loro volta le biblioteche comunali partecipano con una serie di iniziative incentrate su lettura, suono e divulgazione. Sabato 18 aprile alle 16, nel Cortile del Nespolo della biblioteca Delfini, prende voce “Io, Nespolo”, racconto sonoro curato da Giulio Costa per il progetto “Noi, alberi”, in cui gli alberi monumentali della città diventano narratori di sé stessi e delle trasformazioni urbanistiche e sociali di cui sono stati testimoni, affidando alla dimensione acustica la memoria dei luoghi e delle stagioni attraversate.  I racconti audio già realizzati della serie “Noi, alberi” - Io, leccio, Io, quercia, Io gleditsia, Io, platano, Io sequoia e Io, pioppo - si possono ascoltare sulla piattaforma Alberi Maestri del Festival: https://www.alberifestival.it/2026/01/08/ascolta-la-voce-degli-alberi.

Per tutti i tre giorni del Festival nel padiglione Officina Botanica sarà aperto il “bookshop degli alberi”, con una ricca selezione di libri dedicati ad alberi e natura realizzato in collaborazione con le biblioteche cittadine, l'editore LazyDog e Feltrinelli, e con un allestimento in legno giallo dove fermarsi a leggere.

Il dialogo tra festival e biblioteche proseguirà anche a maggio quando, in occasione dei trent’anni della biblioteca Rotonda, verrà presentato il volume “Piccolo erbario delle piante stronze” di Francesco Broccolo, seguito da una passeggiata per riconoscere alcune delle specie raccontate nel libro. Nello stesso contesto si terrà un laboratorio di plant sitting, occasione per avvicinarsi al mondo delle piante e imparare a prendersene cura con consapevolezza.

Il Museo Civico di Modena anticipa idealmente il festival con “Alberi di risonanza”, in programma sabato 12 aprile alle 17. La lezione-concerto, con il liutaio Lorenzo Frignani e il violoncellista Riccardo Giovine, realizzata in collaborazione con l’associazione culturale “La Chitarra”, esplora il legame profondo tra alberi e musica. Legni come l’abete rosso, scelti per le loro qualità acustiche, diventano strumenti musicali nelle mani dei maestri liutai. L’incontro unisce racconto artigianale e performance musicale, restituendo al pubblico il suono che nasce dall’incontro tra sapienza tecnica e talento artistico.

Domenica 19 aprile il Parco archeologico e Museo all’aperto della Terramara di Montale propone “Le piante raccontano”, iniziativa realizzata in collaborazione con il Laboratorio di Palinologia e Paleobotanica del Dipartimento di Scienze della Vita di UniMoRe. Visite guidate, momenti di approfondimento e un laboratorio per bambine e bambini dedicato alle piante di 3500 anni fa ancora presenti a Montale permettono di creare un erbario che intreccia archeologia e natura viva.

All’ex Albergo Diurno di piazza Mazzini, dal 17 al 30 aprile, ospita la proiezione immersiva “A passeggio tra gli alberi”, che raccoglie brevi video di camminate tra parchi e aree naturali di città italiane ed europee, inviati attraverso una call pubblica disponibile su https://www.alberifestival.it/2026/01/27/open-call/ a cui si può partecipare fino al 21 marzo. Lo spazio sotterraneo si trasforma in un ambiente avvolgente, in cui il gesto semplice del camminare tra gli alberi diventa esperienza condivisa.

L’Orto botanico ha progettato insieme a Alberi Festival la passeggiata intitolata “Gli alberi del centro storico”, guidata da Giovanna Barbieri e Fabrizio Buldrini, che conduce alla scoperta degli alberi dell’Orto e del Parco Ducale, fino al Cortile del Nespolo della biblioteca Delfini. Sempre a cura dell'Orto botanico il laboratorio “A ciascuno la sua foglia” di cui diamo conto nel comunicato dedicato ai laboratori.

Infine, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali (DSLC) dell'Università di Modena e Reggio Emilia, la serata conclusiva del Festival vedrà la proiezione di “Taming the Garden”, un film straordinario che indaga il rapporto tra alberi e potere a partire dalla storia dell'ex primo ministro della Georgia che come hobby colleziona alberi secolari, alcuni alti come palazzi, sradicandoli dalla costa per ripiantarli nel suo giardino.

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Ultimo aggiornamento: 13-02-2026, 13:02