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La trasformazione in interpellanza dell’interrogazione dedicata alle limitazioni dei dehors e alla movida in centro storico, presentata da Katia Parisi di Modena Civica, è stata seguita da un dibattito aperto da Giovanni Bertoldi (Lega Modena), che ha definito condivisibili alcuni provvedimenti, tra cui la chiusura notturna dei parchi, restando più critico sul fronte degli esercizi pubblici, osservando come spesso le restrizioni finiscano per penalizzare anche chi si comporta correttamente. Pur riconoscendo che una città attiva è preferibile a un centro deserto “che può finire in mano a gruppi di persone malintenzionate”, il consigliere ha richiamato il tema della sicurezza nei dehors, segnalando situazioni pericolose con “fiamme libere e bombole del gas a fianco di materiali infiammabili”, invitando infine a non concentrare tutta la movida in una sola strada e a costruire un equilibrio tra vitalità urbana e diritto al riposo dei residenti, attraverso il confronto con esercenti e cittadini.

Per Fratelli d’Italia, Luca Negrini ha espresso perplessità sulla questione dei dehors irregolari presenti in città: “È vero che durante il periodo del Covid le maglie si sono allargate ma, una volta conclusa l’emergenza, ci siamo ritrovati con numeri esponenziali di situazioni irregolari ormai consolidate”, ha detto. Il consigliere ha parlato di “passaggi ostruiti e spazi occupati stabilmente senza che nessuno intervenisse”. Pur riconoscendo che in centro un dehors rappresenta un’opportunità in più per i commercianti, il capogruppo ha evidenziato come serva un dialogo che permetta una reale coesistenza tra commercianti e residenti: "Se è vero che il centro deve rimanere attivo e attrattivo, è altrettanto vero che, se lo svuotiamo dei residenti, ci troveremo di fronte allo stesso problema”, ha concluso. Anche Elisa Rossini ha ribadito che, a suo parere, “si è scelto consapevolmente di non procedere con quegli accertamenti che andavano fatti, perché sarebbero risultati scomodi”. La consigliera ha parlato di un “lassismo colpevole” da parte della precedente amministrazione: “Si poteva intervenire prima, ma non lo si è fatto, permettendo che si creassero situazioni radicate, molto più difficili da eliminare oggi”. Il centro, a suo parere, deve tenere insieme due anime, quella di chi ci abita e quella di chi ci lavora: “È fondamentale che il centro sia vivace, attrattivo, ma sempre nel rispetto delle regole: solo così può restare davvero vivo”, ha concluso.

Andrea Mazzi (Modena in ascolto) ha sottolineato come l’obiettivo sia chiaro: “Qui siamo tutti alla ricerca di un equilibrio tra le esigenze dei commercianti e le necessità dei residenti”, ha detto, ribadendo che chi vive il centro ogni giorno deve essere tenuto in considerazione. Un equilibrio che, aggiunge, “dovrà essere monitorato nei prossimi mesi per capire quali effetti produrranno le ordinanze adottate”. Anche Mazzi ha aggiunto che, prima ancora di ricorrere a ordinanze ampie e generalizzate, sarebbe stata necessaria una maggiore attenzione verso situazioni specifiche. Il consigliere ha conlcuso evidenziando come sia difficile pensare che irregolarità così diffuse non fossero in qualche modo emerse prima, lasciando aperto un interrogativo sulle responsabilità passate.

Per il Pd, Alberto Bignardi ha sottolineato come il tema dei dehors vada affrontato “con serietà e senso di equilibrio, senza slogan. Da una parte il rispetto delle regole è indispensabile e va ribadito con forza – ha detto - Ridurre però tutto a una questione di ordine pubblico significa non comprendere davvero come funziona una città”. A suo parere, la sicurezza non nasce solo da divieti o chiusure, ma da strade vissute, illuminate, presidiate da attività aperte. “La vera sfida è tenere insieme più diritti: quello dei residenti alla tranquillità e quello della città a restare viva e attrattiva. Governare significa proprio questo, trovare un equilibrio”, ha concluso. Stefano Manicardi è intervenuto per respingere con decisione le accuse rivolte alla precedente amministrazione, ricordando come esistano norme, regolamenti e procedure precise pensate proprio per vigilare e tutelare la collettività e i consociati, e sostenendo che la lettura proposta dall’opposizione non corrisponda alla realtà dei fatti. Secondo Manicardi, la vera chiave va cercata nel contesto eccezionale della pandemia: “Quando si è deciso di aiutare le imprese – spiega – lo si è fatto per evitare che crollassero sotto il peso delle chiusure e delle restrizioni. In linea con le scelte adottate a livello statale, l’amministrazione si è fatta carico delle difficoltà dei commercianti, cercando di compensare i danni subiti”.

Anche Laura Ferrari (Avs) ha richiamato con forza il tema dell’equilibrio tra diritti: “Quello all’abitare che deve coesistere con il diritto di lavorare degli esercenti”. Da qui la necessità di una visione complessiva della città, capace di riportare le situazioni più eccessive entro limiti sostenibili. Parlando di via Gallucci, ha specificato che “la concentrazione di persone è diventata intollerabile e va fatta defluire verso altre zone già predisposte ad accogliere parte della movida”, anche con politiche attive del Comune. Ha sottolineato anche l’importanza della lotta alle “mele marce”, locali che creano problemi e concorrenza sleale. Ferrari ha concluso sottolineando l’importanza di “conoscersi meglio”: “Non immaginavo che molti residenti ritenessero la musica all’interno più dannosa del vociare all’esterno. Per questo sarebbero disposti a “barattare” un dehors esterno pur di evitare musica dentro i locali. Interventi mirati possono essere la soluzione a molte tensioni e a molti problemi”.

Anche l’interrogante Katia Parisi, concludendo, si è collocata su una linea di equilibrio e mediazione, sottolineando come questo sia un punto imprescindibile e chiarendo che nessuno auspica un centro diviso o spento: “L’obiettivo resta quello di trovare un equilibrio tra residenti, commercianti e giovani che vogliono divertirsi. Solo così possiamo avere un centro vivo, illuminato e realmente sicuro per tutti”.

In conclusione, l’assessore Paolo Zanca ha confermato l’impegno a coniugare interessi diversi “per gestire situazioni che non erano più tollerabili in varie aree della città”. Zanca ha rivendicato “un lavoro di accompagnamento, di convinzione, di supporto”, per fornire strumenti agli esercenti per mettersi in regola. Zanca ha concluso ribadendo che l’Amministrazione non vuole che i locali chiudano, “stiamo usando una politica diversa”. L’impegno finale è quello di tornare a breve con proposte e regolamenti da discutere in Consiglio, “per mantenere quell’equilibrio tra residenti ed esercizi pubblici che solo qui può essere trovato”.

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Ultimo aggiornamento: 20-01-2026, 15:01