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La votazione delle due mozioni dedicate al sostegno della popolazione iraniana in protesta, approvate all’unanimità lunedì 19 gennaio, è stata anticipata da un dibattito aperto da Giovanni Bertoldi (Lega Modena) che ha espresso soddisfazione per la presenza di due documenti “che vanno nella direzione di una comunione di intenti tra maggioranza e opposizione”. Ha ribadito l’importanza di difendere le popolazioni che scelgono di manifestare il proprio dissenso e di opporsi a ogni forma di totalitarismo che neghi libertà e diritti fondamentali, ricordando come in diversi contesti le proteste siano state represse nel sangue. Il consigliere ha aggiunto che manifestare solidarietà al popolo iraniano senza divisioni rappresenta “un segnale molto importante da parte del Consiglio comunale, anche alla luce della presenza a Modena di una comunità iraniana significativa che si attende una presa di posizione chiara e condivisa”.
Anche Andrea Mazzi (Modena in ascolto) ha espresso soddisfazione per la presentazione di due mozioni “su un tema di così grande rilevanza”, sottolineando come “non si possa non essere solidali con una popolazione che chiede più libertà e più diritti”. Il consigliere ha evidenziato l’importanza, a suo parere, di riaffermare i valori propri del mondo occidentale, ribadendo la centralità della separazione dei poteri e richiamando il valore della laicità, intesa come rispetto di tutte le religioni, ma con una chiara distinzione tra ambito religioso e ambito civile. Mazzi ha infine ribadito la centralità del tema dei diritti delle donne: “Nei regimi non democratici sono i primi bersagli delle repressioni”, ha concluso.
Per Fratelli d’Italia, Ferdinando Pulitanò ha espresso la massima solidarietà al popolo iraniano e una ferma condanna della “repressione esercitata dal governo teocratico di stampo islamista”, richiamando alcuni passaggi della storia del Paese e sottolineando come “l’Iran vive da troppi anni una situazione interna profondamente drammatica”. Il consigliere ha quindi evidenziato l’importanza di inviare un messaggio molto chiaro anche all’esterno del Palazzo comunale, ribadendo il rifiuto di ogni forma di repressione, dei giudizi sommari e della pena di morte. “Soffocare le libertà e la volontà di cambiamento di tutte le categorie sociali - ha concluso - rappresenta uno scempio che non può lasciare indifferenti: di fronte a repressioni di questa portata, l’unica risposta possibile è una ferma e chiara condanna”. Dario Franco ha scelto di usare lo spazio del suo intervento per leggere una poesia a firma Vita Malakut dedicata a Mahsa Amini, giovane curda morta nel 2022 in Iran.
Martino Abrate (Avs) ha affermato che le mozioni presentate ribadiscono il sostegno al popolo iraniano “che sta lottando con coraggio per giustizia e libertà”, sottolineando l’importanza di denunciare la gravità della repressione in atto contro uomini, donne, ragazzi e ragazze che protestano dopo anni di progressiva abolizione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Il consigliere ha poi rimarcato come la storia dimostri il fallimento degli interventi militari esterni, ribadendo che “la libertà non può essere imposta dall’esterno né raggiunta attraverso azioni armate. Il cambiamento – ha detto - deve nascere dal coraggio della popolazione iraniana, pur in un contesto complesso segnato da interessi stranieri pericolosi”. Per questo, ha ribadito il sostegno a un’azione diplomatica multilaterale, schierandosi dalla parte di chi resiste e non di chi vorrebbe trasformare l’Iran in “un nuovo teatro di guerra”.
Per il Pd, Vincenza Carriero ha affermato che “la repressione in atto rappresenta un segno di fallimento rispetto ai principi e ai valori che stanno alla base della democrazia”, denunciando l’azione di un governo che rappresenta “una minaccia costante, reprimendo, torturando e uccidendo i propri cittadini” ed evidenziando in particolare l’ostilità del regime verso la libertà delle donne e delle ragazze “colpite in quanto tali”. Carriero ha ricordato come l’Italia e l’Europa debbano molto a donne e uomini che in Iran stanno lottando anche per un’idea universale di libertà e di diritto alla vita definendo le mozioni “un atto doveroso” e proponendo l’adozione anche di misure simboliche, come l’affissione di stendardi o bandiere, e il sostegno a iniziative di approfondimento e informazione. Alberto Bignardi ha osservato come le due mozioni partano da una “comune base di solidarietà al popolo iraniano e di condanna delle violenze in atto”, ribadendo che “la democrazia non si esporta” e che “il compito delle istituzioni è sostenere le lotte dei popoli senza strumentalizzarle”. Ha evidenziato come il ruolo delle donne rappresenti un elemento decisivo, affermando che senza una reale emancipazione femminile non può esserci una transizione democratica credibile. Bignardi ha concluso invitando a mantenere alta l’attenzione su questi temi, anche attraverso un’azione costante di informazione e sensibilizzazione. Federica Di Padova ha sottolineato come “la crisi attuale non sia solo politica, ma tocchi la storia, l’identità e il futuro di uno dei Paesi più antichi e complessi del mondo”. La consigliera, citando la graphic novel ‘Persepolis’ di Marjane Satrapi, ha sottolineato come la situazione sia particolarmente grave per le donne, simbolo della repressione. Ha poi aggiunto che la mozione presentata “ribadisce la piena solidarietà al popolo iraniano, sostenendo la lotta per i diritti umani, la democrazia, l’uguaglianza di genere e la libertà di coscienza, nel rispetto della sua autodeterminazione e senza strumentalizzazioni geopolitiche”. Anche una presa di posizione locale, ha concluso, può contribuire a costruire una coscienza collettiva e a mantenere alta l’attenzione internazionale, affermando valori universali di pluralità, diritti e dignità umana. Diego Lenzini ha invitato a porre l’attenzione su un aspetto particolarmente rilevante della situazione iraniana: il ruolo dei giovani che scendono in piazza per manifestare il proprio dissenso “con la consapevolezza di poter non fare ritorno a casa”. Ha ricordato come molte delle vittime siano “ragazzi e ragazze che hanno deciso di non imbracciare le armi contro il regime, ma di manifestare pacificamente, pur sapendo che dall’altra parte la risposta sarebbe stata armata”. Ha quindi richiamato il valore profondo della volontà di autodeterminarsi e di scrivere un futuro diverso, non scontato, invitando a riflettere su questo elemento. Lenzini ha infine evidenziato l’importanza del ruolo dell’istruzione in Iran, sottolineando come contribuisca alla consapevolezza diffusa nella popolazione.
Giovanni Silingardi (M5s) ha sottolineato come le proteste odierne, pur scatenate da questioni economiche, rappresentino soprattutto la difesa dei diritti fondamentali e della libertà di cittadinanza, messe a dura prova da decenni di regime autoritario. Il consigliere, ripercorrendo la storia dell’Iran per contestualizzare la situazione attuale, ha sottolineato l’importanza di sostenere la lotta del popolo iraniano “senza interferenze unilaterali o strumentalizzazioni geopolitiche”, evidenziando la necessità di basarsi sul diritto internazionale come riferimento per rafforzare libertà e diritti universali, evitando che l’affermazione della democrazia diventi “pretesto per interessi di potenze esterne”. In conclusione, ha ribadito che, pur nelle differenze di posizioni, la difesa dei diritti umani, della democrazia e della libertà rimane un valore condiviso e che il rispetto dei principi democratici deve guidare anche l’azione locale.
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Ultimo aggiornamento: 21-01-2026, 15:01