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Frammenti di vita che si trasformano in canzoni, storie che oscillano tra astrologia e romanticismo, confessioni intime che parlano d’amore, sensualità, relazioni e desiderio. Nasce così “Soste di Venere”, il nuovo disco di Lucia Dall’Olio, in uscita venerdì 16 gennaio per l’etichetta Emme Record Label. Proprio nel giorno dell’uscita dell’album, domani alle 21, la cantautrice lo presenta alla Tenda, in un concerto a ingresso libero che inaugura il calendario 2026 di Arts&Jam, la storica rassegna curata dall’associazione Muse.
Sul palco con Dall’Olio ci sono Gianluca Lione al contrabbasso e Margherita Parenti alla batteria e percussioni, compagni di viaggio in un progetto in cui jazz e cantautorato si fondono con naturalezza, grazie alla voce incantatrice di un’artista che trova nell’ukulele lo strumento ideale per creare suggestioni intime e poetiche. Le parole diventano musica attraverso il canto e le corde, in un dialogo costante tra testo e suono, tra ironia e magia, tra leggerezza e profondità emotiva. Ogni brano nasce da un momento di necessità espressiva e si trasforma in una piccola tappa di un percorso sentimentale che si fa racconto universale.
“Soste di Venere” si muove attorno a due grandi fil rouge, l’amore e l’astrologia, che si intrecciano dando vita a storie capaci di affrontare con delicatezza e sincerità temi attuali come la sessualità, i legami affettivi, le fragilità di coppia e i percorsi interiori. Luna e Saturno racconta velatamente una configurazione astrologica negativa che si riflette in una relazione tossica, segnata dall’instabilità emotiva di due pianeti in quadratura. Mosaico è un brano sospeso e introduttivo, in cui l’affetto, se vissuto con autenticità, resta impresso nella memoria nonostante tutto. Elena è una dedica intima e quasi onirica, il racconto di una relazione semplice e profonda che diventa poesia. Ma tu non hai fatto terapia narra invece lo sfaldarsi di una coppia dalle ottime premesse, compromessa da una cura psicologica mancata da parte di una delle partner.
Classe 1994, Lucia Dall’Olio si avvicina molto presto al canto jazz e costruisce la propria formazione con alcune delle figure più autorevoli del circuito bolognese, tra cui Chiara Pancaldi, Alessia Obino e Cristina Renzetti. Dal 2019 affina la tecnica vocale con il maestro di belcanto Miguel Curti e nel 2018 si laurea al Conservatorio “Giovan Battista Martini” di Bologna sotto la guida di Diana Torto, completando il triennio di canto jazz. Nel 2021 consegue la laurea di secondo livello al Conservatorio Venezze di Rovigo con Alessia Obino. Nel frattempo fonda il gruppo Noctua insieme ad Andrea Cappi, Gianluca Lione e Francesco Mascolo, con cui nel 2020 pubblica l’album d’esordio “Wrapped in a lush dream”. Dopo il percorso accademico e l’approfondimento della musica brasiliana, inizia a scrivere in italiano, trasformando l’amore e l’astrologia, disciplina che studia da tempo con Marco Pesatori, in materia narrativa e poetica.
Arts&Jam è una delle rassegne jazz più longeve e riconosciute della città, capace di intrecciare concerti, laboratori e performance in una programmazione che valorizza la produzione artistica dei giovani musicisti della scena nazionale e internazionale. Fondamentale è la collaborazione con il Centro Musica del Comune di Modena e il sostegno della Fondazione di Modena, che rendono possibile un cartellone di qualità e rafforzano il ruolo della Tenda di viale Monte Kosica come spazio di riferimento per la cultura musicale modenese.
Dopo l’apertura con “Soste di Venere”, la rassegna prosegue venerdì 13 febbraio con il Cristina Renzetti quartet e il progetto “Canzoni ribelli”, sabato 28 febbraio con l’Emem trio formato da Simone Graziano, Francesco Ponticelli e Marco Frattini, venerdì 6 marzo con Francesco Bearzatti e il suo Post Atomic Zep, venerdì 17 aprile con Reinier Baas e Ben van Gelder in “This is water” e venerdì 24 aprile con il Chris Morrissey quartet. Accanto ai concerti, Arts&Jam propone anche tre eventi speciali che ampliano lo sguardo e contaminano il jazz con altre forme artistiche, dalla nuova produzione dell’Orchestra MoltiMondi (28 gennaio) alla restituzione del laboratorio “Forme Composte” (8 marzo), fino al concerto del laboratorio autogestito “Vogliam fare il Jazz” (30 aprile).
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Ultimo aggiornamento: 15-01-2026, 11:01