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“Il Comune di Modena non aderirà alla cosiddetta ‘rottamazione-quinquies’ dei crediti tributari e patrimoniali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione e, al momento, non intende proporre al Consiglio comunale l’adozione di un regolamento per introdurre forme autonome di definizione agevolata dei crediti di difficile esigibilità”. Lo ha chiarito l’assessore al Bilancio Vittorio Molinari rispondendo, lunedì 22 giugno, in Consiglio comunale all’interrogazione presentata dalla consigliera Elisa Rossini (Fratelli d’Italia).
L’interrogazione chiedeva all’Amministrazione se intendesse avvalersi delle nuove possibilità introdotte dalla legge 199 del 2025, che consente a Regioni ed enti locali di disciplinare, tramite apposito regolamento, forme di definizione agevolata delle proprie entrate tributarie e patrimoniali, prevedendo riduzioni o esclusioni di interessi e sanzioni per favorire il recupero di crediti di difficile esigibilità. La consigliera domandava inoltre quali eventuali contenuti l’Amministrazione fosse orientata a recepire e con quali tempistiche.
Nella risposta in aula, Molinari ha illustrato le valutazioni effettuate dagli uffici comunali e gli elementi emersi dalle analisi della Corte dei conti sulle precedenti esperienze di rottamazione. Secondo l’assessore, questo strumento ha mostrato nel tempo una capacità di riscossione effettiva progressivamente decrescente, con frequenti casi di mancato rispetto dei piani di pagamento da parte dei contribuenti aderenti.
“Le verifiche effettuate dal Comune - ha spiegato Molinari - evidenziano che, rispetto ai 378 milioni di crediti tributari e patrimoniali nel tempo affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023, ammontano a oltre 106 milioni di euro quelli ancora da riscuotere, dei quali circa 20,7 milioni riferiti a interessi e sanzioni. Proprio queste ultime somme verrebbero annullate in caso di adesione alla rottamazione quinquies”. “Sulla base dei dati storici di riscossione - ha aggiunto - l’Amministrazione stima che l’adesione alla misura determinerebbe una riduzione del gettito potenzialmente conseguibile superiore a 5 milioni di euro”. Anche le valutazioni tecniche svolte dagli uffici, ha aggiunto, inducono a ritenere che l’adesione “determinerebbe, con elevata probabilità, una riduzione del gettito potenzialmente conseguibile dall’ente, senza adeguate garanzie di incremento dei pagamenti effettivi”.
Molinari ha inoltre sottolineato che il Comune dispone già di strumenti ordinari di rateizzazione e mediazione per sostenere i contribuenti in difficoltà economica, senza compromettere l’equilibrio complessivo del sistema di riscossione. Un ulteriore elemento di criticità viene dal ricorso ripetuto a sanatorie e rottamazioni che penalizza chi adempie regolarmente ai propri obblighi tributari.
Da qui la decisione dell’Amministrazione che “non aderirà alla Rottamazione dei crediti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione prevista dall’articolo 10-quinquies del decreto-legge n. 38/2026”. Allo stesso tempo, ha concluso Molinari, resta aperta la possibilità di una successiva valutazione delle altre forme di definizione agevolata previste dalla legge 199 del 2025, trattandosi di una facoltà regolamentare che può essere esercitata anche oltre il termine del 31 luglio 2026, sulla base dell’evoluzione del quadro normativo e dei risultati che emergeranno dalle esperienze degli altri enti locali.
Dopo la trasformazione dell'interrogazione in interpellanza, Laura Ferrari (Avs) ha espresso contrarietà del gruppo alla definizione agevolata e alla cosiddetta rottamazione quinquies, ritenendo più utile “concentrare gli sforzi per rafforzare il sistema di riscossione”. Per Ferrari, infatti, le sanatorie fiscali producono “benefici immediati” ma trasmettono il messaggio che “chi non paga riesce a farla franca”. La consigliera ha inoltre sostenuto che questi strumenti “non hanno dimostrato particolare efficacia”, ribadendo come anche la Corte dei conti abbia evidenziato criticità nei risultati ottenuti. Per la consigliera, è necessario affrontare il tema della riscossione senza ricorrere a “continue scappatoie fiscali e tenendo in seria considerazione i possibili effetti sugli equilibri di bilancio degli enti locali”. Piuttosto bisogna concentrare sforzi nel mettere in piedi un sistema di riscossione che sia efficiente per davvero.
Stefano Manicardi (Pd) ha evidenziato la necessità di sostenere le famiglie realmente in difficoltà nel far fronte agli obblighi fiscali, attraverso strumenti ordinari che rendano il percorso di pagamento “il meno possibile gravoso”. Allo stesso tempo, ha ricordato che l’Amministrazione ha una responsabilità verso l’intera comunità, che si traduce anche nel garantire le risorse necessarie per finanziare servizi e investimenti. Manicardi ha sottolineato come la definizione agevolata rischia di compromettere gli equilibri finanziari dell’Ente, ponendo l’accento sul tema dell’equità: “Non deve passare il messaggio che chi rispetta gli obblighi fiscali con sacrificio viene penalizzato rispetto a chi non lo fa”.
Per Giovanni Silingardi (M5s) “il punto di partenza deve essere il rispetto degli equilibri di bilancio”. Il consigliere, infatti, ha evidenziato che le simulazioni effettuate “mostrano il rischio di una significativa riduzione delle entrate per l’Ente”. Silingardi ha quindi richiamato le valutazioni della Corte dei conti, secondo cui il miglioramento della capacità di riscossione riduce la necessità di ricorrere a nuove rottamazioni. Ha inoltre evidenziato un problema di equità, sostenendo che queste misure “finiscono per favorire chi è rimasto inadempiente rispetto ai contribuenti che hanno sempre pagato regolarmente”, con il rischio di produrre effetti “fallimentari” o comunque incompatibili con la normativa.
Elisa Rossini (FdI), in replica, si è detta non soddisfatta della risposta, sostenendo che il Comune dovrebbe valutare con maggiore favore l’adesione agli strumenti di definizione agevolata messi a disposizione dallo Stato. Secondo la consigliera, “l’obiettivo deve essere quello di migliorare la capacità di riscossione dell’Ente e utilizzare tutti gli strumenti disponibili per recuperare risorse”. Rossini ha richiamato in particolare il tema del fondo crediti di dubbia esigibilità, definito “ingente”, osservando che anche questo dato dovrebbe entrare nella riflessione sulla gestione della riscossione. Pur riconoscendo la necessità di valutazioni fondate sui numeri, ha sostenuto che la definizione agevolata merita ulteriori approfondimenti e che la rottamazione non debba essere considerata una “scappatoia” né demonizzata, trattandosi di uno strumento utilizzato trasversalmente da diversi governi.
Vittorio Molinari, in replica, ha precisato che l’aspetto più “negativo” richiamato dalla Corte dei conti riguarda la capacità di riscossione dell’ente, indicando proprio questo come il tema prioritario su cui concentrare l’attenzione dell’Amministrazione. Secondo l’assessore, l’obiettivo principale resta quindi migliorare l’efficacia del recupero delle entrate e ridurre progressivamente l’ammontare dei crediti non riscossi. Molinari ha inoltre spiegato che il confronto sugli strumenti di definizione agevolata resta aperto e che non esiste una preclusione ideologica verso queste misure. Ha però sottolineato la necessità di disporre di elementi concreti e di verificare i risultati ottenuti da altre amministrazioni che le hanno già adottate, per valutarne l’effettiva utilità prima di assumere eventuali decisioni.
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Ultimo aggiornamento: 23-06-2026, 11:06