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Il linguaggio audiovisivo come strumento educativo, di partecipazione e di scoperta del territorio. È stata presentata giovedì 29 maggio, nell’ambito della plenaria del Coordinamento pedagogico territoriale della provincia di Modena, organizzato dal Comune di Modena in qualità di capofila, l’esperienza realizzata dalle scuole dell’infanzia della Fondazione Cresci@Mo attraverso il documentario “Vietato ai maggiori di 6 anni”, individuata come buona pratica nell’utilizzo del cinema con e per i bambini.
L’iniziativa è stata illustrata alla Polivalente di San Damaso nel corso dell’incontro “Il linguaggio audiovisivo per e con i bambini e le bambine”, alla presenza della responsabile del Coordinamento pedagogico della Fondazione Cresci@Mo Patrizia Belloi e della regista Federika Ponnetti, che ha guidato il percorso sviluppato nelle nove scuole dell’infanzia comunali gestite dalla Fondazione. L’appuntamento ha rappresentato un momento di restituzione rivolto a educatori, insegnanti e operatori del settore per condividere metodologie, risultati e potenzialità del linguaggio audiovisivo nei percorsi educativi della prima infanzia.
Il progetto aveva avuto il suo momento pubblico lo scorso 20 maggio alla Tenda di via Monte Kosica, con l’anteprima del documentario “Vietato ai maggiori di 6 anni”, realizzato da circa 230 bambini e bambine tra i 3 e i 5 anni delle nove scuole dell’infanzia della Fondazione Cresci@Mo nell’ambito del Piano nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso dal ministero della Cultura e dal ministero dell’Istruzione e del Merito.
L’iniziativa è stata realizzata da Sofos Aps, con produzione esecutiva di Zoom Srl, regia di Federika Ponnetti e la collaborazione della Fondazione Cresci@Mo. Tra febbraio e marzo, i bambini hanno esplorato alcuni luoghi simbolo della città documentando direttamente le proprie esperienze attraverso piccole telecamere utilizzate in prima persona. Le riprese hanno interessato, tra gli altri, la Ghirlandina, il Cimitero di San Cataldo, gli Orti Buon Pastore, l’Acetaia comunale, il Teatro Comunale Pavarotti-Freni, il Museo Enzo Ferrari, il Parco Amendola e l’Archivio Cesare Leonardi.
Il documentario restituisce così una narrazione della città costruita dal punto di vista dei bambini, che diventano contemporaneamente protagonisti, osservatori e guide del racconto. A completare il progetto hanno contribuito anche le famiglie, mettendo a disposizione immagini e materiali provenienti dai propri archivi personali, successivamente integrati nel film.
Nel corso dell’evento del 20 maggio è stato inoltre proiettato “Ugualmente diversi”, docufilm della stessa regista dedicato ai temi dell’inclusione, dell’autonomia e della valorizzazione delle differenze. Il film racconta l’esperienza di tre giovani camerieri impiegati in una pizzeria gestita da ragazzi autistici e il percorso di riflessione intrapreso da una classe di studenti modenesi sul valore della diversità e delle relazioni umane.
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Ultimo aggiornamento: 30-05-2026, 10:05