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Il dibattito a seguito della trasformazione in interpellanze delle interrogazioni portate in Aula sul tema della Complanarina è stato aperto da Giovanni Bertoldi (Lega Modena), che ha sottolineato la necessità di sostenere l’Amministrazione nel completamento di un’opera strategica. Ha ricordato che, dopo le autorizzazioni, i costi sono triplicati e che si è aperta una trattativa per contenerli. “L’importante è averla sbloccata”, ha detto, evidenziando l’urgenza di realizzare i lavori in estate per limitare l’impatto sulla viabilità. Ha rimarcato i benefici sulla circolazione e come l’infrastruttura possa permettere di “bypassare la città” in caso di blocchi autostradali. Sul nodo idraulico ha avvertito: "Il nostro equilibrio è molto precario”, chiedendo monitoraggi continui.
Per Fratelli d’Italia, Ferdinando Pulitanò ha ringraziato per il risultato raggiunto dopo anni, riconoscendo il lavoro condiviso tra istituzioni. “Quando la buona politica rema dalla stessa parte, i risultati arrivano”, ha affermato, sottolineando come l’obiettivo comune fosse alleggerire la viabilità. Ha ricordato che l’opera era in discussione dal 2002 e presente in molti programmi elettorali: “La volontà politica non è mai venuta meno”, ha aggiunto, definendo il percorso un esempio di buona politica. Ha concluso con la speranza che questa arteria “attesa da tempo dal territorio” possa essere inaugurata l’anno prossimo. Luca Negrini ha ricordato che i primi fondi sono stati stanziati nel 2017 e che fino al 2022 non si è saputo nulla, evidenziando come molti ritardi, a suo parere, siano poco chiari. Ha però voluto sottolineare il lavoro condiviso su un’opera utile ai cittadini. “Non è reale né veritiero dire che tutte le colpe siano del Governo”, ha affermato, invitando a evitare semplificazioni. Ha quindi richiamato “un principio di onestà intellettuale" nell’analisi delle responsabilità, ribadendo la necessità di attenersi ai fatti.
Andrea Mazzi (Modena in Ascolto) ha chiarito che il Ministero ha attribuito i ritardi ad Aspi, spiegando che il blocco del decreto è dipeso dall’aumento dei costi del progetto. “Aspi è una società autonoma”, ha sottolineato ribadendo come a suo parere, senza un piano finanziario adeguato, il Ministero non poteva approvare l’opera. “È quindi assurdo dare la colpa al Ministero”, ha detto, invitando a non trasformare la vicenda in polemica politica.
Laura Ferrari (Avs) ha riconosciuto la necessità dei lavori, chiedendo però attenzione ai disagi per cittadini e territorio. Ha apprezzato la scelta estiva per le lavorazioni più impattanti: “Una decisione di buon senso, vista la pressione già forte sulla viabilità". Ha chiesto comunicazione capillare sulle limitazioni e monitoraggi sul nodo idraulico, ricordando che “il sistema è alterato da un cantiere in corso” e invitando a leggere gli allagamenti in questo contesto. Allargando lo sguardo, ha richiamato criticità più ampie legate ai cambiamenti climatici, indicando soluzioni come vasche di laminazione e allagamenti controllati dei campi.
Diego Lenzini (Pd) ha evidenziato il risultato raggiunto con la firma che ha sbloccato l’ultimo passaggio per completare l’infrastruttura. “Una buona notizia”, ha detto, riconoscendo il contributo anche delle opposizioni. Ha però criticato i tempi dell'Amministrazione centrale: “Non è stato un esempio di buona politica tenere tutto fermo per anni”, ha affermato, lamentando la mancanza di spiegazioni chiare ai territori. Ha concluso ringraziando “per il lavoro di tutti, ma abbiamo visto qualcosa che non vorremmo più vedere nel nostro territorio”, auspicando per il futuro che progetti di questa portata possano essere "portati avanti con minori difficoltà".
Il primo interrogante Luca Barbari (Pd) si è detto soddisfatto della risposta, pur richiamando le cautele emerse nel dibattito. Ha valorizzato il clima di collaborazione trasversale sull’opera: “Questo dovrebbe essere sempre il metodo per gli interventi strategici”, ha affermato citando la Cittadella della giustizia come prossimo banco di prova. Ha ricordato l’attivazione del Pd in tutte le sedi, sottolineando come, a suo parere, la presa in carico trasversale abbia portato al risultato. Il secondo interrogante Fabio Poggi (Pd) ha apprezzato la trasparenza degli assessori ma si è detto “molto preoccupato” per la situazione, chiarendo che "le critiche vanno al committente e non all’attuatore". Ha poi evidenziato dubbi sulla gestione idraulica, contestando l’attesa del collaudo finale come banco di prova: “La parte idraulica deve funzionare anche adesso”, ha detto, chiedendo interventi urgenti e attenzione all’intero bacino. Ha concluso segnalando preoccupazione per l’impatto che il cantiere potrà avere sulla mobilità.
In conclusione l’assessore alla Mobilità Giulio Guerzoni ha riconosciuto che “il lavoro non è finito” e ha indicato come priorità la riduzione dei disagi durante il cantiere sulla Nuova Estense. Ha sottolineato l’importanza della comunicazione: “I disagi ci saranno, non va nascosto”, ma ha aggiunto che i benefici strutturali li supereranno. Ha evidenziato il valore del lavoro condiviso: “Fare sistema aiuta davvero”, e ha invitato a vedere “il bicchiere mezzo pieno”, valorizzando la capacità di squadra del territorio.
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Ultimo aggiornamento: 04-05-2026, 18:05