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Modena, nella persona della vicesindaca e assessora a Sanità, Salute e servizi connessi Francesca Maletti, entra ufficialmente nel Consiglio direttivo nazionale della Rete italiana Città Sane dell'Organizzazione mondiale della sanità. La decisione è stata presa nell’ambito del 23esimo meeting nazionale, che si è svolto a Roma martedì 5 e mercoledì 6 maggio, nel corso del quale sono stati eletti la presidenza, assunta dalla città di Milano, e i componenti del Consiglio direttivo che resteranno in carica per i prossimi tre anni e di cui fanno parte anche i Comuni di Alfianello, Ancona, Bologna, Padova, Sacile, Verona, Martina Franca, Torino e Tollo. Il precedente incarico modenese risale al 2010, quando l’allora assessora comunale Simona Arletti venne eletta presidente, rimanendo in carica fino al 2019.

“La salute è un concetto che travalica l’ambito esclusivamente sanitario: è un bene comune da costruire attraverso politiche integrate, partecipazione e attenzione alle peculiarità di ogni territorio – ha commentato la vicesindaca Maletti – Come Comune e come distretto sociosanitario, insieme alle aziende sanitarie, dobbiamo intensificare la rete che già ci unisce e le azioni volte al benessere delle cittadine e dei cittadini mettendo la prevenzione e la promozione di sani stili di vita al centro delle politiche pubbliche e valorizzando i determinanti sociali e ambientali che favoriscono la salute della comunità. A Modena portiamo avanti esperienze dal profondo valore sociale potendo contare su una forte rete di servizi, attività pubbliche e del terzo settore in grado di fare la differenza, e otteniamo riconoscimenti importanti come la certificazione di città “Dementia friendly”, ovvero impegnata nell'inclusione delle persone con demenza e nel supporto ai caregiver. Con questa nomina si intensifica l’impegno non solo nei confronti del nostro territorio ma anche in un’ottica nazionale, per rafforzare il dialogo con gli altri Comuni e costruire prospettive condivise”, le sue parole.

L’assemblea nazionale della Rete Italiana Città Sane – che si colloca nella Fase VIII della Rete Europea Oms, fondata sui pilastri di persone, luoghi, partecipazione, prosperità, pianeta, pace e preparazione – è stata l’occasione per riaffermare un principio sempre più evidente: la salute si costruisce nei territori, nelle città, nelle comunità. Le trasformazioni demografiche e sociali, insieme alla crescente pressione sul Servizio Sanitario Nazionale, rendono necessario agire non solo sulla cura, ma anche sui determinanti sociali, ambientali e relazionali della salute. In questo scenario, i Comuni sono il primo presidio pubblico di prossimità: intercettano bisogni emergenti, fragilità, solitudine, disuguaglianze e nuove domande di benessere. Per questo, l’assemblea ha sottolineato la necessità di un maggiore riconoscimento del ruolo dei Comuni da parte delle Regioni e del Ministero della Salute, affinché alle responsabilità che già oggi ricadono sui territori corrispondano strumenti, risorse e forme di governance adeguate. Questo richiede anche un rafforzamento concreto dell’integrazione sociosanitaria, superando frammentazioni tra servizi, competenze e livelli istituzionali, per costruire risposte più vicine, coordinate e aderenti ai bisogni reali delle persone.

L’assemblea è stata anche l’occasione per celebrare i 25 anni di attività della Rete italiana Città Sane, un traguardo che rappresenta un momento di affermazione per il ruolo dei Comuni nella promozione della salute pubblica. Nata nel 2001 e ufficialmente accreditata dall’Organizzazione mondiale della sanità, la Rete riunisce oggi oltre 70 Comuni italiani, grandi e piccoli, rappresentando oltre 13 milioni di cittadini. Negli anni ha promosso scambi di buone pratiche, formazione e progettazione condivisa, favorendo alleanze tra enti locali, istituzioni sanitarie, università e società scientifiche, con l’obiettivo di rendere la salute un principio trasversale nelle politiche pubbliche.

In occasione del 23esimo meeting nazionale a Roma, la Rete Città Sane ha confermato il suo impegno nel prossimo triennio a rafforzare la propria funzione di rappresentanza e advocacy, portando con maggiore forza la voce delle città nei luoghi in cui si definiscono le politiche pubbliche. Allo stesso tempo, ha confermato il proprio ruolo come spazio di cooperazione tra Comuni, istituzioni, mondo scientifico e attori sociali, per promuovere prevenzione, integrazione e riduzione delle disuguaglianze.

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Ultimo aggiornamento: 07-05-2026, 11:05