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L’approvazione delle due mozioni riguardanti “Rifugi climatici per contrastare gli effetti delle ondate di calore (presentata da Pd, Avs, M5s, Pri-Azione Sl, Spazio Democratico e Modena Civica) e “Azioni di contrasto alle ondate di calore” (Avs, Pd, M5s e Spazio democratico) è stata preceduta da un lungo dibattito.
Per Fratelli d’Italia, Paolo Barani ha definito la mozione di Avs un documento “enciclopedico”, ma privo di pragmatismo, criticando la distanza tra principi e scelte concrete. Ha portato l’esempio del parco di Sant’Agnese, un tempo “rifugio climatico naturale”, oggi impoverito di ombreggiatura, e ha richiamato anche piazzale Riccò come intervento emblematico di scelte incoerenti rispetto agli obiettivi sul verde. Ha quindi parlato del rischio di perdere ulteriore patrimonio arboreo, e quindi della “contraddizione” della maggioranza tra l’attivismo climatico e le effettive scelte urbanistiche. Elisa Rossini ha parlato di “scarsa credibilità” della maggioranza, sostenendo che le scelte urbanistiche degli ultimi anni smentiscono gli obiettivi dichiarati dai due documenti. Ha indicato l’area ex Amcm come “la fotografia del consumo zero”, definendola in modo polemico “una colata di cemento con quattro alberi”, esempio di una direzione opposta rispetto alla riduzione del consumo di suolo. Anche la consigliera parlato di assenza di ombreggiatura nell’area gioco di Sant’Agnese, invitando a “riconoscere, a partire dalla realtà, che alcune scelte non hanno funzionato”. Luca Negrini ha giudicato le mozioni “lontane dalla realtà”, sostenendo che prima di nuovi indirizzi occorre “far funzionare quello che c’è”, evidenziando criticità nella gestione di parchi e spazi pubblici. Ha parlato quindi di “incoerenza” della maggioranza tra dichiarazioni e interventi concreti, parlando di un approccio “ideologico” al tema ambientale. Infine, ha precisato che il proprio gruppo non nega l’importanza del tema ambientale, ma rifiuta una visione “di principio” non accompagnata da risultati concreti, chiedendo maggiore coerenza e interventi immediati a beneficio dei cittadini.
Maria Grazia Modena (Modena per Modena) ha riconosciuto che le mozioni contengono indicazioni condivisibili, ma le ha giudicate “troppo ovvie” e poco incisive sul piano operativo. Ha sottolineato che l’approccio resta generale, mentre servirebbero interventi più concreti e strutturali per contrastare il calore, portando l’esempio di altre città, come Parma, che hanno investito in foreste urbane e riqualificazione di aree marginali. Ha evidenziato la necessità di un’analisi più pragmatica anche per Modena, chiedendo “a che punto siamo” su mappature e piani di piantumazione. Infine, ha proposto il coinvolgimento di esperti per individuare soluzioni mirate e poco impattanti, in particolare negli spazi più frequentati del centro storico durante i periodi di caldo.
Andrea Mazzi (Modena in ascolto) ha riconosciuto il valore di convegni sul tema (come quello in programma nei prossimi giorni proprio nell’Aula consiliare) “purché non restino “autocelebrativi” ma offrano indicazioni concrete”. Ha sottolineato che il tema del cambiamento climatico non appartiene a una sola parte politica, richiamando anche l’impegno a livello nazionale su transizione energetica e adattamento climatico. Entrando nel merito, ha giudicato “troppo generica e poco aderente alla relatà” la mozione di Avs. Ha invece valutato positivamente la mozione sui rifugi climatici, ritenendola “più operativa” e capace di fornire risposte immediate, soprattutto per le persone più fragili. Infine, ha ribadito l’importanza di sostenere tutte le fasce della popolazione, in particolare gli anziani, indicando nei rifugi climatici uno strumento utile e concreto per affrontare le ondate di calore.
Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha sottolineato che il cambiamento climatico è “un problema globale”, richiamando anche esempi internazionali come l’Amazzonia per evidenziare l’importanza strategica del patrimonio arboreo. Ha riconosciuto che Modena ha margini di miglioramento, indicando la necessità di più alberature in alcune aree urbane e maggiore attenzione nella gestione del verde, evitando abbattimenti “troppo superficiali”. Ha quindi espresso una preferenza per soluzioni basate su “infrastrutture verdi naturali”, ritenute più efficaci rispetto a interventi temporanei, e ha richiamato l’importanza della manutenzione, della prevenzione incendi e dell’uso responsabile delle risorse come l’acqua. Infine, entrando nel merito delle mozioni, ha giudicato quella di Abrate “molto generica”, mentre ha ritenuto più concreta quella sui rifugi climatici, annunciando un voto differenziato e favorevole a quest’ultima perché “più orientata a una ricaduta pratica”.
Per il Pd, Gianluca Fanti ha respinto le accuse di inerzia, chiarendo che la mozione nasce dall’esigenza di individuare, di fronte ai cambiamenti climatici, “rimedi naturali” per rendere le città più vivibili, puntando su “meno cemento e più verde”, definito non ideologico ma necessario. Ha quindi difeso alcune scelte dell’Amministrazione, citando il caso di piazzale Riccò: l’abbattimento degli alberi, ha spiegato, è avvenuto su indicazione di un tecnico terzo che ne aveva certificato la pericolosità, e l’intervento è stato accompagnato da un progetto di riqualificazione con nuove piantumazioni e la desigillatura dell’area. Alberto Bignardi ha posto la discussione come una scelta netta: “Affrontare seriamente la crisi climatica o trattarla come tema accessorio”, ricordando che non si tratta di scenari futuri ma di effetti già concreti su salute e territorio. Ha sottolineato che Modena è particolarmente esposta e che serve decidere “da che parte stare”, puntando su meno consumo di suolo, più alberi e una città più vivibile, “non per estetica ma per prevenzione”. Ha quindi difeso le mozioni come strumenti operativi, evidenziando che misure come i “rifugi climatici” rappresentano risposte immediate e accessibili. Giulia Ugolini ha richiamato il quadro sanitario legato alle ondate di calore, evidenziando la correlazione tra temperature elevate, accessi al pronto soccorso e aumento della mortalità, con effetti rilevanti anche a Modena. Ha quindi collocato i rifugi climatici come misura di prevenzione “diffusa e immediata”, in continuità con strumenti già attivi come “Estate Sicura”, ribadendo l’integrazione con politiche su verde urbano e monitoraggio sociosanitario. Stefano Manicardi ha definito il tema della crisi climatica “centrale” e non più rinviabile, sottolineando come riguardi direttamente la qualità della vita e il futuro della comunità. Ha invitato a non ridurre il dibattito a polemiche su singoli interventi, ma a mantenere l’attenzione sul quadro generale e sugli effetti concreti, sempre più evidenti. Ha quindi difeso le scelte dell’Amministrazione, citando interventi su aree già compromesse come l’ex Amcm, dove si è cercato di migliorare situazioni esistenti, e ricordando il ruolo di Modena come città con un ampio patrimonio verde, pur con le difficoltà di gestione. Diego Lenzini ha sottolineato che le mozioni non sono “posizioni ideologiche”, ma tentativi concreti di indicare una direzione in un contesto sempre più complesso. Ha quindi rivendicato le scelte dell’Amministrazione, in particolare sul contenimento del consumo di suolo, evidenziando che Modena ha ridotto le previsioni edificatorie e investito sulla rigenerazione urbana, chiarendo che interventi come l’ex Amcm riguardano “suolo già impermeabilizzato, da rigenerare” e non nuovo consumo. Infine, ha difeso il primato della città sul verde, ricordando gli investimenti e la piantumazione di nuovi alberi, e ha ribadito che la sfida è “fare ancora di più”.
Per Avs, Martino Abrate ha definito la mozione del gruppo “ambiziosa”, volta a inserire il tema in un quadro strategico più ampio, sottolineando come l’aumento delle temperature colpisca soprattutto le fasce più fragili. Ha evidenziato che il verde urbano non è più elemento estetico, ma “infrastruttura strategica” capace di mitigare il clima, migliorare la qualità dell’aria e favorire benessere e socialità. Ha richiamato l’impegno dell’Amministrazione, citando il prossimo convegno con AlberiItalia e la mappatura dei boschi cittadini, come base per una pianificazione fondata su criteri scientifici. Ha quindi ricordato il riconoscimento di Modena come città degli alberi per il sesto anno consecutivo. Laura Ferrari ha spiegato che la mozione punta a porre attenzione sul tema delle “isole di calore” e sulla necessità di conoscere meglio la città, valorizzando la mappatura del verde come base per interventi mirati. Ha proposto soluzioni di ombreggiamento temporaneo – come pergolati, tende e strutture leggere – da collocare negli spazi più esposti, in particolare centro storico, scuole e aree pubbliche. Ha sottolineato che anche piccoli interventi possono migliorare significativamente vivibilità e comfort urbano, rendendo più fruibili luoghi molto frequentati. Ha inoltre rilanciato l’idea di concorsi di progettazione per coinvolgere scuole e università, con costi contenuti.
Giovanni Silingardi (M5s) ha richiamato la necessità di basare il confronto su dati oggettivi, respingendo letture che mettono in discussione il patrimonio verde della città, ricordando che Modena è da tempo ai vertici per numero di alberi. Ha sottolineato che il miglioramento resta necessario, “ma all’interno di un quadro già orientato al contenimento del consumo di suolo”. Ha quindi evidenziato che l’emergenza climatica non è più in discussione e richiede politiche coerenti: dalla riduzione del consumo di suolo alla decarbonizzazione, fino al rafforzamento delle infrastrutture verdi. Infine, ha ribadito il valore della manutenzione e degli investimenti sul patrimonio arboreo, indicando nelle due mozioni una sintesi tra “risposte immediate e di sistema”.
Paolo Ballestrazzi (Pri-Azione Sl) ha richiamato la necessità di non negare una crisi climatica evidente, che è anche “un problema culturale”. Ha ricordato la tradizione della città sul verde, invitando a non ridurre il confronto a contrapposizioni ideologiche. Ha quindi criticato atteggiamenti pregiudiziali, sottolineando che portare il tema in Consiglio significa affrontare “un problema serio” e misurare nel tempo l’azione amministrativa. Ha evidenziato anche le contraddizioni di alcune soluzioni, come la climatizzazione, che comporta costi ambientali. Infine, ha sollecitato un approccio più concreto, puntando su interventi diffusi come la piantumazione e chiedendo di verificare nei prossimi anni “cosa è stato fatto”.
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Ultimo aggiornamento: 05-05-2026, 11:05