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Per affrontare le difficoltà del commercio occorre valorizzare strumenti già esistenti, come il Tavolo dell’economia e il ruolo di associazioni e quartieri, che consentono un confronto diretto e continuativo tra Amministrazione, operatori economici, associazioni e cittadini.
Con questa motivazione il Consiglio comunale di Modena, nella seduta di lunedì 4 maggio, ha respinto la mozione di Piergiulio Giacobazzi (Forza Italia) e Maria Grazia Modena (Modena per Modena), che chiedeva di calendarizzare con cadenza annuale un convegno, denominato “Crea Modena”, per favorire il confronto stabile tra istituzioni, categorie economiche, associazioni e cittadini sui temi dello sviluppo e dell’attrattività della città. Il documento è stato respinto con il voto a favore anche di Fratelli d'Italia, Lega Modena, Modena in ascolto e Modena civica, e quello contrario di Pd, Avs e M5s.
In particolare, il documento proponeva di avviare un percorso per istituire un appuntamento fisso di confronto, con l’obiettivo di mettere in rete amministrazione, operatori economici ed esperti anche esterni, per raccogliere contributi, idee e criticità e tradurli in azioni operative per il territorio.
Nella mozione si sottolineava come il contesto economico e commerciale sia in rapida trasformazione, con fenomeni come la desertificazione commerciale e la necessità di rafforzare l’attrattività urbana. In questo quadro, un confronto periodico strutturato veniva indicato come strumento utile per sostenere lo sviluppo economico, attrarre flussi turistici di qualità e valorizzare le potenzialità della città, monitorando nel tempo le decisioni assunte e anticipando le criticità emergenti.
Nel dibattito, Stefano Manicardi (Pd) ha riconosciuto l’importanza del tema, sostenendo tuttavia che il documento non valorizza strumenti già attivi come il “tavolo dell’economia” e il ruolo di associazioni e quartieri. Ha quindi argomentato che i convegni rischiano di essere “molto decorativi e poco improntati all’ascolto”, ribadendo la necessità di rafforzare i percorsi già esistenti e momenti di confronto “più efficaci”.
Martino Abrate (Avs) ha condiviso la necessità di ascolto tra amministrazione e operatori, ma ha giudicato “debole” la proposta nelle soluzioni, ritenendo lo strumento del convegno “terribilmente povero” e più “decorativo che operativo”, sostenendo quindi che l’ascolto debba essere continuo e non limitato a un appuntamento fisso.
Pur evidenziando come il turismo consenta a Modena di sostenere il commercio, Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha avvertito del rischio di perdere botteghe storiche, “parte dell’identità della città”. Ha quindi sostenuto che la crisi del settore è legata anche a fattori globali e all’aumento dei costi, invitando a guardare ad altre esperienze e ritenendo utile “organizzare un convegno” per confrontare soluzioni.
Per Luca Negrini (Fratelli d’Italia) la maggioranza ha “affossato” una proposta di ascolto come Crea Modena, sostenendo che il dialogo con i cittadini viene accettato solo quando “arriva dai propri banchi”. Il capogruppo ha quindi rivendicato il valore del convegno come strumento aperto, “per capire cosa pensano cittadini ed esercenti”, in alternativa a percorsi partecipativi giudicati selettivi e ha parlato anche di criticità concrete, come il caso del Caffè Concerto, “simbolo di una città che fatica a dare risposte”.
Piergiulio Giacobazzi, in conclusione, ha contestato le critiche ai convegni, parlando di “contraddizione” della maggioranza che promuove momenti analoghi mentre li definisce “non utili all’ascolto” o “poveri”. Ha quindi evidenziato i dati sulle chiusure commerciali, parlando di “stillicidio” e ricordando che gli strumenti già attivi non hanno invertito la tendenza. Per questo ha difeso la proposta come un tentativo aggiuntivo di confronto.
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Ultimo aggiornamento: 06-05-2026, 11:05