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L’organizzazione territoriale, l’individuazione delle sedi e la gestione del personale delle Soprintendenze sono competenze esclusive del Ministero della Cultura e non dell’Amministrazione comunale. Lo ha ribadito l’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi rispondendo in Consiglio comunale, nella seduta di lunedì 4 maggio, all’interrogazione presentata di Maria Grazia Modena (Modena per Modena) in merito al ruolo e alla sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.

In particolare, la consigliera chiedeva se vi fosse l’intenzione di restituire alla Soprintendenza un ruolo pieno in ambito territoriale e culturale, a partire dall’individuazione di una sede adeguata in città, e come si intendesse affrontare la questione delle posizioni dei dipendenti e dei sindacati rispetto alle disposizioni ministeriali. Inoltre, l’interrogazione sollecitava chiarimenti sulla previsione di risorse a bilancio per una nuova sede e per eventuali interventi di ristrutturazione.

Nel suo intervento, Bortolamasi ha chiarito che le Soprintendenze sono uffici periferici dello Stato e che tutte le decisioni relative alla loro operatività, ai tempi di attuazione dei decreti ministeriali, all’assegnazione degli spazi e agli aspetti organizzativi e sindacali competono esclusivamente al Ministero della Cultura e ai suoi uffici centrali. Anche nel caso di immobili di proprietà comunale, come il Palazzo dei Musei, la titolarità delle scelte organizzative relative agli uffici statali presenti al loro interno resta in capo al Ministero.

A questo proposito, l’assessore ha ricordato che il piccolo spazio al piano terra del Lapidario Estense, oggi assegnato alla Galleria Estense, era stato in passato utilizzato come sede di appoggio della Soprintendenza Archeologica e che la successiva riorganizzazione degli spazi è stata definita anch’essa a livello ministeriale.

Bortolamasi ha inoltre informato il Consiglio che, a seguito di un incontro tenutosi il 30 marzo scorso in Comune con la Soprintendente Eugenia Valacchi e i dirigenti del Settore Cultura, è emersa la volontà della Soprintendenza di lavorare all’apertura di una sede a Modena, nell’ambito di un’interlocuzione già avviata con un’istituzione del territorio. Un percorso che potrebbe portare alla definizione di un accordo tra pubbliche amministrazioni, ma che resta subordinato al parere del Ministero della Cultura, già informato del progetto.

Al momento, ha precisato l’assessore, non vi sono ulteriori elementi o indicazioni sui tempi e sulle modalità di realizzazione di questa eventuale sede. L’Amministrazione comunale ha comunque confermato la propria disponibilità a mantenere un dialogo istituzionale con il Ministero e con gli altri enti coinvolti, con l’obiettivo di favorire il rafforzamento delle funzioni di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale sul territorio.

In replica, Maria Grazia Modena ha espresso speranza sulle prospettive indicate, sottolineando che una città come Modena, sede di un sito Unesco, meriterebbe maggiore attenzione istituzionale, evidenziando come il nodo delle soprintendenze sia “annoso e complesso”, criticando la riforma Franceschini che “invece di semplificare, ha complicato le procedure rendendo meno chiaro il ruolo dei soprintendenti". Per la consigliera le soprintendenze, "oggi percepite come lontane e talvolta ostative", dovrebbero essere un riferimento centrale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio, "ma soffrono di limiti strutturali e organizzativi".

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Ultimo aggiornamento: 08-05-2026, 12:05