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Mettere al centro il dialogo, l’ascolto e la costruzione condivisa delle risposte educative per rafforzare il lavoro dei servizi 0-6 e la relazione con famiglie e territorio.

Si è concluso giovedì 7 maggio, con il coinvolgimento dell’assessora alle Politiche educative Federica Venturelli e della dirigente del Settore Istruzione e Sport Paola Francia, il percorso formativo sull’Approccio dialogico rivolto a coordinatori e coordinatrici pedagogiche del Coordinamento pedagogico territoriale di Modena con le diverse componenti del sistema integrato.

“Ancora una volta il modello educativo modenese si conferma al centro di percorsi di approfondimento e confronto internazionale – sottolinea l’assessora Venturelli – La scelta di investire su un approccio nato e sviluppato in Finlandia dimostra la capacità dei nostri servizi educativi di dialogare con esperienze innovative europee, valorizzandole all’interno della realtà locale. Percorsi come questo rafforzano una cultura educativa fondata sull’ascolto, sulla relazione e sulla costruzione condivisa delle risposte, consolidando Modena come laboratorio capace di generare buone pratiche e occasioni di scambio a livello internazionale”.

Il corso ha coinvolto circa 40 coordinatori pedagogici ed è stato condotto da Anna Lucia Carretta, referente in Italia dell’Approccio dialogico finlandese, insieme a Heikki Ervast, responsabile scientifico del progetto e tra i principali promotori dell’esperienza sviluppata in Finlandia. Nato nei Paesi nordici a partire dagli anni Ottanta, l’Approccio dialogico si fonda sul valore della relazione, dell’ascolto reciproco e della costruzione condivisa dei percorsi, promuovendo una visione partecipativa e collaborativa dei servizi educativi e sociali.

Grazie a un percorso promosso dalla Regione Emilia-Romagna, questo approccio si è progressivamente diffuso anche sul territorio regionale attraverso attività formative dedicate a facilitatori, tutor e formatori. L’obiettivo del corso modenese era fornire strumenti e pratiche dialogiche utili a rafforzare il lavoro con le famiglie, i gruppi educativi e i soggetti territoriali, sostenendo capacità di confronto, co-progettazione e costruzione di reti.

Durante l’ultimo incontro, attraverso il cosiddetto “dialogo del buon futuro”, coordinatori pedagogici, amministrazione comunale e dirigenti si sono confrontati sul futuro dei servizi 0-6 e sul loro ruolo nella costruzione di una città più inclusiva, attenta al benessere dell’infanzia e delle famiglie. Tra i temi emersi, l’importanza di rafforzare le sinergie tra servizi, istituzioni e territorio, soprattutto in una fase segnata da nuove fragilità sociali e dal calo demografico.

L’Approccio dialogico considera infatti il confronto e l’ascolto non come semplici strumenti tecnici, ma come una vera e propria postura educativa e professionale. Le pratiche dialogiche favoriscono la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti, valorizzando esperienze, punti di vista e competenze differenti per costruire percorsi condivisi e sostenibili nel tempo. L’obiettivo non è individuare soluzioni predefinite, ma creare le condizioni affinché le risposte emergano attraverso il confronto e la riflessività comune.

L’approccio, sperimentato in Finlandia anche nei processi di cambiamento organizzativo delle amministrazioni pubbliche, punta inoltre a superare logiche settoriali, promuovendo una visione più integrata e democratica dei servizi e delle relazioni tra professionisti e cittadini. Centrale è il riconoscimento dell’“alterità”, ovvero della diversità e unicità di ogni persona, considerata una risorsa indispensabile per costruire dialoghi autentici e processi condivisi.

Per i coordinatori pedagogici, il percorso ha rappresentato anche un’occasione di crescita professionale, sperimentando strumenti utili a sostenere il lavoro quotidiano nei servizi e a rafforzare le relazioni con gruppi educativi, famiglie e soggetti territoriali, in una prospettiva sempre più orientata alla collaborazione e alla corresponsabilità educativa. Le pratiche dialogiche, infatti, possono aiutare a individuare criticità e potenzialità dei servizi, valorizzare le esperienze più efficaci e costruire percorsi di miglioramento condivisi, favorendo inclusione, partecipazione e benessere delle comunità educanti.


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Ultimo aggiornamento: 08-05-2026, 15:05