Salta al contenuto

Contenuto

Il dibattito sul tema del servizio ferroviario Modena-Sassuolo, che è stato affrontato in Aula con un’interrogazione e tre mozioni, è stato aperto da Avs, con Laura Ferrari che ha sottolineato come Modena e Sassuolo facciano parte di un sistema integrato: “I cittadini si muovono tra questi territori, servono soluzioni coordinate”. Ha evidenziato il ruolo “fondamentale” del trasporto pubblico nel migliorare la qualità della vita e ridurre il traffico, ricordando le criticità attuali: “Treni semivuoti, lentezza e assenza di collegamento con la Mediopadana”. Ha sottolineato l’intenzione di riprendere in mano gli studi di fattibilità esistenti e individuare la soluzione migliore, con l’obiettivo di rendere il servizio “più veloce e competitivo”. Martino Abrate ha osservato come vi sia una condivisione ampia sulla necessità di affrontare “con forza e rapidità il tema del trasporto pubblico locale”. Ha riconosciuto la complessità delle decisioni e la presenza di idee diverse, ribadendo che gli studi realizzati “sono da riprendere nel più breve tempo possibile” per arrivare a una soluzione condivisa e che il trasporto pubblico locale è “fondamentale per rendere la città più vivibile, competitiva e inclusiva”, esprimendo invece perplessità rispetto al trasporto su gomma. Infine, ha richiamato la vocazione di Modena come città proiettata verso una dimensione di area vasta, della quale il Gigetto potrebbe essere “la spina dorsale”.

Paolo Ballestrazzi (PRI Azione SL) ha ripercorso la storia della rete ferroviaria modenese, ricordando anche la soppressione delle linee verso Mirandola e Vignola e l’origine del nome “Gigetto”. Ha osservato che il dibattito tra treno e metropolitana leggera “è andato avanti per decenni”, ribadendo la questione a suo parere centrale: cosa fare oggi e a cosa debba servire la linea. Ha quindi posto il tema della scelta tra trasporto pubblico e privato: “Se vogliamo privilegiare il pubblico, dobbiamo usare misure rigorose per renderlo competitivo”. Si è detto scettico sul collegamento con la Mediopadana, definendolo “un sogno”, ipotizzando invece un’estensione fino a Cittanova, e ha concluso proponendo “di sentire anche la voce dei cittadini” attraverso un sondaggio.

Per il Pd, Alberto Bignardi ha invitato a mantenere un approccio realistico, osservando che “la presenza del ferro è un elemento che non si può ignorare”, collegandosi anche al tema della salute e dell’inquinamento: “Respirare gomma è un problema”, ha detto ribadendo la preferenza per soluzioni su ferro. Ha descritto il tram come uno strumento efficiente, evidenziando che “su sede propria, senza passaggi a livello e con più fermate, può servire molti più cittadini”. Ha quindi auspicato per un modello tram-treno con fermate più frequenti, concludendo che è necessario “far sì che i cittadini lo utilizzino di più”. Diego Lenzini ha ricordato come già dal 2014 si sia iniziato a parlare della necessità di rendere più efficace la linea Modena-Sassuolo, sottolineando come il tempo trascorso dimostri la necessità di un sostegno ampio e condiviso. In questo senso, ha definito “importante” presentare la stessa mozione in cinque consigli comunali della provincia, ciascuno con le proprie peculiarità. L’obiettivo, ha concluso, è costruire “lo scheletro di un sistema più ampio”, capace di integrarsi con altre infrastrutture e diventare un’alternativa reale all’auto.

Giovanni Silingardi (M5S) ha definito il tema del trasporto pubblico locale come “centrale per la città”, sottolineando la necessità di una revisione complessiva del sistema e come i dati attuali mostrino una struttura “che fatica a essere sostenuta”. Ha affermato che per individuare una soluzione è necessaria “una visione di fondo”, indicando come obiettivo la valorizzazione dell’intera tratta, soprattutto urbana, come architrave del sistema. “La riconversione, mantenendo i binari, è la strada più virtuosa”, ha affermato, ricordando che “la partita si gioca anche a Bologna”. Silingardi ha concluso indicando nel sistema tranviario la soluzione per una mobilità più sostenibile ed efficiente su scala vasta.

Andrea Mazzi (Modena in ascolto) ha riconosciuto che "avere una linea percorribile solo da mezzi dedicati che corre all’interno della città è una risorsa preziosa che va valorizzata", chiarendo che la questione “non è più se, ma come migliorarla”. Ha evidenziato le criticità attuali, parlando di “una linea semivuota che rappresenta più un disagio che un beneficio”, aggravata dai passaggi a livello. Ha richiamato lo studio del 2023, dicendosi critico verso le proposte legate al ferro rispetto a quelle su gomma, e criticando l’immobilismo: “Sono passati due anni e mezzo e siamo rimasti fermi”, ha concluso.

Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha invitato a concentrarsi sui benefici concreti della linea, evidenziando come il tracciato colleghi strutture sanitarie come Policlinico, Villa Igea e Baggiovara, ricordando che “chi va in ospedale a volte non può usare mezzi propri”. Ha posto il tema dei tempi, ribadendo la necessità di un servizio rapido, e criticato scelte passate, come il sottopassaggio di via Panni, sottolineando che la situazione dei passaggi a livello “è tutt’ora grave, al punto che le ambulanze devono fare inversione per raggiungere Baggiovara”. Ha concluso chiedendo decisioni chiare, “gomma o ferro che sia”, ma in direzione di un sistema più agile, veloce e sicuro.

Per FdI, Paolo Barani ha affermato che “non possiamo più aspettare”, sottolineando come la situazione della mobilità cittadina sia diventata ormai insostenibile “tra cavalcavia, sottopassi mancati e la linea del Gigetto”, evidenziando che “i cittadini continuano a subire disagi quotidiani, con una parte della città paralizzata proprio dalla presenza della linea ferroviaria”. Ha ribadito la necessità di trovare soluzioni capaci di migliorare concretamente la circolazione urbana, insistendo sul fatto che gli studi già realizzati, costati risorse pubbliche, non debbano rimanere inutilizzati. Elisa Rossini ha espresso una critica netta alla maggioranza, affermando che “su questo tema regna una confusione totale”. Ha ripercorso le scelte degli anni precedenti, ricordando come già in passato fossero stati approvati interventi per ridurre le interferenze con il traffico e migliorare la sicurezza, accompagnati da finanziamenti e studi di fattibilità che avevano individuato diverse soluzioni. Ha citato anche il sondaggio tra i cittadini sul sottopasso di via Panni, “inaugurato in fretta e furia”. Ha quindi criticato la richiesta attuale di nuovi studi e ribadito che “Modena non decide nulla”. Ferdinando Pulitanò ha descritto la situazione “uno spettacolo surreale”, sottolineando come il dibattito sull’incapacità del “Gigetto” di rispondere alle esigenze moderne sia nato molti anni fa. Ha ripercorso quanto fatto nel tempo, parlando di “correttivi” e di una posizione politica che indica il superamento della linea, ma senza chiarire davvero come. Ha criticato anche il continuo ricorso a nuovi studi: “Siamo ancora qui a parlare di studi di fattibilità, nonostante ne esistano già, costati risorse pubbliche”. Ha concluso accusando la maggioranza di non aver preso una posizione chiara, rinviando ancora le scelte.

Katia Parisi (Modena Civica) ha evidenziato come la linea Modena-Sassuolo rappresenti “un asse strutturale che unisce il capoluogo al distretto ceramico”, ricordando che negli ultimi anni sono stati realizzati investimenti importanti, con “interventi infrastrutturali significativi” e opere rilevanti anche a Modena, come il sottopasso di via Panni. Pur riconoscendo le criticità del servizio, ha sostenuto che “può e deve essere ammodernato, non sostituito”. Ha ribadito la necessità di puntare sul ferro come “scelta di lungo periodo”, capace di garantire stabilità e sviluppo: “Rafforziamo quello che abbiamo rendendolo più moderno, integrato e funzionale”.

In conclusione, l’assessore Giulio Guerzoni ha sottolineato che dal dibattito emerge un dato nuovo: “Nessuna forza politica ha chiesto la dismissione di Gigetto”, riconoscendo “finalmente” che il trasporto pubblico locale è una risorsa da tutelare. L'assessore si è detto concorde sulla scelta del sindaco di portare il tema a livello regionale: “Se i nostri territori escono con un indirizzo comune - ha sottolineato - siamo più forti al tavolo delle trattative”. Guerzoni ha infine concluso auspicando che tale confronto rafforzi la capacità di garantire a tutti i viaggiatori il trasporto migliore possibile e consenta di portare a casa risultati concreti per Modena.

A cura di

Questa pagina è gestita da

L’Ufficio Stampa gestisce i rapporti con i media e cura la comunicazione istituzionale dell'Ente.

Piazza Grande 16

41121 Modena

Ultimo aggiornamento: 31-03-2026, 17:03