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Più opportunità ed equità nell’accesso al nido per le famiglie con un solo figlio, che negli anni scorsi risultavano penalizzate dai precedenti criteri; maggiore peso al lavoro dei genitori, con nuovi punteggi per chi svolge attività serali, notturne o su turni; e un’attenzione più ampia ai caregiver e alle situazioni di fragilità familiare, con il riconoscimento anche delle disabilità lievi di genitori, fratelli o sorelle del bambino.
Sono queste alcune delle principali novità dei criteri di ammissione ai nidi d’infanzia per l’anno educativo 2026/2027, aggiornati per rispondere meglio ai bisogni delle famiglie modenesi.
"Abbiamo lavorato per rendere i criteri più aderenti alla realtà sociale della città – spiega l’assessora alle Politiche educative Federica Venturelli – ricordando che il nostro obiettivo è non lasciare indietro nessuno, e quindi dare posti a tutti coloro che ne hanno bisogno e lo chiedono; motivo per cui in questi anni abbiamo aumentato e continueremo ad aumentare i posti al nido. Tutto ciò tenendo insieme alcuni obiettivi: più riequilibrio, maggiore equità nell’accesso ai servizi, sostegno alle giovani coppie, valorizzazione maggiore del lavoro, più sostegno ai caregiver, riconoscendo fragilità familiari che sempre più famiglie si trovano ad affrontare e, infine, attenzione ai lavoratori nelle fasce serali e notturne”.
I nuovi criteri sono stati approvati dalla Giunta comunale su proposta di Venturelli, a partire dall’analisi delle domande presentate negli ultimi anni e delle situazioni emerse nei bandi precedenti. Restano invariati i criteri di adiacenza e vicinanza ai servizi, utilizzati negli ultimi anni per facilitare l’organizzazione quotidiana delle famiglie con più figli che frequentano scuole diverse. La proposta di revisione dei criteri è stata presentata negli organismi di partecipazione del sistema integrato: segreteria consigli e coordinamento consigli, quindi le famiglie.
“Oggi la fotografia della città ci restituisce sempre più spesso nuclei familiari con un solo bambino – osserva Venturelli – e molti di questi sono giovani coppie che chiedono di accedere al nido. Nell’anno educativo 2025/2026 le domande presentate da nuclei con un solo figlio erano state 716 su 1.098, più del 65 per cento del totale. Molto spesso le richieste di ingresso ai nidi provengono proprio da giovani coppie in cui entrambi lavorano e, purtroppo e ormai troppo spesso, senza quella rete sociale di mutuo-aiuto che rende tutte le famiglie sempre più fragili e bisognose di servizi di qualità e diffusi. In questa logica, sono stati riequilibrati alcuni punteggi per dare anche a queste famiglie maggiori possibilità di ingresso già dalla graduatoria iniziale”.
In questa direzione va la revisione dei punteggi legati alla composizione del nucleo familiare (che penalizzavano molto le famiglie con un solo figlio), attraverso l’eliminazione della fascia dei figli tra i 13 e i 16 anni come condizione premiante, considerata ormai un'età più autonoma.
Sempre in questa logica, c'è l'intervento che riguarda il lavoro dei genitori, con l’aumento del punteggio attribuito all’orario settimanale di lavoro. Per esempio, per chi lavora oltre 35 ore settimanali il punteggio passa da 23 a 30 punti. “Sostenere il lavoro significa sostenere le famiglie – sottolinea Venturelli – e in particolare l’occupazione femminile, che non deve rischiare di essere penalizzata nei momenti in cui arrivano i figli. In un territorio come il nostro, dove il lavoro è un elemento centrale della vita sociale ed economica, i servizi educativi devono rappresentare uno strumento concreto di conciliazione tra vita e lavoro”.
Tra le novità più rilevanti c’è anche l’introduzione di un nuovo criterio che riconosce la disabilità lieve di padre, madre, fratello o sorella del bambino, con l’attribuzione di dieci punti, accanto ai punteggi già previsti per disabilità media e grave. “Abbiamo voluto riconoscere anche quelle situazioni di fragilità che spesso non rientrano nelle categorie più gravi ma che comunque incidono sulla gestione quotidiana della famiglia – spiega l’assessora – pensando in particolare a chi svolge un ruolo di cura, spesso donne. Sempre più famiglie si trovano nella cosiddetta generazione ‘sandwich’, con figli piccoli da accudire e genitori anziani o familiari con difficoltà da assistere. È giusto che questo impegno venga maggiormente considerato e tutelato”.
Aggiornati anche i criteri relativi ai disagi lavorativi, con particolare attenzione alla pendolarità e agli orari di lavoro non standard. Viene riconosciuto un punteggio per chi lavora fuori dal Comune di residenza e sono stati ridefiniti i criteri per il lavoro serale, notturno e su turni, includendo diverse situazioni lavorative. “Modena è una città produttiva e dinamica – conclude Venturelli – e molte persone lavorano in ambiti dove gli orari non sono quelli tradizionali: penso al mondo socio-sanitario, alle forze dell’ordine, alla ristorazione, ma anche a tanti altri settori. I servizi educativi devono tenere conto di queste trasformazioni e rispondere alle esigenze di chi ogni giorno contribuisce alla vita sociale ed economica della città”.
Tra gli aggiornamenti è stato infine modificato anche il criterio relativo ai bambini non ancora nati al momento della domanda, adeguando le tempistiche di inserimento in graduatoria in relazione alla data presunta del parto. Per i lattanti la prima graduatoria terrà come riferimenti bambine e bambini con data presunta il 15 giugno e non più il 30 aprile come in precedenza.
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Ultimo aggiornamento: 11-03-2026, 12:03