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Quasi 125mila euro dal Fondo regionale caregiver al distretto modenese per rafforzare la rete territoriale di supporto, per l’informatizzazione dei processi e degli strumenti, per la sperimentazione del servizio di sollievo domiciliare e per lo sviluppo di ulteriori progetti dedicati alla salute e al benessere dei caregiver, con particolare attenzione ai giovani chiamati a conciliare studio, crescita personale e impegni di cura.

È stata approvata mercoledì 11 marzo con una delibera di Giunta la programmazione distrettuale del Fondo regionale caregiver – annualità 2025, insieme alla programmazione dei servizi accreditati residenziali, diurni e domiciliari per persone anziane e con disabilità per l’anno 2026.  

“L’obiettivo generale è rafforzare ulteriormente le attività già sviluppate negli anni precedenti per rispondere ai bisogni di anziani, persone con disabilità e caregiver familiari – ha spiegato la vicesindaca e assessora a Sanità, Salute e servizi connessi Francesca Maletti - In particolare, si intende consolidare la rete territoriale di ascolto e supporto alle fragilità favorendo, tra le altre cose, una maggiore integrazione tra servizi sociali e sanitari e qualificando l’offerta di servizi a sostegno della domiciliarità”.

Tra le azioni previste nell’ambito del Fondo regionale caregiver rientra, infatti, il potenziamento della rete territoriale di supporto: in questo ambito si prevede di consolidare il servizio Informacaregiver, in connessione con l’infermieristica di comunità presso la Casa della Salute e della Comunità di via Levi Montalcini, così come lo spazio di ascolto dedicato ai caregiver familiari di persone con demenza in fase iniziale attivo presso il Centro Disturbi Cognitivi e Demenze di Modena, e gli sportelli sociali dei poli territoriali in collegamento con lo psicologo di comunità. Un potenziamento che verrà effettuato prestando particolare attenzione ai giovani caregiver fino a 24 anni, chiamati a conciliare studio, crescita personale e impegno di cura, e includendo i caregiver di persone con patologie croniche e neurodegenerative o con bisogni di assistenza costante.

Un ulteriore ambito di intervento riguarda l’informatizzazione dei processi e degli strumenti utilizzati per il riconoscimento e il sostegno ai caregiver familiari, per migliorare l’interconnessione dei sistemi informativi e favorire una maggiore integrazione tra i percorsi di accesso, valutazione e presa in carico.

La programmazione prevede inoltre la sperimentazione di un servizio di sollievo domiciliare che offrirà un programma individualizzato di 16 ore annue di assistenza, organizzate in moduli di quattro ore giornaliere ripetibili fino a quattro volte nell’arco di un mese, senza costi per le famiglie, che coinvolgerà circa 35 caregiver familiari. L’accesso al servizio sarà gestito dallo sportello Informacaregiver e l’attività sarà svolta da operatori professionali del Servizio di assistenza domiciliare del Comune di Modena.

Proseguiranno e saranno rafforzati i progetti finalizzati alla tutela della salute e alla promozione del benessere psicofisico dei caregiver, così come i percorsi di sollievo nelle Case residenza per anziani. Il programma prevede inoltre la prosecuzione delle attività annuali di formazione e informazione gratuite e a libero accesso rivolte alla cittadinanza.

Per quanto riguarda il secondo documento presentato in Giunta dalla vicesindaca Maletti - dedicato alla programmazione dei servizi accreditati residenziali, diurni e domiciliari per persone anziane e con disabilità per l’anno 2026 - prevede un incremento di 25 posti accreditati e contrattualizzati nelle Case Residenza per Anziani, mentre i posti nei centri diurni restano in continuità con gli anni precedenti.

Per i servizi destinati alle persone con disabilità, sono previsti due nuovi posti accreditati nel Centro socioriabilitativo residenziale Gerosa e quattro nei diurni, di cui due al Nuovo Tintori e altri due al Mosaico.

Tra le novità previste rientra anche il potenziamento del servizio di dimissioni protette, grazie all’aumento delle risorse del Fondo regionale per la non autosufficienza. In particolare, le ore annue programmate passano da 16mila a 20mila per gli operatori sociosanitari e da 3mila e 600 a 4mila per i responsabili delle attività assistenziali, con l’obiettivo di sostenere la domiciliarità delle persone dopo la dimissione ospedaliera.

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Ultimo aggiornamento: 13-03-2026, 10:03