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“Mi auguro che l’operazione di acquisto dell’immobile di via Costellazioni da parte della cooperativa L’Angolo possa diventare un’opportunità di riqualificazione dello stabile e della zona circostante, oltre che un’opportunità per diverse famiglie residenti a Modena di trovare una collocazione dignitosa e adeguata, seppur temporanea, per crescere i loro figli”.
Lo ha spiegato la vicesindaca e assessora alla Salute, Sanità e servizi connessi Francesca Maletti rispondendo a un’interrogazione dedicata all’acquisizione da parte della cooperativa l’Angolo dell’immobile di via Costellazioni 170, presentata lunedì 2 marzo in Consiglio comunale da Piergiulio Giacobazzi, di Forza Italia. Tra i temi al centro dell’interrogazione eventuali conseguenze del cambio di proprietà rispetto agli alloggi in uso dal Comune per l’emergenza abitativa, se e quali garanzie si intendano chiedere circa l’utilizzo dell’immobile e la gestione dei richiedenti asilo ospitati e “quali misure sono previste per tutelare i residenti del quartiere e prevenire ulteriori fenomeni di degrado e insicurezza”.
“La cooperativa L’Angolo ha acquistato l’immobile con la prospettiva di poterlo completamente riqualificare, anche dal punto di vista impiantistico e manutentivo, e poter rispondere alle esigenze abitative della città in modo sempre più appropriato e qualificato – ha spiegato la vicesindaca - In accordo con la cooperativa, abbiamo l’intenzione di lavorare per riprogettare gli spazi dedicati agli ospiti collocati dal Comune: il cambio di proprietà dovrebbe quindi comportare un miglioramento significativo per le famiglie ospitate perché prive di abitazione, principalmente a seguito di sfratti”.
Sul tema dei richiedenti asilo collocati nello stabile, Maletti ha spiegato che “si è concordato che verranno ricollocati in altre strutture a disposizione della cooperativa, per passare a un uso dell’immobile principalmente rivolto alle famiglie. Questa soluzione è percorribile anche a seguito del drastico calo delle persone richiedenti asilo presenti in città”.
Per quanto riguarda il tema del degrado e della sicurezza dell’area, “da fine luglio sono state attivate due telecamere che inquadrano la facciata anteriore e quella che dà sul Centro per l’Impiego, con l’obiettivo di dissuadere ed individuare chi lancia oggetti dalla finestra. Il Comune ha installato inoltre una telecamera sul parcheggio antistante la struttura che inquadra anche l’ingresso. Per rendere più sicuri e controllati gli accessi, è presente una portineria presidiata h24 con accesso biometrico (impronta)”. Maletti ha spiegato che continuano i controlli giornalieri da parte della Polizia locale con le pattuglie del quartiere, e che, in collaborazione con la Questura, nell'ambito del Patto Modena Sicura vengono svolte ulteriori attività di controllo serale.
“Si continuerà a lavorare per educare gli ospiti e le famiglie a una corretta gestione dei rifiuti e si lavorerà con le famiglie affinché possano prendersi cura degli spazi a loro assegnati in modo sempre più adeguato, facendo leva sul tema della corresponsabilità - ha continuato la vicesindaca -. Per quanto riguarda le problematiche di civile co-abitazione e di natura socioeducativa, il servizio sociale continuerà a lavorare attraverso il personale comunale. È stato approvato un “patto di accoglienza”; una sorta di insieme di regole da seguire per una civile convivenza, che viene sottoscritto dagli ospiti. Continueranno e verranno potenziate anche le esperienze di collaborazione con la Caritas diocesana e i volontari del centro di ascolto della vicina Parrocchia di San Paolo, al fine di costruire percorsi di socializzazione, di sostegno scolastico e, nel periodo estivo, di centri estivi. È sorto presso la Parrocchia un gruppo di volontari che sostiene le mamme nella conoscenza e nell'avvicinamento ai servizi materno-infantili presenti nella città e siamo al lavoro per ampliare le collaborazioni anche con altre associazioni del territorio”, ha concluso Maletti.
Dopo aver trasformato l’interrogazione in interpellanza, Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha sostenuto che lo stabile “crea problemi da moltissimi anni” e che l’acquisto da parte della cooperativa “non migliorerà la situazione, ma rischia di stabilizzarla”, in quanto si tratta di un soggetto che si occupa prevalentemente di accoglienza migranti, fenomeno che nel tempo “ha generato criticità”. In merito all’entità dell'investimento, si è chiesto se la cooperativa non sia stata “iperfinanziata dagli enti che si occupano di accoglienza” e se non abbia ricevuto incarichi “eccessivi”. Infine, ha osservato che la riqualificazione avrebbe potuto essere realizzata anche da un altro soggetto, “dal Comune di Modena per esempio”, utilizzando l’immobile per rispondere direttamente all’emergenza abitativa dei modenesi.
Per Alberto Bignardi (Pd) “la trattativa era tra privati e la proprietà non era obbligata a informare l’Amministrazione, ma la cooperativa ha comunque comunicato l’intenzione di acquistare l’immobile”. Ha parlato di un “cambio di paradigma importante: il fatto che il gestore diventi proprietario e investa rappresenta un elemento di maggiore stabilità e responsabilità nel tempo”, sottolineando che l’obiettivo è riqualificare e migliorare la progettazione degli spazi rendendo gli alloggi più funzionali. Sul tema dei richiedenti asilo ha precisato che “non c’è la volontà di creare un megacentro”, mentre sulla sicurezza ha ricordato l’attivazione di telecamere, portineria e controlli quotidiani di Polizia locale e Questura.
In replica, Piergiulio Giacobazzi ha sostenuto che un’operazione di acquisto così rilevante e la conseguente ristrutturazione rappresentano un passaggio significativo per quel comparto. È “ovvio che si spera in un impatto positivo sull’intero quartiere”, ha affermato, evidenziando però una preoccupazione: “Speriamo di non trovarci di fronte a un R-Nord numero due, perché il rischio è quello”.
La vicesindaca ha ribadito che l’obiettivo dell’amministrazione è “aumentare la vivibilità per tutto il quartiere”. Ha precisato che il Comune è stato informato dalla cooperativa in due incontri e che “nessuno mi ha chiesto di dare garanzie su impegni futuri né di aumentare il numero dei posti Cas”. Ha ricordato che, in passato, in via delle Costellazioni, diversi enti avevano collocato persone fragili o con particolari patologie, generando nel tempo criticità: “Oggi la situazione sta migliorando”, ha affermato, spiegando che il Comune ha preso in carico tre piani per destinarli ad abitazioni, con il coinvolgimento dei volontari della parrocchia vicina e dei servizi territoriali.
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Ultimo aggiornamento: 02-03-2026, 17:03