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Promuovere e sostenere lo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili (CER) a Modena, favorendo la produzione e la condivisione di energia da fonti rinnovabili, la riduzione dei costi in bolletta e il contrasto alla povertà energetica. È questo l'obiettivo della mozione presentata in Consiglio comunale lunedì 19 ottobre - sottoscritta da Avs, M5s, Pd, Spazio democratico e PRI Azione Sl e approvata con il voto a favore di Avs, Pd, M5s, Modena in ascolto e Modena Civica, contrario di FdI, Pluralia presente non votante - dedicata al sostegno e alla promozione delle comunità energetiche rinnovabili sul territorio comunale.
Il documento chiede innanzitutto di procedere a un censimento delle comunità energetiche già costituite o in fase di definizione sul territorio modenese, con l'obiettivo di creare un coordinamento stabile che ne favorisca la collaborazione e ne massimizzi i benefici per la collettività. E ancora, di riprendere con la mappatura degli edifici e delle aree pubbliche e private potenzialmente utilizzabili per l'installazione di impianti fotovoltaici a servizio delle comunità energetiche; di attivare uno ‘Sportello unico Energia’, con personale dedicato, per fornire informazioni e assistenza a chi desidera partecipare a una comunità energetica o avviarne una nuova e di definire una campagna di comunicazione per illustrare il funzionamento delle Cer, le opportunità offerte dalla normativa e le modalità di adesione.
Un altro ambito di intervento riguarda la formazione e la partecipazione. Il documento chiede di riprendere il percorso avviato con il progetto Unire, ampliando il coinvolgimento dei soggetti interessati e costruendo opportunità formative per i giovani modenesi nel campo della transizione ecologica. La mozione impegna inoltre l'Amministrazione a promuovere l'adesione alle comunità energetiche rinnovabili e alle forme di autoconsumo collettivo, favorendo i partenariati tra pubblico e privato e assumendo un ruolo attivo nel coinvolgimento della cittadinanza. Tra gli impegni previsti figura anche l'individuazione di bandi e finanziamenti utili a sostenere lo sviluppo delle Cer modenesi. Infine, si chiede di aggiornare il Piano d'azione per l'energia sostenibile e il clima, attualmente in fase di monitoraggio, introducendo una specifica azione dedicata alla costituzione delle comunità energetiche, così da integrare questo strumento nelle politiche comunali per la transizione energetica e la riduzione delle emissioni.
Nel dibattito che ha anticipato la votazione della mozione, Ferdinando Pulitanò (FdI) ha contestato il metodo e la mancata attuazione di precedenti impegni comunali, oltre a criticare la gestione regionale del rischio idrogeologico e le politiche sulle aree idonee alle rinnovabili, giudicando contraddittorio “fissare obiettivi ambiziosi senza strumenti adeguati”. Pur riconoscendo il valore delle comunità energetiche, ha chiesto conto dei ritardi nella mappatura degli impianti comunali e nella valutazione di una comunità energetica locale, sollecitando l’Amministrazione a semplificare le procedure.
Maria Grazia Modena (Modena per Modena) ha condiviso gli obiettivi delle comunità energetiche, sottolineando i benefici ambientali e il possibile sostegno alle famiglie in povertà energetica, ma ha chiesto chiarezza sui risultati ottenuti e sull’utilizzo delle risorse già stanziate. Ha evidenziato la necessità di chiarire alcune voci di bilancio, proponendo una seduta della commissione competente entro 60 giorni per illustrare bilanci, attività svolte e risultati raggiunti: “Non si possono aggiungere impegni nuovi senza sapere come sono stati spesi i soldi già stanziati”, ha concluso.
Andrea Mazzi (Modena in ascolto) ha sostenuto la necessità di accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili, valorizzando anche le superfici comunali e le comunità energetiche come strumenti di produzione condivisa e sensibilizzazione dei cittadini. Ha evidenziato che “una transizione energetica non si può fare se non attraverso tanti contributi che si mettono assieme”, richiamando anche l’importanza dei sistemi di accumulo e dell’adeguamento delle reti. Pur apprezzando gli obiettivi della mozione, ha criticato i ritardi dell’amministrazione e la scarsa chiarezza sui risultati dell’associazione Mo C’è, interpretando quindi l’iniziativa come “uno stimolo alla Giunta affinché si passi dalle dichiarazioni ai fatti”.
Fabio Poggi (Pd) ha sostenuto la necessità di promuovere le comunità energetiche come strumento per favorire una produzione diffusa e condivisa di energia rinnovabile, sottolineando il valore culturale della partecipazione dei cittadini e la possibilità di utilizzare superfici già urbanizzate per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. Ha inoltre contrapposto “una produzione diffusa di energie alternative” ai progetti dei grandi operatori, definiti “strumentalmente ed esclusivamente finalizzati al profitto”.
Giovanni Silingardi (M5s) ha ribadito il valore delle comunità energetiche rinnovabili per promuovere la partecipazione dei cittadini e rigenerare i territori, evidenziando la necessità di rafforzare informazione e consapevolezza e indicando come obiettivo l’attivazione di una comunità energetica in ciascuna delle cinque cabine cittadine. “Questo è uno strumento di contrasto alla povertà energetica”, ha sottolineato, aggiungendo che le comunità energetiche hanno “una funzione strutturale nel costruire la transizione energetica”. Ha quindi auspicato che la mozione rafforzi “l’impegno della città verso uno sviluppo che guardi al futuro”.
Per Avs, Laura Ferrari ha ribadito l’importanza delle comunità energetiche rinnovabili come strumento di transizione energetica partecipata, autonomia e resilienza, chiedendo al Comune di rafforzare il proprio ruolo di facilitatore. Ha ribadito la necessità di un censimento delle Cer esistenti, l’utilizzo dei tetti degli edifici pubblici per il fotovoltaico e l’istituzione di uno sportello unico energia per sostenere cittadini e imprese. “Il Comune diventi facilitatore”, ha auspicato, “affinché le comunità energetiche siano sempre più comuni e accessibili a tutti”. Infine, Martino Abrate ha portato l’esperienza della comunità energetica Sole, evidenziando le difficoltà burocratiche legate alla gestione delle pratiche presso il GSE. Ha quindi chiesto semplificazioni normative e un maggiore sostegno alle CER, sottolineandone il valore sociale oltre che ambientale: “La complessità amministrativa rischia di diventare una barriera all’ingresso”, ha osservato. Anche lui ha ribadito l’importanza, a suo parere, delle richieste inserite nel documento presentato in Aula: “Le comunità energetiche sono progetti sociali, economici, democratici”, la sua conclusione.
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Ultimo aggiornamento: 21-10-2026, 10:10