Contenuto
Una fiaba che attraversa continenti, cambia ritmo e paesaggio, si veste di nuove lingue e si lascia raccontare da voci diverse: sabato 16 maggio alle 18 il chiostro della biblioteca Delfini accoglie “Thioro, un cappuccetto rosso senegalese”, uno spettacolo curato dal Kër Theatre Mandiaye N’Diaye e dal Teatro delle Albe di Ravenna, che conclude il ciclo “Ogni lingua ha la sua voce – Nati per Leggere primavera 2026”, in sintonia con il progetto Mamma Lingua.
È un appuntamento che si rivolge alle famiglie e che si apre in modo particolare a chi proviene da contesti linguistici e culturali differenti, invitando a scoprire la biblioteca come luogo accogliente e condiviso. Le biblioteche comunali di Modena colgono infatti questa occasione per far conoscere un patrimonio librario ampio e rinnovato, disponibile anche in più lingue, e per promuovere la lettura condivisa come esperienza quotidiana, capace di attraversare casa, scuola e spazi informali, mantenendo vivo il legame con le lingue d’origine di ciascuna famiglia.
Al centro dell’incontro c’è appunto uno spettacolo che nasce da un’idea innovativa di Mandiaye N’Diaye, storico attore del Teatro delle Albe, oggi portata avanti dal figlio Moussa: portare il teatro per ragazzi nei villaggi del Senegal e intrecciare, in un unico racconto, temi e stili della tradizione europea e africana. “Thioro” - che vede in scena Fallou Diop, Adama Gueye e Andrea Carella - prende così forma come una reinvenzione dal respiro africano di Cappuccetto Rosso, una delle fiabe più diffuse al mondo, capace di trasformarsi e adattarsi attraversando epoche e culture.
In questa versione, il bosco lascia il posto alla savana e il lupo si trasforma in Buky, la iena: il viaggio della protagonista si muove in un paesaggio nuovo, attraversato da suoni, immagini e suggestioni che nascono dall’incontro tra lingue diverse, strumenti musicali e immaginari lontani. Il racconto conserva la struttura della fiaba originaria, ma si accende di una vitalità differente, pulsante, che coinvolge il pubblico in un’esperienza immersiva e partecipata.
Pensato per uno spazio informale e per una fruizione aperta, lo spettacolo crea un dialogo continuo tra tradizioni, mettendo in relazione la narrazione europea con quelle africane e mediorientali, e suggerendo come le storie più radicate possano avere origini diffuse e condivise. Il risultato è un racconto che appartiene a tutti e che continua a rinnovarsi, senza perdere la propria forza simbolica.
L’iniziativa si rivolge a bambine e bambini dai sei anni in su ed è a ingresso libero, offrendo un’opportunità accessibile per avvicinarsi al teatro e alla lettura in una dimensione collettiva e inclusiva.
A rafforzare questo percorso contribuisce anche l’offerta della biblioteca Delfini Ragazzi, dove è attivo uno scaffale dedicato ai libri in lingua inglese, francese, araba, spagnola, albanese e in versione multilingue, con numerose varianti della fiaba di Cappuccetto Rosso provenienti da diverse tradizioni. I volumi, disponibili per il prestito, trovano spazio nella sala Pollicino, pensata per i più piccoli. A questo patrimonio si affianca la “valigia plurilingue”, una selezione di libri per bambini da zero a sei anni pensata per circolare anche al di fuori della biblioteca, raggiungendo parchi, scuole e luoghi di aggregazione, e sostenendo la lettura in più lingue anche nei contesti quotidiani.
Sempre sabato 16 maggio, dalle 8 alle 10 di mattina, nel cortile del Nespolo, torna il Silent Book Party, uno spaio dedicato alla lettura in silenzio: chi vuole, può portare da casa il libro che preferisce leggere e condividere il piacere della lettura. Unica regola: i cellulari si tengono tassativamente spenti. Appuntamenti successivi sono in programma sabato 20 giugno e sabato 18 luglio.
A cura di
Questa pagina è gestita da
Ultimo aggiornamento: 14-05-2026, 10:05