In occasione di festivalfilosofia 2026, dedicato al tema del caos, il Tavolo Lingua di Modena Città Interculturale ha realizzato un percorso di scrittura autobiografica che ha coinvolto persone che frequentano i corsi di lingua italiana promossi dalle diverse realtà del Tavolo.

La proposta è partita da una domanda: che cos’è il caos nella propria esperienza di vita?
Da qui hanno preso forma 18 racconti autobiografici, costruiti attraverso un percorso di scrittura e confronto con il supporto di volontari e volontarie, operatori e operatrici e docenti.
Per molte delle persone coinvolte, raccontare il caos ha significato ripercorrere la propria esperienza migratoria: una guerra che costringe a partire, la separazione dalla propria famiglia, un viaggio, l’arrivo in un Paese sconosciuto, la difficoltà di comunicare in una lingua nuova. Ma nei racconti il caos è emerso anche come un momento di trasformazione: l’incontro con nuove persone, l’apprendimento dell’italiano, la costruzione di relazioni e la possibilità di immaginare un nuovo progetto di vita.

Ne sono nate storie molto diverse tra loro, nelle quali la migrazione non è stata raccontata come un’esperienza unica e uguale per tutti, ma attraverso lo sguardo e le parole di chi l’ha vissuta.
Il percorso ha trovato una prima restituzione pubblica nella mostra “Il caos ha incrociato il mio sguardo”, allestita dal 14 al 20 settembre nella Sala dei Passi Perduti del Palazzo Comunale. Diciotto ritratti sono stati affiancati dalle diciotto storie, mettendo al centro i volti e le parole delle persone che hanno partecipato al progetto.

Questo percorso ha poi visto anche l’incontro “Metamorfosi nel caos”, svoltosi nella cornice del Festivalfilosofia venerdì 18 settembre nella Sala del Consiglio comunale. Durante l'evento dodici partecipanti hanno letto le proprie storie nelle lingue d’origine – yoruba, arabo, urdu, bengalese, spagnolo, amarico, punjabi e persiano – accompagnate dalla traduzione in italiano.

La scelta di mantenere le lingue madri nella restituzione pubblica è stata parte integrante del progetto: non soltanto raccontare una storia, quindi, ma poterla raccontare anche attraverso la lingua che custodisce memorie, affetti ed esperienze personali.

Il progetto ha intrecciato così scrittura autobiografica, apprendimento linguistico e valorizzazione del plurilinguismo, utilizzando il tema del caos come occasione per raccontarsi e per creare uno spazio di ascolto reciproco.

Il percorso è stato realizzato nell’ambito del Tavolo Lingua di Modena Città Interculturale, coordinato dal Comune di Modena e composto da associazioni, cooperative, gruppi informali e dal Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti (CPIA), che promuovono sul territorio corsi e occasioni di apprendimento della lingua italiana.

È stato realizzato un opuscolo contenente i 18 racconti della mostra e le 12 testimonianze lette in lingua madre. L'opuscolo è disponibile a questo link (PDF - 10,7 MB)