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Alla Tenda di Modena i riflettori si accendono su un talento della nuova scena jazz americana. Domenica 23 novembre, alle 21, il palco della struttura di viale Monte Kosica ospita il Paul Cornish Trio per un appuntamento curato da Muse aps. L’ingresso è gratuito, l’occasione è ascoltare dal vivo uno dei pianisti più promettenti della sua generazione, accompagnato da una formazione compatta e affiatata.

Originario di Houston e residente a Los Angeles, Paul Cornish arriva a Modena con l’attuale trio che vede al suo fianco il contrabbassista Jermaine Paul e il batterista Jonathan Pinson. Insieme presentano i brani dell’ultimo album, “You’re Exaggerating”, un lavoro che riflette la maturità e l’urgenza creativa del ventottenne pianista americano, recentemente entrato nella leggendaria scuderia discografica Blue Note. Cornish porta sul palco la sua tecnica impeccabile e una sensibilità armonica, frutto di un percorso iniziato a soli cinque anni con lo studio del pianoforte classico e proseguito nella vivace scena musicale della chiesa in cui è cresciuto, luogo in cui gospel, jazz, pop e improvvisazione convivevano con naturalezza.

Dotato di una formazione solidissima – dalla High School for the Performing and Visual Arts di Houston, fucina di talenti come Robert Glasper e Jason Moran, fino agli studi alla University of Southern California – Cornish ha già calcato palchi prestigiosi in tutto il mondo, dalla Carnegie Hall alla Blue Note di New York, passando per festival internazionali in Norvegia, Canada e Ungheria. Nel suo percorso ha ricevuto numerosi riconoscimenti: due premi come miglior solista al Next Generation Jazz Festival, una candidatura all’Ascap Young Jazz Composers e, più di recente, finalista agli American Pianists Awards 2023 e all’Herbie Hancock International Jazz Piano Competition.

Nella serata modenese Cornish esegue dal vivo le nove tracce di “You’re Exaggerating”, composizioni che intrecciano tradizione e contemporaneità. Da “DB Song” a “Star Is Born”, fino a “Modus Operandi”, ogni brano nasce da ricordi personali, riflessioni, incontri musicali e omaggi ai pianisti che lo hanno influenzato. La sua scrittura parte da un nucleo melodico chiaro, che poi si trasforma in una serie di deviazioni impreviste, affidate alla complicità del trio: il groove viene scomposto e rimontato, la struttura si apre a nuove possibilità, l’improvvisazione diventa motore narrativo.

Accanto alla dimensione jazzistica più rigorosa, non manca il riflesso delle collaborazioni che negli anni hanno arricchito il suo linguaggio: da Kanye West a Louis Cole, da Haim a Snoh Aalegra, fino all’esperienza determinante nella band di Joshua Redman. Questo bagaglio eterogeneo alimenta una visione musicale fresca e contagiata da mondi differenti, dove l’eleganza del pianismo contemporaneo si unisce a una libertà espressiva che guarda oltre i confini del genere.

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Ultimo aggiornamento: 22-11-2025, 11:11