Salta al contenuto

Contenuto

Il verde urbano di Modena è una infrastruttura distribuita, ampia e accessibile, con quasi quattro residenti su cinque che raggiungono un'area verde entro 300 metri. Le alberate pubbliche e la forestazione urbana generano insieme circa 456 mila euro l'anno nei tre servizi di regolazione ecosistemici del sequestro di carbonio, della qualità dell'aria e del deflusso evitato. L'effetto di raffrescamento non è tuttavia uniforme: alcune aree verdi funzionano come veri hotspot di mitigazione termica, con differenze di temperatura superficiale superiori a 5 °C.

Sono i principali elementi emersi dall’indagine “Verde Comune” effettuata da AlberItalia e coordinata da Giorgio Vacchiano e Sergio Gallo, per conto del Comune di Modena. Nel documento viene precisato come la forestazione urbana richieda una gestione continuativa: monitoraggio, controllo della mortalità degli alberi, costituzioni mirate, diradamenti selettivi e scelta di specie più coerenti con il clima futuro. E come le priorità di intervento siano complementari: nel tessuto urbano contano soprattutto gli effetti sulla salute umana, l'incremento dell'ombra e la riduzione del calore; nelle fasce agricole e ripariali contano connessione ecologica e nuovi habitat.

Negli ultimi decenni, il ruolo del verde urbano è profondamente cambiato: le aree verdi non sono più considerate soltanto spazi ricreativi o elementi estetici, ma vere e proprie infrastrutture ambientali strategiche per la qualità della vita nelle città. Il verde urbano contribuisce, infatti, a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, a ridurre l’isola di calore urbana, a migliorare la qualità dell’aria, a favorire la biodiversità, oltre che a offrire spazi di socialità e benessere. Il Comune di Modena, quindi, non solo intende tutelare il verde esistente, ma mira a svilupparlo e, per questo, da oltre un anno collabora con la Fondazione AlberItalia, punto di riferimento a livello nazionale nella gestione sostenibile del verde e degli ecosistemi forestali, che opera in collaborazione con enti pubblici, università e amministrazioni locali.

“Dal lavoro svolto da AlberItalia – commenta l’assessora Ferrari – emerge un dato molto importante relativo all’accessibilità al verde da parte dei cittadini: il 78% dei residenti abita entro un raggio di 300 metri da un’area verde, garantendo la rispondenza ad uno dei principi di pianificazione urbana, ormai consolidati, finalizzati a migliorare la salute delle persone e la biodiversità, che indica come standard per il verde in città: 3 alberi visibili da casa/lavoro, 30 per cento di copertura arborea nel quartiere e 300 metri di distanza massima da un'area verde. Questo obiettivo – prosegue – non potrebbe mai essere raggiunto se questo principio non venisse assunto dalla pianificazione urbanistica o se, quando si fa un progetto edilizio, per raggiungere il parametro relativo all'edificazione, non si prendesse l'impegno di piantare alberi nell'area di pertinenza”.

Il professor Vacchiano sottolinea in particolare come, “sul piano climatico, il verde urbano e periurbano produce un raffrescamento locale fino a -5,6 °C. Il sequestro di carbonio, la rimozione degli inquinanti e la regolazione del deflusso delle acque piovane generano un valore economico annuo complessivo di circa 456 mila euro (119 mila forniti dalle alberate urbane e 337 mila dalle aree di forestazione periurbana). Per mantenere nel tempo copertura, stabilità e benefici servono gestione adattativa, monitoraggio, diradamenti selettivi dove la competizione è eccessiva, rinfoltimenti dove necessario, e una diversificazione coerente con il clima futuro”.

L’indagine effettuata è stata sviluppata a partire da una mappatura dettagliata del verde, per capire esattamente cosa c’è sul territorio e in che condizioni si trova. Sono stati definiti criteri e priorità di intervento, per decidere dove intervenire prima, come gestire meglio le aree esistenti e dove è più utile investire in nuove piantumazioni. Il documento ha previsto, inoltre una valorizzazione dei benefici ambientali, rendendoli misurabili e quindi più utili anche per orientare le politiche future. Infine, grande attenzione è stata data alla comunicazione, alla formazione e al coinvolgimento, per far comprendere ai cittadini il valore del verde e per consentire la loro partecipazione al percorso.

A cura di

Questa pagina è gestita da

L’Ufficio Stampa gestisce i rapporti con i media e cura la comunicazione istituzionale dell'Ente.

Piazza Grande 16

41121 Modena

Ultimo aggiornamento: 01-04-2026, 13:04