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L’interrogazione sulla sicurezza in zona Autostazione, presentata da Katia Parisi (Modena civica) a cui ha risposto l’assessora a Sicurezza urbana integrata, Polizia locale e Coesione sociale Alessandra Camporota, è stata trasformata in interpellanza, generando un dibattito aperto dal Pd, con Stefano Manicardi che ha richiamato l'importanza dei lavori in corso del Tavolo interassessorile sull’area, sottolineando che è “giusto assicurare alla giustizia chi trasgredisce”, ma è altrettanto “imprescindibile porsi l’obiettivo di comprendere le condizioni che hanno portato a questa situazione”, per lavorare sui bisogni e creare contesti migliori per la comunità. Fabio Poggi ha evidenziato come realtà quali autostazioni, stazioni ferroviarie e cimiteri richiedano politiche e risorse a un livello più alto, “anche per definire standard minimi di vivibilità, oltre che di sicurezza e fruibilità del servizio”. Secondo il consigliere, questi contesti possono diventare anche opportunità: “Non solo per prevenire problemi, ma per promuovere servizi”, citando come esempio l’insediamento del consultorio presso la stazione delle corriere. Federica Di Padova ha ribadito che “il tema della sicurezza dei cittadini è assoluta priorità”. Ha spiegato quindi che l’Amministrazione ha provato a sviluppare “un ragionamento più complesso”, chiedendosi come contenere le situazioni critiche e, allo stesso tempo, capire “cosa concretamente si può fare per i più fragili”. Si tratta, ha aggiunto, di un tema su cui amministrazioni di diverso colore si stanno interrogando. Con l’iniziativa della Tenda, ha concluso, si è voluto dimostrare che “siamo vicini a genitori e studenti che hanno diritto a frequentare quell’area in piena sicurezza”.
Anche Laura Ferrari (Avs) ha rimarcato che “tutelare i giovani dalla paura e assicurare risposte dell’amministrazione deve restare una priorità”. Ha poi sottolineato come il disagio vissuto dagli studenti non sia fatto solo di episodi di cronaca, ma sia “molto più silenzioso e diffuso”, legato ad attesa, freddo, solitudine e mancanza di spazi adeguati durante l’attesa della corriera, soprattutto per chi abita nelle frazioni. In questo quadro ha richiamato l’importanza del progetto Tenda, che “rappresenta un esempio concreto di come l’Amministrazione risponda al disagio non reprimendo ma accogliendo”.
Maria Grazia Modena (Modena per Modena) ha affermato che da Prefettura e Comune “ci aspettiamo un migliore coordinamento operativo, come previsto dal Patto Modena Sicura”, aggiungendo che, come gruppo, “faremo la nostra parte per capire come questo coordinamento verrà attuato nel tempo e quali risultati avrà portato nell’area dell’autostazione e nelle zone limitrofe”.
Piergiulio Giacobazzi (Forza Italia) ha sostenuto che “il progetto Tenda è stato visto dalla città come una misura che mette dentro i buoni e lascia fuori i cattivi”, aggiungendo che non si può “intervenire solo sulla parte positiva della città”, senza considerare che a Modena c’è anche una “parte negativa”, caratterizzata da fenomeni come le “baby gang”, molte delle quali “lottano tra loro, gravitando tra stazione corriere e stazione treni”. Secondo il consigliere, con il progetto Tenda “abbiamo trattato le persone oneste come persone con problematiche lasciando fuori, e impunite, quelle disoneste”.
In replica, Katia Parisi ha affermato che “la risposta dell’assessora conferma le preoccupazioni di tutta la cittadinanza”, soffermandosi sul tema delle cosiddette zone rosse. La consigliera ha osservato che si tratta di “misure straordinarie ma non strutturate” e che serve “una strategia stabile di sicurezza urbana”. Inoltre, ha aggiunto che “non sono un buon biglietto da visita per la città”, che merita “posti sicuri e presidiati”. L’autostazione, ha concluso, “deve tornare a essere luogo di transito sereno e non più area percepita come insicura”.
L’assessora Alessandra Camporota, infine, ha aggiunto che “nessuno vuole sottovalutare aggressività e atti criminosi” e che il tema sicurezza “interroga le nostre comunità e richiede un impegno corale, senza essere strumentalizzata”. Soffermandosi sul Patto Modena Città Sicura, ha ricordato di aver portato all’attenzione del Prefetto il tema del posto integrato di Polizia, “che si è deciso di mantenere, ritenendolo ancora un modello attuale”. Ha infine richiamato le attività introdotte dall’Amministrazione comunale: l’antibullismo, gli school tutor e l’educativa di strada per intercettare giovani a rischio devianza, rimarcando l’importanza del confronto con il mondo scolastico.
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Ultimo aggiornamento: 17-02-2026, 11:02