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L’interrogazione di Giovanni Bertoldi (Lega Modena), incentrata sulla dedica dell’area giochi del Parco Amendola alle bambine e ai bambini di Gaza, a cui ha risposto il sindaco Massimo Mezzetti, è stata trasformata in interpellanza, generando un dibattito aperto da Fratelli d’Italia, con Luca Negrini che ha annunciato l’intenzione del gruppo di rivolgersi alla Commissione toponomastica per chiedere di avviare un iter per dedicare uno spazio anche ai bambini israeliani. Secondo il capogruppo, in una città come Modena (“dove gli spazi dedicati ai bambini non sono mai abbastanza”) iniziative di questo tipo possono contribuire anche a rafforzare la consapevolezza dei più piccoli: “I bambini devono poter crescere sapendo di essere fortunati a vivere in una città come la nostra”.

Piergiulio Giacobazzi (Forza Italia) ha ricostruito le fasi che hanno portato alla proposta di intitolazione, spiegando come, dopo l’annuncio del sindaco, una parte politica si sia mossa con l’intento di trovare un’iniziativa più equilibrata: “L’obiettivo era evitare che si creassero morti di serie A e morti di serie B”, ha affermato il consigliere, ricordando di aver proposto, senza esito positivo, una raccolta firme per arrivare a una soluzione condivisa che richiamasse la tragedia dei bambini vittime delle guerre in tutto il mondo, non solo in Medioriente. Il consigliere ha quindi dichiarato di non aver condiviso la scelta finale del sindaco, esprimendo, sul tema, anche contrarietà sulle pressioni politiche esterne sul Consiglio comunale.

Maria Grazia Modena (Modena per Modena) ha invitato a non trasformare il tema in una “conta aritmetica” delle vittime: “Non possiamo fare una conta dei morti a posteriori”, ha affermato. Per la consigliera, il mondo sta vivendo una fase drammatica segnata da numerose guerre: “Ci sono bambini che soffrono e muoiono in molte altri parti del mondo, in un contesto internazionale segnato da conflitti sempre più diffusi su cui il Consiglio comunale non può intervenire".

Andrea Mazzi (Modena in ascolto) ha espresso condivisione rispetto alla scelta di dedicare uno spazio ai bambini di Gaza. Allo stesso tempo, il consigliere ha invitato a non limitare la riflessione a questo singolo caso, ma ad aprire un ragionamento più ampio su altre possibili intitolazioni: “Mi sembra che dagli interventi in Aula emerga una sensibilità diffusa su questo tema”, ha osservato. Per Mazzi la questione potrebbe essere affrontata in modo organico dalla Commissione toponomastica, valutando ulteriori dedicazioni che ricordino bambini vittime di guerre e tragedie in diverse parti del mondo.

Per il Pd, Fabia Giordano ha sostenuto che “mettere una targa in un’area ristretta non dovrebbe sollevare interrogativi né polemiche”, mentre la discussione sull’estensione della dedica rischia di trasformarsi “in una sorta di gara”. La consigliera ha ricordato come il sindaco abbia già espresso una chiara condanna dell’attacco terroristico di Hamas, sottolineando che il gesto vuole richiamare l’attenzione soprattutto sulle vittime più innocenti dei conflitti: “Questo piccolo segno dovrebbe favorire una riflessione su chi davvero paga il prezzo delle guerre, cioè i bambini”. Per la consigliera, più che discutere dell’iter seguito o del coinvolgimento della Commissione toponomastica, sarebbe opportuno soffermarsi sul valore simbolico dell’iniziativa, ricordando come iniziative simili potrebbero riguardare anche altri bambini vittime delle guerre nel mondo. Federica Di Padova ha richiamato il quadro internazionale “drammatico”, ricordando gli allarmi lanciati da Unicef e da altre organizzazioni sulla situazione dell’infanzia nei contesti di guerra. La consigliera ha spiegato di aver inizialmente espresso alcune perplessità non tanto sulla targa in sé, quanto sul rischio che potesse essere letta come un’iniziativa inserita in una logica di parte. Allo stesso tempo, si è detta sorpresa da alcune considerazioni emerse nel dibattito: “Parlare di bilanciamenti mi lascia perplessa, non stiamo discutendo di correnti di un partito ma di civili”. Di Padova ha ribadito che l’intento non è creare gerarchie tra le vittime: “Non abbiamo mai detto che esistono bambini di serie A o di serie B”, aggiungendo che il Consiglio deve essere pronto a ricordare “tutti i bambini che oggi soffrono a causa delle guerre”. Gianluca Fanti ha ricordato le iniziative svolte in città in occasione dell’inaugurazione della targa, quando nel centro di Modena sono stati letti pubblicamente i nomi dei bambini uccisi: “Chiamarli per nome è stato un modo per restituire loro dignità e impedire che scompaiano anche dalla memoria”, ha spiegato. Coinvolgere i bambini in questo percorso di memoria, ha aggiunto, “è anche un investimento educativo che li aiuta a comprendere che il dolore degli altri riguarda tutti ed è parte di un’educazione alla cittadinanza attiva”.

Giovanni Silingardi (M5s) ha ricordato come in Consiglio comunale ogni presa di posizione sul conflitto sia sempre partita dalla condanna dell’attacco del 7 ottobre e dalla definizione di Hamas come organizzazione terroristica, sottolineando che il Consiglio può compiere gesti simbolici di riflessione e di pace. Il consigliere ha quindi espresso perplessità rispetto all’idea che dedicare un’area giochi a questa tragedia possa essere considerato inopportuno: “Io la vedo all’opposto: ricordare che esistono luoghi nel mondo dove i giochi sono scomparsi è un invito alla riflessione”, ha spiegato, sottolineando che iniziative di questo tipo possono contribuire ad alimentare una cultura della pace.

Paolo Ballestrazzi (Pri-Azione Sl) ha richiamato la necessità di evitare distinzioni tra le vittime dei conflitti: “Non devono esistere bambini di serie A e bambini di serie B”, ha affermato, ricordando che tragedie analoghe colpiscono molte realtà del mondo, citando ad esempio i bambini dell’Ucraina. Secondo il consigliere, quando si affronta il tema dei minori vittime delle guerre è necessario farlo con uno sguardo universale: “Se parliamo di bambini dobbiamo parlare di tutti i bambini”. Per il consigliere, quindi, “la pietà e la solidarietà non possono andare in una sola direzione”.

Per Avs, Laura Ferrari ha ricordato che a Gaza la crisi umanitaria ha raggiunto livelli drammatici, con migliaia di minori colpiti da fame e malnutrizione: “Stiamo parlando di una generazione di bambini che muore sotto le bombe e di fame”. La consigliera ha precisato che nessuno mette in discussione le vittime israeliane, ma ha evidenziato come “il numero di bambini uccisi a Gaza sia sproporzionato". Per Ferrari, anche le firme raccolte in città testimoniano una forte sensibilità della comunità modenese: “Non credo che il sindaco ne abbia fatto una questione di aritmetica politica, ma abbia preso atto di una consapevolezza diffusa”. Ferrari ha concluso invitando ad ascoltare questa sensibilità civica: “Sono i cittadini ad aver espresso attenzione verso i bambini di Gaza e credo che dovremmo accoglierla senza trasformarla in uno scontro politico”. Martino Abrate si è soffermato sul valore simbolico della targa: “È un tema che tocca la sensibilità dei modenesi e dare un segnale è importante”. Per il capogruppo, la scritta della targa “Giocare per la pace” può essere letta come un messaggio rivolto ai bambini della città: “In quel luogo i nostri bambini possono giocare per la pace, come augurio per la nostra comunità e per il mondo”. Abrate, infine, ha poi osservato come nel dibattito sia emersa più divisione sulla scelta di collocare la targa che una condanna netta del gesto vandalico che l’ha colpita: “Da questo Consiglio dovrebbe arrivare una condanna molto forte verso chi l’ha imbrattata”, ha concluso.

In replica Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha detto di “non essere pienamente soddisfatto” della risposta del sindaco, ribadendo che il suo intervento nasce da “un sentimento di umanità rivolto a tutti i bambini”. Il consigliere ha sottolineato come nelle guerre moderne le vittime siano sempre più spesso civili e ha ribadito che “l’obiettivo dell’interrogazione era ampliare lo sguardo senza fare distinzioni tra le vittime”, puntualizzando che sarebbe stato opportuno coinvolgere la Commissione toponomastica nel percorso di intitolazione. Bertoldi ha infine ricordato il luogo di viale Corassori dedicato alle vittime civili, auspicando che possa diventare uno spazio condiviso di raccoglimento “per ricordare tutte le vittime delle guerre, soprattutto i bambini”.

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Ultimo aggiornamento: 16-03-2026, 18:03