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Il voto sulla mozione (approvata) di Pd, Avs, M5s, Pri-Azione Sl, Spazio democratico e Modena Civica, e su quella (respinta) di Modena per Modena, entrambe incentrate sul rilancio del sistema produttivo modenese, è stato anticipato da un dibattito aperto dall’assessore al Lavoro Paolo Zanca, per il quale l’amministrazione ha mantenuto un monitoraggio costante della situazione di DemoCenter. Zanca, in particolare, ha spiegato che si è arrivati a un orientamento condiviso che distingue con chiarezza le due sedi: da una parte quella di Modena, focalizzata su automotive e intelligenza artificiale, dall’altra il polo di Mirandola, impegnato nella ricerca nel biomedicale e nei progetti legati al Pnrr. In questo quadro, ha osservato, la Regione ha riconosciuto formalmente questa articolazione, affidando “la gestione del polo di Mirandola a Democenter e quello di Modena a Unimore”. Secondo l’assessore, l’impegno dell’amministrazione resta quello di valorizzare tutte le risorse del territorio per sostenere il sistema industriale locale, già solido e capace di reagire alle difficoltà. La sfida, ha concluso, è capire “come trasformare la resilienza in sviluppo”, mantenendo l’elevato livello di competitività del sistema produttivo.
Maria Grazia Modena (Modena per Modena) ha argomentato che le piccole e medie imprese modenesi affrontano una fase delicata, segnata da sfide internazionali, trasformazioni tecnologiche e mercati sempre più competitivi. Nel suo intervento ha ricordato le criticità che interessano vari settori strategici, osservando che questo scenario ha effetti diretti anche sull’indotto e sulle famiglie del territorio. “Ci troviamo di fronte a un cambiamento che va compreso”, ha affermato, prima di individuare nuove azioni per il futuro. Per Modena Democenter ha avuto “un passato glorioso”, ma negli ultimi anni sarebbe diventato un “carro rotto” che rappresenta un costo per la comunità. Da qui l’invito a superare logiche ormai datate e ad aprire un confronto con tutti gli attori coinvolti, a partire dall’università. In particolare ha proposto di coinvolgere maggiormente l’Ateneo, anche alla luce del recente cambio di guida, invitando la nuova rettrice in Consiglio comunale per avviare un dialogo sullo sviluppo del territorio.
Per il Pd, Gianluca Fanti ha ricordato che le difficoltà di Democenter, emerse negli ultimi tempi, “sembrano riguardare soprattutto aspetti di governance locale, più che problemi legati al funzionamento interno della struttura”. Secondo il consigliere, la fondazione sta cercando di adattarsi alle trasformazioni in corso e di rafforzare il proprio ruolo nel sistema produttivo. In questa prospettiva ha indicato alcune direzioni di lavoro, come l’aggiornamento dei criteri di accreditamento, il riconoscimento delle strutture come “infrastrutture chiave per la transizione digitale” e una maggiore “specializzazione intelligente” per favorire le sinergie tra imprese. Luca Barbari ha aggiunto che, nonostante le difficoltà che attraversano alcune imprese, il sistema delle piccole e medie aziende del territorio continua a produrre e a distinguersi per un alto tasso di innovazione. In questo contesto, ha affermato, Democenter può aiutare a rafforzare ulteriormente questo ecosistema e a sostenere la capacità di esportazione, che resta uno dei pilastri dell’economia locale. Secondo il consigliere, mantenere una politica dell’innovazione forte a livello comunale e regionale deve restare una priorità.
Paolo Ballestrazzi (Pri-Azione-Sl) ha osservato che oggi Democenter rappresenta “una realtà che deve essere rafforzata e rilanciata”. Secondo il consigliere, è necessario tenere conto dei cambiamenti intervenuti nel sistema economico e produttivo di Modena rispetto alla fase in cui la struttura è nata: “Potenziamolo, ma con uno sguardo più orientato al futuro che al passato o al presente”. Anche il consigliere ha quindi proposto di avviare un confronto più ampio con gli altri attori del territorio, a partire dall’università. In questa prospettiva, ha suggerito di promuovere un incontro con gli organi accademici e di valutare un coinvolgimento anche sul versante della sanità, per rafforzare il ruolo strategico della struttura.
Martino Abrate (Avs) ha osservato che le due mozioni in discussione sembrano muovere da impostazioni diverse, ma in realtà convergono su un aspetto comune, ovvero ragionare sul futuro del sistema della ricerca e dell’innovazione nel territorio. Il consigliere ha evidenziato che entrambe le proposte indicano la necessità di convocare un momento di confronto ampio con i principali attori locali. L’obiettivo dovrebbe essere “una grande conferenza sulle politiche industriali”, capace di mettere in relazione le eccellenze della ricerca con il sistema delle imprese e di rafforzare il rapporto con l’università.
Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha rilevato come Democenter sia nato con propositi di innovazione, sostenendo che nel tempo la struttura si sarebbe progressivamente indebolita, producendo meno risultati e richiedendo continui finanziamenti. Per il consigliere, è necessario un “cambiamento radicale che coinvolga le componenti più avanzate del mondo universitario, accademico e industriale”, per dare nuova coerenza allo sviluppo tecnologico. In caso contrario, ha avvertito, “la funzione di Democenter rischia di decadere”. Il consigliere ha poi distinto la situazione delle due sedi. Per Bertoldi quella di Mirandola avrebbe ormai perso il proprio ruolo, mentre quella di Modena dovrebbe “definire nuovi obiettivi” e lavorare in sinergia con l’università per rilanciare ricerca e innovazione.
Per Andrea Mazzi (Modena in ascolto) “Democenter non sembra più svolgere pienamente quella funzione che aveva avuto in origine”. Secondo il consigliere è necessario affrontare il tema con un approccio aperto e flessibile, valutando senza pregiudizi quale possa essere lo strumento più adatto alla fase attuale: “Ogni strumento va valutato nel proprio tempo”, ha osservato, sostenendo anche che si tratta di una realtà che comporta costi rilevanti. Il consigliere ha quindi indicato la necessità di aprire un confronto ampio prima di assumere decisioni sul futuro. In particolare ha proposto di coinvolgere il mondo universitario, che ha recentemente visto un cambio di leadership, e il sistema delle piccole e medie imprese, per capire insieme “che cosa si vuole fare davvero di questa struttura”.
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Ultimo aggiornamento: 11-03-2026, 11:03