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Memorie di un assassino

 

MEMORIE DI UN ASSASSINO – MEMORIES OF MURDER

Regia Bong Joon-ho - Corea del Sud 2003, 129'

 

Orario proiezioni: venerdì 21 febbraio alle 21.15, sabato 22 febbraio alle 21.30 e domenica 23 febbraio alle 18,00 in versione originale con sottotitoli.


Gyeonggi, 1986. Il cadavere di una ragazza violentata scatena le indagini dell'inadeguata polizia locale, intenta più a cercare un capro espiatorio che a trovare il vero colpevole. Gli omicidi si susseguono inarrestabili e un ispettore arriva da Seoul per fare luce sul mistero. Il volto di Song Kang-ho, uno dei migliori attori della sua generazione, guarda in camera attonito e si rivolge direttamente a noi, smarriti e confusi, pieni di perché. Come è possibile che l'uomo possa compiere atti simili? O forse, se una nazione intera vive all'insegna della violenza e dell'ingiustizia, quanto avviene non è che una naturale conseguenza? In mezzo a tanto cinema autocritico sugli anni bui della Corea del Sud, “Memorie di un assassino” si staglia come l'esempio ideale per restituire il clima di ignoranza e violenza sotto il regime militare nella provincia più sperduta, mantenendo sullo sfondo, anziché giudicando in maniera didascalica, le aberrazioni del governo. Tanto la politica è nei gesti, nelle scelte, nel coprifuoco, nella paura della gente, ormai priva di fiducia nei confronti della polizia e dei suoi abusi; sfiducia guadagnata sul campo dai tutori della legge, che nel proprio modus operandi prevedono prove falsificate e confessioni estorte a suon di calci e pugni. Anche nei confronti di ritardati come Kwang-ho o di innocui pervertiti, evidentemente innocenti sin da subito. La narrazione di Bong adotta un registro quasi comico per sottolineare il clima farsesco della polizia di regime, ma non ne nasconde incompetenza e brutalità; l'autorità come manganello del potere, che manca degli uomini necessari per impedire un omicidio perché sono tutti impegnati a reprimere una rivolta studentesca. L'assassino non si può catturare perché invisibile, perché espressione della cattiva coscienza di un Paese malato, perché è ovunque, tanto nella disperazione disumana della baraccopoli quanto nello sciagurato distretto di polizia, dove l'elemento più brillante, in quanto donna, serve al più da cameriera. La fotografia sottolinea il clima malsano di Gyeonggi: un abisso di pessimismo sulla natura umana dove è bandita ogni forma di redenzione ma soprattutto di comprensione.

 



 

 

 

Cinema, Video e Proiezioni
L’accesso è consentito ai soli tesserati Sala Truffaut. Bilgietto intero € 5,50 - ridotto € 4 - Prima visione € 6,50 intero - ridotto € 5
Dal 21/02/2020
Al 23/02/2020
Dove
Sala Truffaut
via degli Adelardi, 4
Orario

vedi orario nel programma

Per informazioni http://www.circuitocinema.mo.it/sala-truffaut/
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