INA-Casa Viale Storchi

Fonti: # L. Montedoro (a cura di), La città razionalista. Modelli e frammenti. Urbanistica e architettura a Modena, 1931-1965, RFM Edizioni, Modena 2004, p. 227. # G. Bertuzzi, Modena Nuova. L’espansione urbana dalla fine dell’Ottocento ai primi decenni del Novecento. Lineamenti, Aedes Muratoriana, Modena 1995, pp. 14-46.

Stradario: viale Gaetano Storchi, via Severino Fabriani
Anno: 1950
Progettazione: Mario Pucci, Vinicio Vecchi
Mappa: 37
Itinerario: 1 - Dal liberty al razionalismo, scheda nr. 12

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1. Vista attuale dell’infilata di pensiline dei corpi di fabbrica su viale Storchi

 

Il progetto di un nuovo quartiere residenziale da edificarsi sull’area dell’ex Cittadella costituisce uno dei primi interventi d’iniziativa INA-Casa a Modena a seguito dell’approvazione del “Piano Fanfani” nel 1949. L’opera è gestita dallo IACP modenese, su progetto degli architetti Mario Pucci e Vinicio Vecchi, inserendosi nelle linee guida del piano di ricostruzione di pochi anni precedente. Rispetto ad altri progetti INA-Casa che sorgeranno in città, caratterizzati da una disposizione libera dei fabbricati in grandi aree in cui dominano gli spazi verdi e aperti, qui l’insediamento assume un carattere più urbano, strutturandosi chiaramente sull’asse di viale Storchi che trova il suo punto focale d’origine nel Gruppo rionale fascista “XXVI Settembre”. Una doppia fila d’edifici si dispone in una sequenza di lotti compresi tra lo stesso viale e via Fabriani.
Il lato su viale Storchi si caratterizza per la sequenza di piccoli edifici a due piani dal volume semplice e destinati a casa-bottega, che definiscono il carattere di strada commerciale che tutt’ora mantiene, accentuato dalla citazione del portico di un primo progetto non realizzato, rappresentato dalla pensilina leggermente inclinata, che crea un ambito protetto sul fronte strada.
Nella parte retrostante di ciascun lotto sorge invece un edificio a uso di sola residenza di cinque piani disposto perpendicolarmente al primo. Secondo la stessa logica anche questo blocco edilizio si ripete in sequenza edificando in tal modo l’intera area. I prospetti sono caratterizzati da un’accentuata suddivisione orizzontale, scandita dai tamponamenti pieni a intonaco e dai vuoti delle logge e dei balconi, che conferisce loro un’immagine abbastanza ricorrente degli edifici INA del periodo.

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2. Piante e progetto dei corpi in linea di via Fabriani

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3. Planimetria di progetto

 

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Fonti immagini e fotografie

1. Foto: Vanni Bulgarelli
2. Tavola di progetto: FPM, Fondo Bandieri, n.inv. 123828.
3. Planimetria: BPMO, Archivio Vinicio Vecchi, Condomini.