Tu sei qui: Home / Atlante delle architetture del '900 di Modena / Le 101 architetture / 101schede / Nuovo Cimitero San Cataldo

Nuovo Cimitero San Cataldo

Fonti: # A. Ferlenga, Aldo Rossi. Opera completa (1993-1996), Electa, Milano 1996, pp. 54-68. # M. Casciato, P. Orlandi (a cura di), Quale e Quanta. Architettura in Emilia-Romagna nel secondo Novecento, CLUEB, Bologna 2005. # Settore T.U.Q.E, Comune di Modena, prot. 16475/86.

Stradario: strada cimitero San Cataldo
Anno: 1978-1983
Progettazione: Aldo Rossi, Gianni Braghieri
Mappa: 67
Itinerari: scheda nr. 19

SchIt19_1

 

 

 

 

 

 

 

1. Cimitero San Cataldo

 

San Cataldo è la prima struttura cimiteriale di Modena a essere costruita extra moenia. Il progetto si deve a Cesare Costa (suoi anche l’attuale palazzo della Prefettura di Modena, 1844-46, e il teatro “R. Valli” di Reggio Emilia, 1852-57) e la costruzione si protrae dal 1858 al 1876. L’impianto semplice e funzionale di Costa, a recinto rettangolare su più livelli, colonnato all’interno e cieco all’esterno, è senza dubbio una delle fonti d’ispirazione del progetto vincitore del concorso per l’ampliamento indetto dal Comune di Modena nel 1971. Aldo Rossi concepisce infatti una sorta di “città dei morti” composta da diverse forme geometriche elementari. La tipica predilezione rossiana per l’impianto planimetrico “osteologico” si esprime nell’asse centrale di spina, su cui si allineano i principali volumi del complesso: il cubo contenente il sacrario dei caduti in guerra, una struttura a cielo aperto color mattone aperta da semplici bucature quadrate senza serramenti; la torre tronco conica al di sotto della quale si trova la “fossa comune”, chiaro richiamo alla memoria “industriale”, tema prediletto da Rossi; gli ossari disposti in una successione regolare inscritta in un triangolo. Questo asse monumentale baricentrico è racchiuso all’interno di un recinto formato dai volumi contenenti, su vari livelli, i loculi. Tali volumi, dal caratteristico tetto a due falde metalliche verniciate in azzurro, poggiano su una serie di setti in calcestruzzo armato a vista, sorta di reinterpretazione postmoderna del classico colonnato dell’originario fabbricato di Costa. A tutt’oggi il progetto di Rossi non è stato ancora completamente realizzato: mancano ancora la torre tronco-conica e parte del recinto.

SchIt19_2

 

 

 

 

 

 

 

 

2. Pianta del progetto presentata al concorso

 

SchIt19_3





 

 

 

 

 

 

 




3. Copertina della rivista “Casabella” del 1972

 

 

___

Fonti immagini e fotografie

1. Foto: Bruno Marchetti
3. Copertina e disegno: in “Casabella”, n. 372, XXXVI, dicembre, 1972.